SOSPENSIONE DELL’INCREDULITA’

2 aprile 2017

Incredulità

Per comprendere bene l’uso di questa tecnica, proviamo a pensare al Signore degli anelli.

Tolkien ci propone una trilogia interamente basata su mondi e personaggi immaginari. Una realtà stravolta, completamente diversa dalla nostra, in cui vivono Hobbit, elfi, orchi e creature di ogni tipo.

Ha saputo creare un universo intero di fantasia e irrealtà, e l’ha tenuto sospeso per oltre 1400 pagine, pensate!

Se abbiamo letto quest’opera monumentale, non possiamo negare di essere rimasti incollati alle sue pagine per giorni o mesi, a seconda del nostro ritmo di lettura. Sapevamo che quello che stavamo leggendo era pura fantasia, ma non ci saremmo stupiti se uscendo fuori dalla porta ci fossimo imbattuti in Gandalf che veniva a venderci surgelati.

Questo perché Tolkien ha saputo usare alla perfezione la sospensione dell’incredulità.

E’ stato capace di trasportare il lettore in una situazione immaginaria e impossibile, e riuscire a farglielo credere.

Ed è quello che dobbiamo imparare a fare anche noi.

Stringere un patto con il lettore: io ti porto , ma tu prova a crederci.

Se saremo bravi, deciderà di sua volontà di lasciarsi cullare dalla fantasia, dal mondo improbabile che gli stiamo offrendo.

COME GESTIRE QUESTA TECNICA

Per riuscire a creare la sospensione dell’incredulità, bisogna saper raccontare la storia che abbiamo in testa, semplicemente proponendola come realtà alternativa, ma facendola rispondere alle leggi di questo mondo, che il lettore sa e conosce bene.

Pensiamoci: di cosa è fatta, dopotutto, la realtà che ogni giorno ci circonda?

Di dettagli, regole, emozioni, situazioni, sfide, pericoli e chi più ne ha, più ne metta.

Un po’ come prendere gli stessi ingredienti del nostro piatto preferito e provare a cucinarli con una salsa diversa. Il sapore sarà certamente differente, ma allo stesso tempo dovrà essere piacevole.

LA PAROLA ALL’ESPERTO

Proviamo ad ascoltare quest’intervento di Umberto Eco, sulla sospensione dell’incredulità. Anche se non parla espressamente di letteratura, la sostanza non cambia.

 

Quindi, dobbiamo scrivere sapendo di creare qualcosa di assolutamente irreale, che dovrà risultare convincente per il nostro lettore. Per farlo, dovremo inserire gli ingredienti di tutti i giorni, e restare coerenti con quello che andremo a inventare.

Se vogliamo parlare di un mondo in cui il cielo è di colore verde, saremo liberi di farlo, ma dovremo proseguire ricordandoci di questo particolare, perché il lettore se lo ricorderà.

Tutto quello che metteremo in scena e che servirà a creare la sospensione dell’incredulità, dovrà essere mantenuto e assunto come regola per le pagine che verranno.

ESEMPIO

Il protagonista è il folletto Fyorr, che sta assistendo a una guerra tra orchi e draghi nelle terra d Fantasya.

Fyorr osservava attonito il conflitto che stava sconvolgendo la Foresta Arcobaleno e il Bosco delle Fate. Gli orchi brandivano spade e indossavano corazze di metallo magico. Sarebbe stato impossibile colpirli a morte, pensò Fyorr. Le scaglie rosse dei draghi riflettevano le luci della battaglia, mentre i giganteschi rettili avanzano nel fumo e nella polvere, agguantando chi capitava tra le enormi fauci. 

Fyorr riuscì a nascondersi giusto in tempo per evitare un dardo infuocato, scagliato da un orco furioso. 

“Per le stelle di Cosmus!” si lasciò scappare, mentre tentava di infilarsi nel nascondiglio sotto il grande albero di pietra. Ma giusto un attimo prima di riuscirci, un drago alato calò su di lui. La sua ombra, per un attimo, oscurò la luce dei due soli.

“No!” riuscì appena a gridare Fyorr, facendosi scudo con le piccole braccia.

Quando ormai si sentì spacciato, un colpo esplose nell’aria e centrò il drago in pieno petto, atterrandolo e mandandolo a sbattere contro l’antica Torre del Cristallo. Fyorr osservò esterrefatto un gigantesco veicolo fuoriuscire lento dalla foresta. Sembrava una scatola di metallo e procedeva su strane ruote che schiacciavano tutto. 

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Il militare fermò il cingolato appena fuori dagli arbusti. Si affacciò alla botola del carro armato e guardò fuori. Il drago non si muoveva più. Il soldato si sfilò l’elmetto e respirò a pieni polmoni. Si frugò nella mimetica, tirò fuori una sigaretta e l’accese, mentre una specie di folletto sembrava continuare a guardarlo. 

Ecco fatto.

Quando iniziamo a leggere l’esempio, ci troviamo in un mondo fantastico e lo vediamo attraverso gli occhi di Fyorr, che lentamente ci svela dettagli su questo universo magico. Siamo con lui (ricordate il PdV?), e iniziamo a immaginare questa battaglia tra orchi e draghi nella nostra testa. Il fumo, la polvere, le grida, gli scontri e tutto quello che una guerra si trascina dietro.

Poi qualcuno ci attacca e noi riusciamo a evitarlo, ma non abbastanza da evitare anche il drago. La creatura alata sta per prenderci, è vicina, ma ecco che qualcosa ci viene in soccorso e la uccide. Di cosa si tratta?

Di un carro armato.

Un carro armato?

Sì, accidenti.

E che c’entra con la guerra tra orchi e draghi? Addirittura un militare in mimetica che si accende una cicca?

Ma via!

Il mio esempio “al contrario” non vuol essere pretenzioso, ma spero abbiate avvertito l’arrivo del cingolato come un’intrusione nella storia. La nota stonata di una sinfonia altrimenti perfetta.

Eppure, se ci pensiamo bene, il militare e il carro armato sono gli unici elementi davvero reali e esistenti, altro che Fyorr. Dovremmo scegliere di credere in loro, non a draghi e orchi.

Ma noi sceglieremo Fyorr, perché eravamo con lui, e la magia della sospensione dell’incredulità era appena cominciata.

QUANDO USARE QUESTA TECNICA?

Naturalmente ho cercato di estremizzare, citando e riproponendo situazioni fantasy che avremo trovato in chissà quanti libri, ma la sospensione dell’incredulità si può usare per qualsiasi altra storia.

Non bisogna parlare per forza di draghi e folletti, ma anche di vita reale.

Ne Il suggeritore di Donato Carrisi, per esempio, ci sono alcuni momenti (in realtà più d’uno) in cui si avverte limpidamente l’uso di questa tecnica.

Quando Mila e Goran (inizio spoiler) si rivolgono alla medium per sondare la mente del malato terminale morente, e strappare dettagli utili all’indagine, siamo portati a credere alla medianità e al mondo degli spiriti (fine spoiler). Lo facciamo volontariamente e volentieri, perché la storia ci ha intrigato e condotti in un incubo del quale vogliamo scoprire il colpevole a tutti i costi.

Oppure, per citare uno dei miei autori preferiti, ne L’ombra dello scorpione, (inizio spoiler) King ci fa credere che il mondo è finito per un raffreddore, ed è sopravvissuta solo una manciata di persone (fine spoiler). E noi ci crediamo, perché lui è abilissimo a rendere la situazione reale, seppur paradossale.

E come fa?

Creando tensioni, intrecci, situazioni, amori e tanto altro, gli stessi che incontremmo nella vita vera, ma ribaltati in una realtà impossibile.

CONCLUSIONI

Imparare a gestire bene questa tecnica, può servire a creare momenti particolari all’interno di un romanzo, a gestire forzature che ci servono per continuare la storia, e a stringere un patto con il lettore.

Io ti porto a conoscere qualcosa che non avresti mai immaginato, ma tu prova a crederci.

E voi?

Quanto vi sentite abili nel padroneggiare questa tecnica?

2 Comments

  • Aurora81 10 aprile 2017 at 18:34

    Ma si tratta quindi di una tecnica che serve prevalentmente nel mondo del fatastico, secondo me.
    Comunque sia, buono a sapersi.

    • Shadow 10 aprile 2017 at 23:01

      La puoi usare in molte circostante. Anche nella narrativa contemporanea. Vedi gli esempi che ho citato io nel post, per fartene un’idea.

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