SETTE TRUCCHI DA SCRITTORE

1 luglio 2017

 Trucchi

LA MAGIA DI SCRIVERE BENE

Dopo i primi sei consigli per scrivere bene, e i successivi otto, parliamo oggi di sette trucchi da scrittore.

Accortezze che ritengo assolutamente fondamentali:

  • Imparare a cancellare.
  • Spezzare il brano.
  • Fare attenzione alle frasi in forma negativa.
  • Usare termini specifici.
  • Limitiare le citazioni.
  • Evitare pronomi possessivi.
  • Rispettare la Consecutio temporum.

IMPARARE A CANCELLARE

Prima impariamo che non siamo infallibili, meglio sarà.

Quel che scriviamo non è oro che luccica, ma idee, pensieri, stati d’animo, emozioni che a volte vengono espressi nella giusta forma, e a volte no.

Non esitiamo quindi a cancellare ciò che ci sembra superfluo o scritto male:

parole, frasi, paragrafi interi, anche.

Se non ne siamo convinti, perché mantenerli a tutti i costi?

Non sta scritto da nessuna parte che quella frase così stonata debba per forza occupare il suo posto, cozzando con quel che invece di buono c’è nel resto.

Eliminiamola senza pietà.

Un’operazione rapida e indolore, che ci porterà solo vantaggi, credetemi.

Saremo sempre liberi, successivamente, di provare a ricomporla, ma ricordiamoci che a mali estremi, estremi rimedi.

Sarebbe come vestirsi per una cerimonia importante, e dopo aver indossato l’abito più elegante e costoso accorgersi di avere in testa la nostra bandana preferita. Camuffarla, rimpiazzarla o farla passare per un foulard, non servirà a niente.

Resteremo sempre fuori luogo.  

Meglio levarla di torno e farla scomparire nel cassetto.

Nessuno, noi per primi, ne sentirà la mancanza.

SPEZZARE IL BRANO

Non so voi, ma quando mi trovo davanti una pagina scritta da cima a fondo, senza stacchi, senza un “punto e a capo”, mi gira subito la testa.

Vedere un muro di parole che occupa l’intero foglio, mi fa immediatamente sentire stanco.

Poi procedo alla lettura, ma con la pazienza e la lentezza di un pachiderma zoppo.

Diversamente succede quando il testo è sapientemente spezzato in capoversi.

La sostanza non cambia, certo, se il libro parla di giardinaggio, leggerò sempre di piante e fiori, ma visivamente apparirà più digeribile.

Anche l’occhio vuole la sua parte, ormai lo sappiamo.

Non dimentichiamo che uno dei nostri compiti primari, è invogliare il lettore alla lettura, non spaventarlo.

I lettori più forti e interessati non si lasceranno scoraggiare da una colonna di parole, ma quelli più svogliati, probabilmente .

E noi non possiamo permetterci di perderne neppure uno.

Quindi impariamo a spezzare il brano in capoversi (che naturalmente abbiano un senso), e vedrete che la lettura risulterà più facile, anche per il lettore più scontroso.

EVITARE FRASI IN FORMA NEGATIVA

E’ sempre meglio evitare l’uso irresponsabile di forme negative, perché rischiano di creare involontariamente frasi contorte e di difficile comprensione.

ESEMPIO (SBAGLIATO)

Giovanni non pensava di non essere in grado di svolgere la missione, tuttavia temeva per la propria incolumità.

Qui è un po’ come nella matematica:

se è vero che due segni negativi si annullano l’un l’altro, la stessa cosa succederà nel nostro esempio.

Il primo “non” nega il secondo, e quindi la frase diventa affermativa.

Meglio scriverla direttamente nel modo giusto:

ESEMPIO (CORRETTO)

Giovanni pensava di essere in grado di svolgere la missione, tuttavia temeva per la propria incolumità.

Se vogliamo saperne di più possiamo leggere l’articolo sull’Enciclopedia Treccani.

Ci aiuterà a schiarirci le idee.

 

USARE TERMINI SPECIFICI

La lingua italiana è ricca di vocaboli e definizioni.

Cerchiamo di sfruttarli al meglio.

Di cosa sto parlando?

Di questo:

ESEMPIO (SBAGLIATO)

Marco sedé davanti alla tavola imbandita, e in pochi minuti terminò tutto. Aveva davvero molta, molta fame.

Apparentemente la frase va bene, ma lasciamola andare ancora meglio:

ESEMPIO (CORRETTO)

Marco sedé davanti alla tavola imbandita, e in pochi minuti terminò tutto. Era davvero affamato. 

Nessuna modifica estrema, nessuno stravolgimento del testo.

Solo lingua italiana applicata nel modo giusto.

Siamo scrittori, non dimentichiamolo!

Siamo giocolieri di parole.

Mettiamo a frutto la creatività anche in campo linguistico e dimostriamo di saperci fare.

LIMITARE LE CITAZIONI

Inserire citazioni è una cosa carina, che dona un tocco di intellettualità, ma bisogna stare attenti.

Ammettiamolo:

non siamo dotti o geni incompresi, non godiamo di una cultura illimitata, o almeno questo é il mio caso.

Può capitare quindi di ritrovarsi a cercare citazioni sul web, e abbandonarsi alla tentazione del Copia e incolla:

parti di testo, singole frasi, addirittura l’intero brano.

Nulla di male, certo, ma per Yahoo, ad esempio, questa pratica è etichettata come Spam.

Spam o non spam, la questione è che così facendo rischiamo di apparire troppo didascalici o far somigliare il nostro romanzo a un testo didattico.

Quindi alle citazioni, a patto che vengano dosate con parsimonia.

Meglio frasi svelte, rapide, veloci, piuttosto che brani corposi da riproporre.

Magari a noi sembrerà di aver fatto centro, di aver azzeccato la citazione giusta dell’intellettuale più controverso, ma un editore potrebbe pensarla in maniera ben diversa.

E noi scriviamo per pubblicare, non dimentichiamolo.

EVITARE PRONOMI POSSESSIVI

Una regola che ho imparato in tanti anni di scrittura è che si è bravi quando si riesce a far capire le cose, scrivendo il meno possibile. 

Dobbiamo limare al massimo il testo, liberarlo da parole inutili, superflue o ridondanti.

Soprattutto evitare i pronomi possessivi:

mio, tuo, suo, etc…

Essere abili scrittori significa rinunciare all’uso di questi pronomi, semplicemente perché non ne abbiamo bisogno.

ESEMPIO (SBAGLIATO)

Giovanni carezzò la testa al cane, che ricambiò uggiolando; poi lo condusse fuori dalla stanza tenendolo per il suo collare.

Di per sé la frase potrebbe anche andar bene, ma proviamo a togliere quel suo.

ESEMPIO (CORRETTO)

Giovanni carezzò la testa al cane, che ricambiò uggiolando; poi lo condusse fuori dalla stanza tenendolo per il collare.

Decisamente meglio, non trovate?

E’ ovvio che il collare è il suo, stiamo parlando di un cane, quindi che bisogno c’è di specificarlo?

Altro caso:

ESEMPIO (SBAGLIATO)

Il gelato che tenevo in mano era gocciolato sulle mie scarpe. 

Anche in questo caso, nulla di terribile.

ma così è meglio:

ESEMPIO (CORRETTO)

Il gelato che tenevo in mano mi era gocciolato sulle scarpe. 

Se sto parlando di me stesso, e il gelato è quello che sto mangiando io, è altrettanto ovvio che le scarpe siano le mie, e non quelle di un altro, a meno che non venga specificato nel brano.

Quindi teniamo a mente questo piccolo trucchetto, e il nostro romanzo sarà già un po’ migliore.

CONSECUTIO TEMPORUM

Ovvero il giusto rispetto dei tempi.

A vote è facile ingarbugliarsi con l’uso dei verbi all’interno di una frase.

Non spaventiamoci: può capitare.

Capita a me che sono l’ultimo, come agli autori di best seller, che sono i primi.

Scriviamo di getto, presi dalla sequenza che stiamo descrivendo, e il tempo dei verbi finisce in secondo piano.

Se siamo fortunati, ci accorgeremo delle discrepanze durane la rilettura, altrimenti che Dio abbia pietà di noi.

Non esiste un metodo o una regola precisa per prevenire questo errore, esiste solo la conoscenza e l’attenzione.

ESEMPIO (SBAGLIATO)

L’altro ieri ho visto quel film e mi affascinò.

Errore colossale nel rispetto dei tempi.

Si parte col passato prossimo, per finire al passato remoto.

ESEMPIO (CORRETTO)

L’altro ieri ho visto quel film e mi ha affascinato.

Quindi niente di difficile, ma rispettare la Consecutio temporum, è uno di quei trucchi che sa renderci simpatici all’editore.

E chissà…

Magari aspetterà un altro paio di pagine, prima di mandarci al diavolo.

CONCLUSIONI

L’uso di questi trucchi ci sarà d’aiuto per scrivere meglio.

Tuttavia, tranne l’ultimo, non sono regole indispensabili che dobbiamo imparare a memoria o usare assolutamente.

Il mondo non franerà se ci dimenticheremo di rispettarne uno, o anche due.

Comunque sia, questi accorgimenti, se sommati a una buona scrittura e una buona idea, avranno il potere di avvicinarci un po’ di più alla tanto agognata pubblicazione.

E voi cosa ne pensate?

2 Comments

  • Gio 1 luglio 2017 at 13:53

    Grazie per i consigli. Al prossimo articolo!
    Giovanna

    • Nero su Bianco 1 luglio 2017 at 14:53

      Sempre a disposizione!

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