L’IMPORTANZA DEL PRIMO LETTORE

4 aprile 2017

Lettore

CHI VUOLE COMINCIARE?

L’importanza del primo lettore é un aspetto fondamentale per il nostro libro.

La prima persona che lo leggerà, avrà una grande responsabilità verso di noi, e forse nemmeno se ne renderà conto.

Avrà la capacità di sovvertire le sorti del nostro romanzo.

ACCIDENTI, PERO’!

Eppure è proprio così.

Quando arriveremo alla sospirata parola FINE, saremo esausti, stanchi, timorosi e piuttosto ansiosi.

Sì, insomma, magari avremo impiegato un anno a scrivere il nostro libro, e finalmente eccolo qui, pronto ad affrontare il primo, vero giudizio. Da questo dipenderanno molte cose.

Terminare un libro è un po’ come allevare un figlio fino alla maturità.

Alla fine ci faremo le stesse domande:

  • Avrò sbagliato in qualcosa?
  • Sarà un buon figlio?
  • Mi darà delle soddisfazioni?
  • Sarà accettato dagli altri?

Ed è qui che l’importanza del primo lettore si farà sentire per la prima volta.

Il suo parere sarà come quello del primo insegnante a scuola. Ci darà la percezione delle reali capacità del nostro libro.

Poi toccherà a noi intervenire di conseguenza.

MA QUAL E’ IL VERO COMPITO DEL PRIMO LETTORE?

Essenzialmente uno solo: esprimere un giudizio vero e sincero.

E attenzione: positivo o negativo.

Lo so, questo ci spaventa da morire, ma dobbiamo percepire il nostro primo lettore come un amico, e non come un ostacolo.

Dobbiamo accettare il suo verdetto come un prezioso consiglio per migliorare il libro, che a differenza di ciò che pensiamo, sarà molto imperfetto, almeno all’inizio.

Noi non riusciremo mai a vederne i veri difetti, questo é il punto.

Ecco quindi che il giudizio del primo lettore deve “sterzarci” verso la giusta direzione. Deve saperci sbattere in faccia la verità, buona o brutta che sia, medicina spesso amara, ma utile.

Quindi abbassiamo il nostro ego, e impariamo a rispettare chi giudicherà la nostra opera e magari la troverà immeritevole.

Niente paura.

Siamo solo all’inizio e avremo molte possibilità per migliorarla.

COME SCEGLIERE IL PRIMO LETTORE

So a cosa state pensando, e non ditelo neanche per scherzo.

Vostra madre? Il coniuge? Il migliore amico?

Dimenticateli.

Anche se nel novanta per cento dei casi l’abbiamo fatto tutti, scegliere il nostro primo lettore tra amici e parenti è altamente sconsigliato, a meno che non si tratti di persone del settore: editor o editori, gente di mestiere, insomma, capaci di separare il lavoro dagli affetti.

Siamo sinceri e rispondiamo a questa domanda:

Quante volte nostra madre ci ha detto che il nostro libro era bellissimo, ma una volta presentato all’editore ci siamo sentiti rispondere un “NO!” secco, tale da farci dubitare di noi stessi?

Be’, non diamo la colpa a mamma.

Lei si è comportata nell’unico modo possibile, non l’avrà neanche fatto apposta, ma il suo giudizio sarà sempre di parte e soggettivo, non c’è niente da fare. Lei sarà sempre con e per noi.

La stessa cosa varrà per amici e parenti, di norma.

Nessuno di loro sarà tanto abile da riconoscere davvero i veri difetti della nostra storia. Ne vedranno solo i pregi, e noi non abbiamo bisogno di questo, perché li vediamo già da soli, anzi, vediamo solo quelli, anche dove non ci sono.

Ecco dove può e deve arrivare il primo lettore.

Nelle zone d’ombra più invisibili.

Quindi, se ne abbiamo la possibilità, rivolgiamoci a qualcun altro, ma evitiamo il parentado.

Senza che nessuno si offenda.

Meglio uno sconosciuto.

D’ACCORDO, MA ALLORA A CHI RIVOLGERSI?

La scelta non è facile.

Qui di seguito ho riassunto un brevissimo elenco di agenzie letterarie serie, che effettuano il servizio di lettura e valutazione manoscritti. Purtroppo si tratta di servizi a pagamento, al termina dei quali riceveremo una scheda di lettura più o meno dettagliata, che ci indicherà i punti di forza e i punti deboli del romanzo, evidenziando le tattiche da usare per migliorarlo.

Attenzione, però: non si parla di editing, ma di semplici schede di lettura, che sono un’altra cosa, e hanno un costo inferiore (ma non troppo, in certi casi):

Dato che ritengo molto importante la fase del primo lettore, Nero su bianco mette a disposizione questo servizio in maniera totalmente libera e gratuita.

CONCLUSIONI

Spero dunque sia chiara l’importanza di questo fattore, assolutamente determinante per la vita del nostro romanzo.

E se non riusciamo a fidarci di nessuno, o a trovare qualcuno di competente che gli dia un’occhiata, resta sempre un’ultima possibilità.

Quella che adotto io.

Spedirlo direttamente all’editore.

Farà lo stesso servizio, ma correremo rischi più alti, perché avremo più possibilità di beccarci un rifiuto, questo è ovvio.

E voi?

Chi è solitamente il vostro primo lettore?

12 Comments

  • Aurora81 10 aprile 2017 at 18:32

    Articolo interessante.
    Spesso si tende a sottovalutare l’importanza di questo primo lettore, credendo di poterci “fidare” dei soliti amici.
    Ma effettivamente, servirebbe qualcuno di più competente.

    • Shadow 10 aprile 2017 at 23:02

      Condivido. In pochi ne capiscono l’importanza!

  • Alessandro 10 aprile 2017 at 21:09

    Spesso il beta reader viene sottovalutato. Ricevere una buona scheda di valutazione editoriale é il primo passo verso un lavoro ben fatto. C’è troppa fretta di pubblicare in giro.

    • Shadow 10 aprile 2017 at 22:55

      E’ vero, e la fretta poi rischia di spingerci tra le braccia di editori furbi che aspettando solo qualche pollo da spennare

  • Alfredo Ferri 14 aprile 2017 at 10:57

    Considerazioni molto interessanti …
    Anche secondo me bisogna evitare di scegliere il primo lettore tra i parenti e gli amici più intimi. E soprattutto non bisogna MAI lascarsi tentare da Editori (?! ) Furbi ! …
    Io frequento una tipografia universitaria, per farmi impaginare alla buona qualche fascicolo dei miei scritti. I miei primi i lettori sono quindi i due ragazzi che di tali operazioni si occupano, Non ho mai chiesto a loro di leggermi, se non per lo stretto problema di impaginazione. Mi ha però fatto piacere la loro richiesta di portarsene a casa qualche copia. Tornando in tipografia dopo alcuni giorni, da entrambi ho avuto commenti interessanti e richiesta di potermi leggere ancora – La tipografia è frequentata da studenti e professori per la realizzazione delle tesi di laurea . I due miei “primi lettori” mi hanno ora chiesto di lascar lì qualche copia dei miei scritti a disposizione di questi altri loro clienti. Lo farò, aggiungendo il mi
    o indirizzo di mail. In attesa di avere altri freschi e disinteressati commenti –

    • Shadow 14 aprile 2017 at 11:54

      E fai bene. Come vedi, i “primi lettori” si trovano un po’ ovunque e se gente disinteressata (come i ragazzi della tipografia) ti hanno fatto dei complimenti, significa che quello che hai scritto vale.

      • Alfredo Ferri 14 aprile 2017 at 12:40

        … grazie per l’attenzione –
        in questo sito dove ho trovato te, posterò via via qualche racconto breve, sperando di ricevere anche da voi qualche commento-
        Ho già postato alcune poesie e qualche racconto-
        Hanno avuto qualche decina di lettori, Spero di ricevere anche qualche commento-
        Saluti e auguri-
        Al

        • Shadow 14 aprile 2017 at 16:52

          Sto lavorando per aprire un’area di “spazio libero” in cui ogni utente, se lo vorrà, potrà postare i proprio scritti. Conto di renderla operativa nel giro di dieci giorni. Nel frattempo, torna pure a trovarmi.

  • Alfredo Ferri 14 aprile 2017 at 23:09

    Molto bene …resteremo in contatto …
    Auguri e buon lavoro-

  • Michelangelo Scali 1 maggio 2017 at 16:11

    Verissimo! Spesso occorre rivolgersi ad altri che non siano amici o parenti stretti!
    In rete però ho visto anche l’opposto, ossia le anteprime delle bozze in lavorazione messe a disposizione di potenziali sostenitori di un crowdfunding o di gruppi social che si occupano di libri e di scrittura in genere.
    Vi sembra un approccio efficace?

    • Nero su Bianco 1 maggio 2017 at 16:52

      Io da tempo ho smesso di cercare un primo lettore ma, come ho scritto nel post, mando tutto direttamente all’editore. O la va o la spacca.

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