INFODUMP: SE LO CONOSCI, LO EVITI

Infodump

UNO DEGLI ERRORI PIU’ FREQUENTI

Gli autori alle prime armi sono sempre afflitti da un dubbio amletico:

Riuscirò a farmi capire?

Talvolta la domanda diventa così ossessiva e logorante, che qualcuno finisce per inciampare nell’infodump, creando (adesso sì) i presupposti per innervosire il lettore e rischiare di perderlo per strada.

Ma cos’è questo infodump, dove dump è inteso come discarica, immondezzaio?

Tradotto in termini semplici, lo potremmo definire l’eccesso indesiderato di informazioni.

CERCHIAMO DI SAPERNE DI PIU’

L’infodump non si riferisce tanto al fatto che si spieghino o si raccontino delle cose in un libro, soprattutto se queste informazioni arrivano dai dialoghi (che restano lo strumento migliore per veicolarle senza far addormentare il lettore), quanto all’intromissione sgradita dell’autore onnisciente, che fino ad allora se n’era rimasto al suo posto, dietro le quinte.

Se la storia che stiamo scrivendo è raccontata in terza persona, e abbiamo già assegnato il nostro punto di vista, non possiamo “staccare” completamente, e decidere di far emergere l’autore (ovvero noi), pronto a fornire una bella spiegazione su ciò che sta accadendo.

Non ha senso.

Il lettore sta “vedendo” una scena attraverso gli occhi del protagonista, “pensa” con la sua testa e si immagina quello che noi vogliamo si immagini. Perché, dunque, rovinare questa magia, solo per dare informazioni tese a chiarire qualcosa che non serve chiarire?

L’unico risultato che otterremo, sarà quello di far storcere il naso al lettore.

E’ come essere al cinema a guardare un film che ci tiene incollati alla poltrona, e veder arrivare il regista, che prende a raccontarci quello che sta succedendo. Nel migliore dei casi, lo manderemo al diavolo.

Ed è la stessa reazione che potrebbe avere il lettore nei nostri confronti.

PARLIAMO DI RICETTE

Ricette?

Ma sì, ricette.

E va bene: due personaggi, entrambi chef, stanno discutendo di una nuova ricetta.

Nel romanzo di uno scrittore professionista, i due parleranno di cose che il lettore comprenderà senza che nessuno debba spiegare all’altro cosa intende, visto che sono entrambi chef e conoscono bene la materia.

Nel romanzo dello scrittore dilettante, invece, i due faranno una sola cosa: mettersi a spiegare l’un l’altro le varie ricette.

Quando è meglio usare l’olio d’oliva.

Quanto deve cuocere una bistecca per restare al sangue.

Qual’è l’ingrediente speciale delle melanzane alla parmigiana (le melanzane?)

Il tutto condito (passatemi il termine) con dettagli dei quali nessuno sentirà la mancanza. Così facendo, lo scrittore dilettante, per paura di non essere sufficientemente chiaro, lo sarà fin troppo, oltre la normalità della scena che sta descrivendo.

E quindi perderà di credibilità.

COME EVITARE L’INFODUMP?

Come recita lo spot che da il titolo a questo post:

una volta che lo conosci, lo eviti.

Adesso sappiamo che le informazioni che a noi sembrano essenziali (e che magari lo sono), non possono essere distribuite in massa, magari nei dialoghi, solo per toglierci il peso.

Sarebbe un errore fatale.

Al contrario, diventare bravi a gestire l’infodump, significa miscelare le nozioni che ci interessano e che sono funzionali alla storia, e dileguarle in più pagine, con parsimonia, sfruttando sì, i dialoghi, ma anche facendo accadere le cose, invece che descriverle.

E bisogna chiedersi. Sempre.

Domandarsi.

Iniziare a selezionare quelle informazioni che riteniamo utili, e scartare quelle che forse non lo sono.

ESEMPIO (DA NON SEGUIRE!)

Matthew incontra Adrian per strada e si mette a parlare con lui.

“Ciao Adrian”.

“Ciao Matthew, come stai?”.

“Me la cavo. Tu, piuttosto?”.

“Non male”.

“A proposito: hai sempre il tuo cane, quel pastore tedesco nero di dieci anni, di nome Rocky”?.

“Certo”.

Avete notato l’infodump?

Mi sembra abbastanza chiaro.

ESEMPIO (DA SEGUIRE!)

Matthew incontra Adrian per strada e si mette a parlare con lui.

“Ciao Adrian”.

“Ciao Matthew, come stai?”.

“Me la cavo. Tu, piuttosto?”.

“Non male”.

“A proposito: hai sempre quel pastore tedesco?”

“Certo. Rocky è rimasto l’unico a cui importi davvero qualcosa di me!”.

“Quanti anni ha?”.

“Eh, ne ha già dieci su quella groppa nera”. 

Non abbiamo trasmesso le stesse informazioni, ma in maniera più elegante, quasi invisibile?

In questo modo il lettore capirà che Rocky è un pastore tedesco, che è nero e ha dieci anni, e lo farà attraverso un dialogo costruito ad arte, e non diretto e duro come il precedente.

Il lettore non dovrà neppure accorgersi che gli stiamo passando delle informazioni. Tutto dovrà avvenire nella sua testa, nel massimo del silenzio.

CONCLUSIONI

Cadere nell’infodump, vuol dire trasmettere un messaggio al lettore, alquanto impegnativo:

ricordati queste informazioni, perché sono importanti.

E il lettore lo farà, ma per farlo si sforzerà, e la sua lettura potrebbe diventare non proprio piacevole come prima.

Evitare l’infodump invece, significherà lasciargli assorbire le nozioni in santa pace, senza che nemmeno se ne renda conto.

E voi?

Quante volte siete cascati in questo errore?

5 pensieri riguardo “INFODUMP: SE LO CONOSCI, LO EVITI

  1. Devo dire che è uno dei primi errori di cui mi sono accorto, tanti anni fa, facendo tesoro della rivoltante rilettura di un racconto che avevo appena finito, scritto di getto. Con immenso orrore mi sono reso conto di aver scritto qualcosa di terrificante, solo che il racconto in questione voleva essere comico 😀

    1. Comunque un buon modo per imparare dai propri errori. Anch’io ho fatto un po’ come te, molto tempo fa, ma l’infodump è subdolo e si insinua anche dove non crederemmo mai.

  2. Ciao a tutti.
    Questo tipo di errore è sovente purtroppo. Hai Ragione Filippo. Vorrei poterlo definire come pedalare su di una bicicletta dove ti sforzi costantemente. Arrivi ai pedali con la punta dei piedi. Affermi che sai comunque pedalare e reggerti in equilibrio su di essa, ma il pericolo di cadere è sempre in agguato. Scrivere è bello. Leggere deve esserlo ancora di più.
    Ok non voglio dilungarmi.

    1. Resistere alla “tentazione” dell’infodump è davvero difficile, ma una volta conosciuto, si impara a evitarlo, o almeno a riconoscerlo.
      E hai ragione: siamo seduti su biciclette forse troppo alte per noi.
      Meglio comprarsi una moto.

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