FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: SIMONE PAVANELLI

Simone Pavanelli

LARGO AGLI ESORDIENTI

Il primo autore che apre ufficialmente la rubrica di Faccia a faccia con l’autore, è Simone Pavanelli.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Simone, e innanzitutto benvenuto. Che ne dici di cominciare parlandoci un po’ di te?

Il mio nome lo sapete già. Per il resto ho quarant’anni, e faccio l’operaio. Cosa molto lontana dall’essere uno scrittore. Ma non si sarai come sfociano le passioni nella vita. Ho sempre amato leggere, addirittura in qualche foto durante il servizio militare mi si vede con un libro in mano. Ho cominciato a scrivere per scherzo, in un mini blog di un sito per chattare. A furia di mettere giù i miei pensieri, mi sono lanciato in un racconto che non ho mai pubblicato. Oltre a scrivere, suono il basso in una “tribute band” di Slash. Eh già, sono anche un rockettaro. Concludo dicendo che sono felicemente sposato con due splendidi figli, l’ultimo nato quest’anno a febbraio. 

Questo ci fa molto piacere. Adesso parlaci un po’ dei tuoi libri.

Ho pubblicato tre romanzi con una casa editrice. Il primo si chiama “Verità oscura” ed è stato il mio esordio letterario. Il primo giallo che ho mai scritto, ambientato a New York nel 2012 alle porte della famosa fine del mondo predetta dai Maya. Il secondo l’ho pubblicato nel 2014. Si intitola “Sette di denari – una moderna lotta d’altri tempi”, ed è un romanzo basato su una storia vera. Ho raccontato il punto di vista di un operaio durante una lotta sindacale per non perdere il proprio posto di lavoro. L’ultimo è stato pubblicato l’anno scorso: “La maledizione delle pecore nere”. Un romanzo che mi sta dando tantissime soddisfazioni. Ha vinto il premio speciale della giuria alla sesta edizione del concorso nazionale Scriviamo insieme. E’ un thriller ambientato nel 1940 durante la battaglia d’Inghilterra che vede come protagonisti una squadriglia della Raf colpita da una maledizione.

Quindi hai tre libri all’attivo. E a cosa ti sei ispirato?

Per quanto riguarda “Pecore nere”, volevo scrivere un romanzo sulla seconda guerra mondiale, soprattutto per parlare degli eroici piloti inglesi che hanno contrastato la supremazia tedesca, soprattutto nei cieli. Poi è nato parallelamente il thriller. Com’è successo? Non lo so, mi è venuto così. Come spesso accade, le idee mi vengono fuori quando meno me le aspetto, soprattutto durante i turni di notte in fabbrica.

I tuoi libri si riferiscono a fatti/episodi particolari della tua vita, che ti hanno colpito?

 Solo “Sette di denari” si basa su una storia vissuta della mia vita.
Parliamoci chiaro, non è il mio genere, adoro il thriller ma volevo fare un regalo ai colleghi che hanno lottato al mio fianco durante quella vertenza. Certe cose si dimenticano; in certe situazioni si guarda in avanti e non indietro.
Io ho raccolto in un romanzo tutte le paure e le esperienze mie e dei miei amici.
 Tutto chiaro. E come hai scelto i titoli dei tuoi libri?
 Beh, torniamo a parlare di “Pecore nere”.
I piloti della squadriglia colpita dalla maledizione si erano dati un nomignolo: Pecore nere appunto. Non volavano secondo i canoni dei superiori, ma usavano istinto e pazzia per abbattere i nemici. Il titolo mi è stato suggerito da un professore che di solito mi aiuta nella prima correzione delle bozze. Mi ha suggerito di trovare titoli accattivanti, e così ho aggiunto “La maledizione” a “Pecore nere”.
Come spesso accade, anche l’abito fa il monaco nell’editoria.
Una bella copertina e un titolo giusto possono fare più vendite di quello che si pensa.
Il mio editore non ha fatto obiezioni sul titolo e ha confezionato una copertina perfetta e unica. Insomma, un vestito giusto per un romanzo che ho amato e che continua ad amare.
Per scrivere “La maledizione delle pecore nere” il libro che ti sta dando più soddisfazioni di tutti, mi sembra di capire, hai avuto bisogno di approfondimenti particolari?
Ho praticamente fatto tre mesi di ricerca.
Non ho lasciato niente al caso per poter ricostruire al meglio l’ambientazione. Aerei, armamenti, tattiche di battaglia, date. Insomma tre mesi tra libri, documentari e ricerche in rete.
A mio avviso è importantissima la ricerca, soprattutto se si scrive un thriller
Parliamo dei personaggi dei tuoi libri: li inventi, o ti ispiri a qualcuno che esiste realmente? 
I personaggi sono di pura fantasia.
Come sempre mi accade, li creo e loro cominciano a comportarsi di conseguenza. Sembra una cosa stupida, ma mi succede proprio così. E’ impossibile che un personaggio che ho creato faccia qualcosa che vada contro quello che è.
Chiaramente vanno caratterizzati e a volte sono la parte più divertente dello scrivere.
Quanto c’è, di te, nei tuoi libri?
Di me c’è tutto nei miei romanzi.
In “Pecore nere” soprattutto. Ho messo cuore, anima e lacrime. L’ho amato tantissimo, l’ho modificato e cercato di renderlo perfetto negli anni, aspettando una pubblicazione.
Dentro a questo romanzo ci sono anche le mie speranze e i miei sogni.
Insomma, ci sono io con tutti i miei sentimenti.
Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?
La situazione editoriale italiana è…. insomma, troppa roba.
C’è più prodotto che acquirente, difficile farsi una nicchia. Le grandi case editrici hanno i loro nomi e, al massimo, pubblicano chi si è fatto il classico “mazzo tanto” per vendere. Insomma, vogliono la pappa già pronta. Non sta a me dire se fanno bene o male, capisco anche la mole di manoscritti che ogni giorno arrivano sulle loro scrivanie.
Infatti, il problema è anche questo: tutti scrivono, ma in pochi leggono. Il settanta per cento dei nuovi autori pubblicano un romanzo e poi basta, per la serie “Posso dire che nella mia vita ho scritto un libro”. Il restante trenta, invece, ha la passione, ma deve lottare in un mare di prodotti non sempre all’altezza della pubblicazione.
Poi c’è anche l’autopubblicazione: l’editore non mi vuole? Non ha soldi da spendere? Perfetto, me lo faccio da solo, pago l’ISBN e trovo il mio libro su tutti i siti. Insomma, a questo punto, scrivere rimane passione e voglia di far sognare.
Meglio non fare castelli in aria, e divertirsi.
Quali sono le tue esperienze con l’editoria?
Le mie esperienza sono quelle di tutti coloro che ci hanno provato.
Vedi una pubblicità che dice “Se l’hai scritto, va pubblicato” e pensi di provare, mandando il tuo scritto a questa fantomatica casa editrice. Poi ci sbatti il muso: soldi, tanti soldi.
Okay dare un contributo per la pubblicazione, ma spendere tra i duemila e i tremila euro per avere a casa duecento libri tuoi, dei quali non sai cosa fare… insomma, a tutto c’è un limite. Allora, ho autopubblicato in una delle piattaforme più famose, ovvero “Ilmiolibro”.
Qualcuno ha letto qualcosina di mio e mi ha fatto i complimenti.
Avevo rinunciato a un editore, e poi un editore ha trovato me contattandomi su quel sito. Ora sono alla quarta piubblicazione con lui, dopo cinque anni di collaborazione.
Sono stato fortunato.
Molto, direi! Queste non sono cose che capitano tutti i giorni. Ma adesso dicci con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo ad acquistare il tuo libro.
Ho sempre pensato a uno slogan, magari da mettere come dedica quando firmo le copie.
Per “Pecore nere” è stato facile: Sulle ali del mistero!
Vuoi lasciare un messaggio agli utenti del blog?
Certamente.
Saluto tutti i lettori e scrittori di “Nero su bianco”.
Siamo mosche bianche e quindi, a mio avviso, abbiamo un valore aggiunto.
L’importante, oltre a scrivere, è leggere. La lettura è una delle più belle forme d’arte, peccato che siamo in un paese pigro per aprire un libro.
Ma le cose cambieranno, e noi saremo qui a vedere il cambiamento con un bel romanzo tra le mani.
E noi non possiamo che condividere il tuo ottimismo. Per chi volesse contattarti o saperne di più sui tuoi libri?
I miei romanzi sono editi da Edizioni draw up (edizionidrawup.it), in ogni caso ho la mia pagina su faccia libro. Trovarmi non è difficile, a meno che non vogliate soldi, allora sì che diventa una gara dura!!!!
Allora in bocca al lupo, Simone!
E noi concludiamo qui l’intervista a Simone Pavanelli, augurandogli in bocca al lupo per la sua carriera letteraria, sperando che torni a trovarci quando ne sentirà il bisogno.

RICORDO…

… a chi ne avesse voglia, che Faccia a faccia con l’autore è un servizio gratuito e disponibile per tutti.

Per saperne di più, basta cliccare QUI.

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