IL PUNTO DI VISTA (PARTE DUE): QUALE SCEGLIERE?
Scrivere / 29 aprile 2017

OVVERO TRE MODI DI RACCONTARE UNA STORIA Quando prendiamo a scrivere il nostro libro, la prima cosa da scegliere, è il punto di vista con cui farlo. Già, ma quale? Ne esistono ben tre, e tutti con le proprie regole e caratteristiche: La prima persona singolare. La terza persona singolare. Il narratore onnisciente. Cerchiamo di capire con quali occhi mostrare la storia al lettore, in chi farlo immedesimare, e puntiamo dritti al punto di vista che fa al caso nostro.

C’ERA UNA VOLTA IL LIBRO… DI CARTA
Riflessioni / 25 aprile 2017

E ORA C’E’ L’EBOOK… C’era una volta il libro di carta, già… E adesso? Adesso è arrivato l’ebook. L’avvento del libro elettronico ha segnato un confine netto e indelebile nell’era del cartaceo. Per chi, come me, è da sempre innamorato del suono delle pagine sfogliate, abituarsi a quest’ennesima rivoluzione tecnologica diventa un po’ difficile. Chiamatemi nostalgico, conservatore, chiamatemi un po’ come vi pare, ma tanto per parlarci chiaro, l’ebook non mi attira. Lo percepisco come un tradimento verso il libro. Proprio io, che ho alle spalle pubblicazioni anche in ebook (compresa quella che sta arrivando con Delos), non dovrei dire certe cose, ma non posso farci niente. Questo è il mio pensiero. MA COS’E’ UN EBOOK? Secondo Wikipedia: Un ebook (scritto anche e-book o eBook), in italiano libro elettronico, è un libro in formato digitale a cui si può avere accesso mediante computer e dispositivi mobili, come smartphone, tabletPC e dispositivi appositamente ideati per la lettura di testi lunghi in digitale, detti eReader (ebook reader). In parole povere, un file. Un qualcosa che non si può toccare, sfiorare, accarezzare, e che non ha nemmeno un peso, se si esclude appunto, quello dell’e-Reader. Tuttavia, nonostante la poca simpatia che nutro per lui, mi sono proposto una riflessione…

APRILE
Spazio libero Autori / 22 aprile 2017

Resina di Marzo, Raccolgo le lacrime dell’albero che diverrà croce. Albero ferito. Corteccia dura. Vi appenderanno l’ultimo fiore. di Lunatyca.

COME SCEGLIERE IL TITOLO GIUSTO
Scrivere / 22 aprile 2017

OVVERO IL BIGLIETTO DA VISITA DEL NOSTRO LIBRO Scegliere il titolo giusto è di strategica importanza. Siccome sarà la prima cosa che un lettore noterà, e sulla base della quale deciderà se interessarsi o meno al nostro testo, il titolo dovrà essere il più semplice e accattivante possibile. «Quando una persona non riesce a pronunciare il titolo o il nome dell’autore, si intimidisce e non osa più entrare in libreria per chiedere quel libro. Capita più spesso di quanto si creda».  Queste sono le parole di Alfred Knopf, l’editore di Dashiell Hammett, scrittore statunitense di gialli e polizieschi. Ecco quindi cosa deve sapere fare il nostro titolo: Raccontare qualcosa del libro. Far capire di che genere tratta. Suscitare curiosità, o meglio ancora, domande. Accendere un’emozione. QUALCHE ESEMPIO Che ne dite de La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano? Questo titolo, a mio parere, ha il potere di stimolare due reazioni essenziali: le emozioni e le domande.

COME SCRIVERE UNA SINOSSI EFFICACE
Editoria / 19 aprile 2017

INCURIOSIRE L’EDITORE Questo è quello che deve saper fare la nostra sinossi. Se è vero che gli editori hanno le scrivanie sommerse di manoscritti da valutare (o PC intasati di file Word), dobbiamo ricordarci che là, in mezzo a quei centinaia, c’è anche il nostro. Uguale a tanti. Anonimo. Dimenticato? Forse. Come fare allora per lasciarlo emergere dalla massa? Per distinguerlo dagli altri? Ecco che una buona sinossi, scritta bene e nel modo giusto, può venirci in aiuto. Considerando che nel 99% dei casi sarà l’unico documento che l’editore sfoglierà, non potremo permetterci errori. Dovrà essere l’amo al quale far abboccare il nostro pesce più grosso e importante.

LE SETTE PAURE DELLO SCRITTORE (EMERGENTE)
Consigli / 15 aprile 2017

OVVERO… COME METTERCI ANCHE DEL NOSTRO Il problema di uno scrittore non é solo scrivere il suo libro. Ogni volta arrivati alla parola FINE, si chiude una porta e se ne apre un’altra. A fianco dell’emozione per la conclusione del romanzo, nasceranno i timori, i dubbi, le preoccupazioni. Le paure. E se prima avevamo passato notti insonni a scrivere, adesso le passeremo a pensare e rimuginare.

INFODUMP: SE LO CONOSCI, LO EVITI
Scrivere / 12 aprile 2017

UNO DEGLI ERRORI PIU’ FREQUENTI Gli autori alle prime armi sono sempre afflitti da un dubbio amletico: Riuscirò a farmi capire? Talvolta la domanda diventa così ossessiva e logorante, che qualcuno finisce per inciampare nell’infodump, creando (adesso sì) i presupposti per innervosire il lettore e rischiare di perderlo per strada. Ma cos’è questo infodump, dove dump è inteso come discarica, immondezzaio? Tradotto in termini semplici, lo potremmo definire l’eccesso indesiderato di informazioni.

COME PRESENTARSI A UN EDITORE
Editoria / 8 aprile 2017

E CONVINCERLO A DARE UN’OCCHIATA AL NOSTRO MANOSCRITTO Sembra che ogni editore sia sommerso da considerevoli moli di manoscritti da valutare. Centinaia, migliaia, stando alle sue parole, e probabilmente è anche vero. Ma se da una parte la cosa dovrebbe rassicurarci sulla buona salute dell’editoria italiana, dall’altra deve farci riflettere: tra quelle migliaia, c’è anche il nostro. L’ingolfamento sarebbe dovuto, stando alle dichiarazioni di editori autorevoli, alla massa di opere che settimanalmente investono le loro scrivanie, e che spesso sono immeritevoli. Tra le molte, prevalgono quelle di autori che giocano a fare gli scrittori e si buttano a capo fitto nell’impresa, senza una logica, sfornando racconti o romanzi privi di sostanza (colpa del primo lettore?).

L’IMPORTANZA DEL PRIMO LETTORE
Consigli / 4 aprile 2017

CHI VUOLE COMINCIARE? L’importanza del primo lettore é un aspetto fondamentale per il nostro libro. La prima persona che lo leggerà, avrà una grande responsabilità verso di noi, e forse nemmeno se ne renderà conto. Avrà la capacità di sovvertire le sorti del nostro romanzo. ACCIDENTI, PERO’! Eppure è proprio così. Quando arriveremo alla sospirata parola FINE, saremo esausti, stanchi, timorosi e piuttosto ansiosi. Sì, insomma, magari avremo impiegato un anno a scrivere il nostro libro, e finalmente eccolo qui, pronto ad affrontare il primo, vero giudizio. Da questo dipenderanno molte cose.

SOSPENSIONE DELL’INCREDULITA’
Scrivere / 2 aprile 2017

Per comprendere bene l’uso di questa tecnica, proviamo a pensare al Signore degli anelli. Tolkien ci propone una trilogia interamente basata su mondi e personaggi immaginari. Una realtà stravolta, completamente diversa dalla nostra, in cui vivono Hobbit, elfi, orchi e creature di ogni tipo. Ha saputo creare un universo intero di fantasia e irrealtà, e l’ha tenuto sospeso per oltre 1400 pagine, pensate! Se abbiamo letto quest’opera monumentale, non possiamo negare di essere rimasti incollati alle sue pagine per giorni o mesi, a seconda del nostro ritmo di lettura. Sapevamo che quello che stavamo leggendo era pura fantasia, ma non ci saremmo stupiti se uscendo fuori dalla porta ci fossimo imbattuti in Gandalf che veniva a venderci surgelati. Questo perché Tolkien ha saputo usare alla perfezione la sospensione dell’incredulità. E’ stato capace di trasportare il lettore in una situazione immaginaria e impossibile, e riuscire a farglielo credere. Ed è quello che dobbiamo imparare a fare anche noi. Stringere un patto con il lettore: io ti porto là, ma tu prova a crederci. Se saremo bravi, deciderà di sua volontà di lasciarsi cullare dalla fantasia, dal mondo improbabile che gli stiamo offrendo.