FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ROSANNA LIA

Rosanna Lia

LARGO AGLI ESORDIENTI

Il quarto scrittore di Faccia a faccia con l’autore, è in realtà una scrittrice:

Rosanna Lia.

La prima donna (finalmente!), a inaugurare la rubrica.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Rosanna e benvenuta! Vuoi iniziare parlandomi un po’ di te?

Ciao Filippo!

Certamente, ma prima di iniziare, vorrei ringraziarti per avermi concesso questo spazio nel tuo blog.

Mi sembra il minimo, visto che sono PERENNEMENTE in debito con te, e che sei stata così sventurata da acquistare tutti i miei libri.

Figurati!

Dunque… IO sono l’argomento che conosco meglio, ma quando si tratta di raccontare chi sono e cosa faccio, vado nel pallone!

Se fossi una figura geometrica sarei di sicuro un prisma per via delle molte sfaccettature che contraddistinguono la mia personalità. Socializzo facilmente, ma ho anche bisogno di trascorrere molto tempo in solitudine. Parlo volentieri e ancor più volentieri ascolto chi ha qualcosa di interessante da dire ma, al contempo, devo poter ascoltare me stessa, e riesco a farlo solo se posso concedermi di rimanere a lungo in silenzio. Credo di essere percepita da chi mi circonda come una persona tendenzialmente solare ma, come tutti, ho un lato oscuro di cui non faccio mistero.

Amo l’hard rock e l’heavy metal, ma ascolto con immenso piacere anche la musica classica e quella leggera.

Sono una lettrice vorace, ho iniziato a leggere quando andavo all’asilo: mia sorella maggiore, per tenermi a bada, mi riforniva di fogli bianchi e matite colorate e mi insegnava a tracciare vocali e consonanti. A volte mi raccontava delle storie e io mi divertivo a realizzare rudimentali illustrazioni… senza saperlo, intorno ai quattro anni, ho iniziato a coltivare tre passioni che avrebbero lasciato una traccia importante nella mia vita: il disegno, la lettura e la scrittura.

Ho seguito un percorso di studi di stampo umanistico. Dopo aver conseguito la maturità magistrale, ho lasciato la Calabria, dove sono nata e cresciuta, e mi sono trasferita nella “città magica”, la bellissima Torino. Qui il destino mi ha permesso di incontrare la mia anima gemella, quasi diciotto anni fa, e ci siamo trasferiti a Biella dove abbiamo un piccolo laboratorio artistico.

Quindi in un modo o nell’altro, “vivi d’arte”, e non sai quanto ti invidio. Ma ora parlami del tuo libro.

Si intitola “La ragazza di Montescuro”, e racconta la storia di Diviana, una ragazza che decide di lasciare il piccolo paese in cui è cresciuta, per trasferirsi nella lontana Torino e realizzare il proprio sogno: diventare una calligrafa. La partenza però si rivela traumatica, e durante il lungo viaggio in treno, la giovane si abbandona alla stanchezza; al proprio risveglio scoprirà di aver perso una fetta consistente dei propri ricordi. Tenterà di rimettere a posto i tasselli mancanti grazie all’aiuto di Eric, suo marito, e della pratica del sogno lucido.

Questo romanzo è stato concepito nel 2013 in seguito a un evento tragico che ha segnato la mia vita ,e il mio modo di vedere il mondo. Ho iniziato la sua stesura perché avevo bisogno di rimanere sola con me stessa e imparare a ricostruire quelle parti di me che il dolore aveva mandato in frantumi.

La ragazza di Montescuro” mi ha tenuto impegnata per quasi due anni e, in un certo senso, mi ha permesso di rinascere.

Direi che hai un bel debito nei suoi confronti. A cosa ti sei ispirata, quando l’hai scritto?

Ho tratto ispirazione da una serie di domande che ho posto a me stessa: come cambierebbe la nostra vita se potessimo dimenticare tutto ciò che ci ha fatto soffrire? In che modo affronteremmo il dolore se dovessimo fare i conti con uno strappo nella memoria?

Raccontare questa storia ha permesso di dare a me stessa una risposta, che credo possa essere utile a chiunque: quando qualcosa ci tormenta e ci logora, dobbiamo concederci il lusso di stare, almeno per un po’, in silenzio.

Guardare all’interno di noi stessi, affrontare il dolore, elaborarlo e poi racchiuderlo in una capsula del tempo (come fa Diviana nel prologo del libro), affidarlo alla terra e proseguire il proprio percorso, perché ciò che abbiamo perduto non sempre può essere recuperato, e vivere nel rimpianto ha come unico scopo quello di privarci del futuro. 

Si riferisce a episodi particolari della tua vita, che ti hanno colpito?

Sì, ho preso spunto da eventi vissuti in prima persona. La mia vita è stata finora molto strana: segnata da dolore e tragedie, ma anche da incredibili colpi di fortuna e episodi inverosimilmente buffi che ho voluto far riaccadere nel mondo di Diviana. Ho lasciato molto spazio anche alla fantasia.

Posso chiederti perché hai scelto questo titolo?

Il libro parla di una ragazza comune che proviene da un posto comune; volevo assegnargli un titolo in grado di indurre il lettore a pensare che eventi straordinari possano verificarsi anche nella vita di persone semplici.

Penserò a questa frase la prossima volta che giocherò al Superenalotto. Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti particolari?

Sì, nei due anni dedicati alla stesura mi è capitato spesso di fare ricerche su svariati argomenti.

Per esempio, uno dei personaggi chiave del libro, Dalila, la migliore amica di Diviana, è una violinista molto dotata. Per renderla credibile ho voluto approfondire la conoscenza di questo magnifico strumento e ho finito con l’innamorarmi di alcuni grandi violinisti del passato: Tartini, Paganini, Wieiniawski, stazionano in pianta stabile sul mio lettore MP3!

Ho appreso molti aneddoti che non conoscevo. In alcuni casi ho reimparato cose che in passato non avevo approfondito, come la storia della costruzione del Vallo Atlantico ai tempi della seconda guerra mondiale.

Quindi, tra un disco degli AC/DC e uno dei Metallica (sono metallaro anch’io), potremmo incappare in Tartini e musica calssica. Un bizzarro accostamento. Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale o sono frutto della tua fantasia?

Per la costruzione dei protagonisti mi sono ispirata a molte persone che ho conosciuto, estrapolando caratteristiche delle loro personalità che mi hanno maggiormente colpita, e innestandole nei vari personaggi. Le amiche di Diviana sono un collage di tutte le amiche avute a partire dagli anni dell’asilo.

Due personaggi a cui sono molto affezionata sono invece ispirati a Vincent Price, il mio attore preferito, e Diana Gabaldon, autrice scoperta quando avevo poco più di vent’anni: i suoi libri mi hanno appassionata al punto da spingermi a desiderare di voler diventare anch’io una scrittrice. Mi piaceva l’idea di render loro un piccolo omaggio.

Non conosce troppo bene la Gabaldon, ma Vincent Price l’ho sempre desiderato come genitore adottivo. Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Ho inserito fra le pagine di questo romanzo molte delle mie passioni: l’arte, la letteratura, la calligrafia, l’amore per gli spazi aperti, la curiosità per gli edifici abbandonati e l’insofferenza nei confronti della folla. Soprattutto, ho voluto raccontare una mia necessità primaria: quella di affrontare la vita a testa alta, di risollevarsi e risorgere ogni volta in cui il destino sembra tramarti contro mettendoti in ginocchio e tentando di spezzarti.

Un impegno lodevole. Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Ho iniziato a leggere articoli a tal proposito solo un paio d’anni fa, quando ho deciso di tentare la strada della pubblicazione; prima di allora, non avevo la minima idea di come funzionasse il mondo dell’editoria. La situazione non sembrerebbe per nulla rosea ma io, dal mio limitatissimo punto di vista, non ne ho una percezione così drammatica. Conosco persone che non leggerebbero nemmeno sotto tortura, e altre che non riescono a vivere senza un libro sottomano, io sono una di quelle.

Siamo comunque in tanti a condividere la passione per la scrittura, ma non sempre abbiamo in comune quella per la lettura.

E chi non legge, non scrive, nonostante si affanni a dimostrare il contrario. Quali sono le tue esperienza con l’editoria?

Nel mondo dell’editoria sono una novellina. Dopo aver terminato la stesura del mio romanzo, ho provato a inviarlo alle case editrici cosiddette “Big” e ai più noti agenti letterari, sperando in un colpo di fortuna che, tuttavia, non si è verificato.

Ho provato a partecipare alla passata edizione del torneo letterario organizzato dal “Gruppo Editoriale Mauri Spagnol” che comprende alcune fra le più importanti case editrici italiane e mi sono ritrovata fra i 300 finalisti.

Infine ho provato a proporre il mio lavoro alla casa editrice “Bookabook”, una nuova e interessante realtà editoriale che pubblica i propri autori avvalendosi del metodo del “crowdfunding” o, più semplicemente, della raccolta fondi.

Si tratta di una pratica diffusa soprattutto nei paesi anglosassoni, che da alcuni anni sta prendendo piede anche in Italia: l’autore invia il proprio manoscritto alla casa editrice, il testo viene letto da un editor, e se decide di approvarlo, l’autore può condurre una campagna di raccolta fondi della durata di 180 giorni. Se al termine di questi sei mesi vengono pre-ordinate almeno 150 copie del romanzo, questo viene pubblicato da Bookabook e distribuito nelle librerie fisiche e on line. Io attualmente sto conducendo una campagna di crowdfunding sulla piattaforma di questa casa editrice.

Lo so, perché sono un tuo sostenitore! Da qualche parte dovevo pur cominciare a restituirti i favori! Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Nascere nella famiglia giusta al momento sbagliato può segnare la vita di una persona. L’unico modo per non lasciarsi soffocare dalle trame del destino, è non smettere di sognare.

Vuoi lasciare un messaggio agli utenti del blog?

Voglio ringraziarvi dal profondo del cuore per aver letto questa intervista, concedendomi preziosi momenti del vostro tempo. Auguro a tutti voi di poter allungare e allargare all’infinito la vostra vita, superando i confini del tempo e dello spazio grazie al prezioso dono della lettura!

Dove possiamo contattarti?

Sul mio profilo Facebook a questo indirizzo: https://www.facebook.com/ElleRox80

Chi invece volesse dare una sbirciata al mio romanzo può farlo cliccando al seguente link: https://bookabook.it/prodotto/la-ragazza-montescuro/

E con questo, salutiamo Rosanna Lia, con l’augurio di vederle terminare positivamente la campagna di crowdfunding e realizzare presto il suo libro.

E noi, nel nostro piccolo, proviamo almeno a darle una mano.

Che ne dite?

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente ciccando QUI.

 

 

 

5 pensieri riguardo “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ROSANNA LIA

  1. Grazie di cuore, Filippo!
    Essere intervistata da te è stato un piacere e un vero onore, dato che ti stimo moltissimo come autore e come persona!

    1. Il piacere è tutto mio, Rosanna! Penso solo che meriti un po’ di visibilità e che lo meriti anche e soprattutto il tuo libro. In bocca al lupo!

  2. Vorrei porre infiniti auguri di un buon risultato alla collega (mi tolgo tanto di cappello) Rosanna Lia.
    Non esiste più bella cosa che vedersi realizzati i propri sogni.

    1. Grazie infinite, Marco!
      Spero che anche tu possa realizzare tutti i tuoi sogni e che non svanisca mai in te il desiderio di coltivarne sempre di nuovi!

Lascia un commento