FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ANTONELLA LA FRAZIA

12 luglio 2017

Antonella La Frazia

LARGO AGLI ESORDIENTI

Di nuovo un’autrice ospite di Faccia a faccia con l’autore: Antonella La Frazia.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Antonella e benvenuta. Cominciamo come di consueto: parlami un po’ di te.

Ciao Filippo,

dunque, sono nata 51 anni fa, in Puglia, a San Giovanni Rotondo (FG), per poi trasferirmi, ancora piccola, in Campania e più precisamente a Montella (AV). Là, ho frequento le scuole dell’obbligo. Già alle elementari adoravo molto scrivere e leggere poesie.

Devo dire che la mia insegnante ha avuto un ruolo importante nella mia formazione, essendo amante della poesia, e organizzando spesso recite scolastiche con poesie molto impegnate di grandi autori. Così ho conosciuto Montale, Ungaretti, Quasimodo, Dante Alighieri…

Dopo le scuole medie mi sono di nuovo trasferita con la famiglia a san Giorgio del Sannio (BN), dove ho continuato gli studi. Durante le scuole superiori ho sempre alimentato quest’amore per la poesia e la scrittura; ho cominciato a leggere Baudelaire e Prevert, insieme a Gozzano, che amo molto. Poi la vita mi ha preso per i capelli, trascinandomi in un abisso di dolore. Così ho tralasciato la poesia per molti anni, fino a un paio di anni fa, quando improvvisamente ho ricominciato a scrivere.

Se abbiamo un fuoco dentro che si ostina a bruciare, anche quando sembra spento, la fiamma prima o poi riacquista vigore. Questo é quello che penso. Parlami del tuo libro.

A novembre 2016 è uscita la mia prima raccolta di poesie “Donne vicoli e fuoco (viaggio fra i vicoli dell’animo femminile)” una raccolta di circa 50 poesie, e a maggio 2017 la seconda raccolta: “E come la fenice …”, sempre circa 50 poesie entrambi editi da LFA Publisher.

Che cos’è che ispira le tue poesie? 

Le mie poesie sono ispirate da tutto ciò che mi circonda. Ci sono scritti introspettivi, d’amore, la poesia dell’abbandono, i temi sociali, ma anche la natura ha un posto particolare nel mio cuore. Poi ci sono poesie dedicate ai miei nonni, a mia sorella, ai miei genitori, ad amici …

Attingi dal mondo che ti circonda, quindi. Per scrivere i tuoi versi, hai pensato a episodi particolari della tua vita, che magari ti hanno colpita?

Si, le mie poesie sono ispirate da ciò che vedo intorno a me, da fatti realmente accaduti o da sensazioni personali. Si tratta sempre di momenti che mi hanno toccato il cuore.

Perché hai scelto questi titoli?

“Donne vicoli e fuoco (viaggio fra i vicoli dell’animo femminile)” é uno scavare nei sentimenti tutto al femminile, d’altra parte è l’unico punto di vista che ho. Si parla di sentimenti reali, di passioni, di nostalgia e a volte di rabbia. Come un arcobaleno di sensazioni.

“E come la Fenice … “ è quasi complementare al primo, perché è la poesia della rinascita. Dopo un’analisi di sé stessa, con una presa di coscienza, la donna risorge, si riprende la vita, lasciando dietro sé rovine e trovando un coraggio inaspettato; una donna che più non piange, proprio il titolo della poesia con cui si apre il libro, “Io più non piango”

Domanda forse fuori luogo, ma fa parte della scaletta: hai avuto bisogno di approfondimenti particolari?

Per le poesie introspettive si tratta di sensazioni personali, quindi non si può parlare di approfondimenti esterni alla propria anima. Le poesie sociali invece, sono nate in seguito a input esterni e possiamo parlare in un certo senso di approfondimenti.

I personaggi che descrivi nelle tue poesie somigliano a qualcuno di reale, allora, o così mi è parso di capire. Mi sbaglio? 

È difficile parlare di personaggi in un libro di poesie, ma in realtà sì, dietro ogni poesia c’è una storia vera. Come già detto, ci sono poesie che parlano dei miei nonni, dei miei genitori, di mia sorella, di persone a me vicine, e anche di me stessa.

E voglio proprio sapere: quanto c’è, quindi, di te stessa, nei tuoi libri?

Tutto.

I miei libri sono tutta me stessa, si parla dei miei sentimenti, del mio modo di vedere o sentire le situazioni, il mio modo di pensare. Anche quando parlo di qualcun altro, è sempre un mio punto di vista.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Non son un’esperta del settore, ma secondo me si pubblica troppo e di tutto. Ci sono case editrici, fortunatamente solo alcune, che dietro pagamento pubblicano ogni cosa, senza alcuna selezione. Questo disorienta il lettore, che si ritrova in una Babele editoriale.

E soprattutto con prodotti di scarsa qualità in mano. Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Non ho molta esperienza, avendo pubblicato solo due libri con la stessa casa editrice, la Lfa Publisher. Il mio editore è totalmente free, è l’editoria tradizionale: si spedisce il manoscritto, si aspetta che venga vagliato, accettato o respinto. Tutto senza alcun compenso da parte dell’autore.

Perciò mi sono trovata bene.

E non ho difficoltà a crederti. Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo ad acquistare i tuoi libri?

I miei libri servono alle donne per conoscersi, e ancor di più agli uomini, per conoscere chi hanno accanto e orientarsi fra i vicoli del nostro intricato e affascinante animo …

Be’, da uomo, ti dico che ne abbiamo un bisogno disperato! Scherzi a parte, lascia un messaggio agi utenti del blog.

La poesia è terapeutica per chi la scrive, esorcizza il male interiore. Ma è ancora più curativa per chi la legge, che vi si può riconoscere e sentirsi meno solo.

Quindi, diciamo, una piacevole medicina. Dove possiamo contattarti?

Mi potete trovare sulla mi pagina Facebook, su Twitter, su You Tube, sempre digitando il mio nome, o sul mio blog http://antonellalafrazia.blogspot.it/ ma ancora di più nelle mie poesie e nei miei libri.

Un caro saluto a tutti e buona vita.

E con questo, salutiamo Antonella La Frazia, augurandole di proseguire floridamente nella sua carriera artistica e poetica.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente ciccando QUI.

 

 

4 Comments

  • marco 12 luglio 2017 at 17:48

    Mi piace riuscire a dare un mio modesto parere su personaggi che con passione disinteressata si apprestano alla scrittura. Cara Antonella saprai già che la poesia è forse la formula di scrittura più semplice ,ma la più difficile da capire. Il lettore può esaltarla come distruggerla. Personalmente credo che la soggettività di ogni lettore faccia la vita della poesia. Quelle che scrivo io piacciono a chi si identifica e nonostante questo vengono criticate in altri momenti. …per dire… Io ti auguro con tutto il mio cuore di continuare a scriverle. La linfa che emanano e donano al nostro spirito è e sarà la cosa più unica.
    Cercherò di seguiti per capirti meglio.

    • Antonella La Frazia 13 luglio 2017 at 5:57

      Buongiorno Marco. Mi fa piacere che tu abbia risposto alla mia intervista. È vero la poesia viene recepita soggettivamente in base al vissuto di ognuno e spesso viene “adattata”nel significato in base alle necessità del proprio cuore. Non penso che sia una scrittura sempilce, piuttosto istintiva, almeno per me. Se vuoi vieni a leggermi sulla mia pagina fb ( sempre Antonella La Frazia) e magari commenta ne sarò felice.

  • Andrea Torti 12 luglio 2017 at 18:56

    È sempre bellissimo quando una passione resiste al tempo e alle difficoltà della vita, questa perseveranza del “fuoco” è già una poesia!

    • Antonella La Frazia 13 luglio 2017 at 5:59

      Buongiorno. Grazie del commento. Se vuoi vieni a leggermi sulla mia pagina fb (Antonella La Frazia). Poi se ti va commenta qualche poesia mi farà piacere.

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