PUBBLICARE: TUTTA FORTUNA?

22 luglio 2017

Pubblicare fortuna

BE’, DIPENDE…

Domandarsi se pubblicare é tutta fortuna, è facile.

Il difficile è rispondersi.

Se dovessi farlo razionalmente, direi un spudorato, condito con qualche goccia acida di rabbia e amarezza:

nel mondo dell’editoria odierno, così inquinato, effimero, così antifunzionale, è facile pensare che chi arriva a un’importante pubblicazione ci sia riuscito solo perché baciato dalla fortuna.

E stop.

Ma se mi metto a ragionare col cuore, le cose cambiano:

mi rendo conto che la fortuna è essenziale, ma nella stessa misura in cui lo è negli altri aspetti della vita.

Perciò non può ridursi tutto a questo.

Ci vuole anche il talento.

Non possiamo attaccarci alla solita, banale, retorica dello scrittore fortunato e basta.

Si riesce a emergere con un colpo di fortuna, certo, ma se non si è anche bravi, torneremo presto nell’abisso degli anonimi dal quale abbiamo appena fatto capolino.

Quindi fortuna, sì...

… ma non solo.

COME ESSERE SCRITTORI FORTUNATI

Bella domanda.

Le risposte possono essere molte, o molto poche.

Dipende.

Se fossero quelle giuste, di sicuro le avrei già utilizzate per scalare l’Olimpo delle classifiche, potete giurarci.

Cominciamo piuttosto col chiederci:

  • Siamo fortunati ad aver scritto un buon libro? Eccome. Senza un prodotto di qualità non ce ne andremo da nessuna parte, questo è certo. Ma basta davvero solo un buon testo per garantirci fama e gloria, se non abbiamo chi lo pubblica? La risposta è NO.
  • Siamo fortunati a ricevere un sacco di proposte editoriali? Be’, una proposta di pubblicazione è una manna dal cielo, non neghiamolo; ci sono autori che non sanno nemmeno come siano fatte, e altri che ne ricevono in continuazione. Ma basta davvero essere sommersi da contratti, magari con richieste di contributo, per garantirci un futuro da scrittori di successo? La risposta, di nuovo è NO.
  • Siamo fortunati a essere scrittori ed esperti di marketing? Può essere. La capacità di saper vendere e vendersi, è una prerogativa che spesso fa la differenza. Io ne sono negato, ma alla base del successo di molti autori famosi, c’è una feroce strategia di marketing studiata a tavolino, che non lascia nulla al caso. Ma basta davvero conoscere format, target e vattelappesk… per conquistarsi una carriera agiata da scrittori? Ancora una volta, direi di NO.

Ma allora qual è la reale fortuna di un autore emergente?

Ve lo dico io, anche se ci vuole poco a capirlo:

incontrare la persona giusta.

Non fate quelle facce, tanto lo sappiamo tutti che questo è l’elemento chiave per sbloccare ogni tipo di situazione nel mondo di oggi, non solo in quello editoriale.

Ma non fraintendetemi:

incontrare la persona giusta è essenziale, se sommata a talento e bravura da parte dell’autore, altrimenti staremmo parlando di corruzione, e non è proprio questo il caso.

Ai più scettici, dico di provare a leggere la storia che segue.

Ne saprete delle belle.

FORTUNA… PER SBAGLIO!

Questa storia si riferisce a uno scrittore contemporaneo italiano, di cui ometterò il nome, per ovvi motivi di privacy.

Lo chiamerò il Signor X.

Vi basti sapere che questo autore, non solo attualmente è tra i più venduti e acclamanti anche a livello internazionale, ma dalle sue opere sono state tratte importanti trasposizioni cinematografiche, di enorme successo.

Lascio a voi il divertimento di intuire il nome, anche se i più svegli non ci metteranno molto.

Ma cominciamo:

il nostro Signor X, emerito sconosciuto, aveva scritto un romanzo, molto tempo fa.

All’epoca, internet era un miraggio, e le stampanti alla stregua dei progetti futuristici di Leonardo da Vinci.

Il nostro autore era costretto quindi, a battere tutto a macchina.

Batteva, imbustava il manoscritto e spediva agli editori, poi si metteva ad aspettare; se dopo tre mesi regnava ancora il silenzio, ripeteva pazientemente l’operazione da capo:

batteva, imbustava, spediva.

Per mesi:

batteva, imbustava, spediva.

Per anni:

batteva, imbustava, spediva.

Sapete quanto ha continuato questa stremante, ma cocciuta sequenza di azioni, che avrebbe demolito anche il più testardo di noi?

Diciassette anni.

No, dico:

diciassette anni.

Avete idea di quanti siano?

Probabilmente l’instancabile Signor X sarebbe andato avanti all’infinito, se la Dea bendata non si fosse accorta di lui.

Finalmente.

LA FORTUNA VOLLE CHE…

… il suo manoscritto finisse nell’ufficio dell’editor di una grande casa editrice.

Quest’ultimo, tra i centinaia che sommergevano la sua scrivania, lasciò cadere l’occhio proprio su quello del Signor X, colpito dal nome riportato sul plico.

Le sue parole furono più o meno queste:

“Ma tu guarda! Il mio vecchio amico ha scritto un libro! Non ci credo! E’ una vita che non lo vedo!”.

Incuriosito, tirò fuori il manoscritto dalla busta, prese a sfogliarlo e a leggerlo.

E ne restò completamente ammaliato.

Terminata la lettura, si precipitò a contattare l’amico ritrovato, scoprendo che non c’entrava assolutamente nulla con lui.

Si trattava di un banale, ma provvidenziale caso di omonimia.

Una coincidenza che finalmente aveva garantito al Signor X la possibilità di essere letto e apprezzato da qualcuno di importante.

Per uno sbaglio, ci pensate?

Per farla breve, il suo libro venne stampato e fu un successo pazzesco:

tradotto all’estero, vincitore di ogni premio possibile, best seller numero uno per molto tempo.

Oggi il nostro Signor X ha un nome e un cognome di tutto rispetto, e vive tranquillamente di rendita.

Scrivendo.

Ma vi sentireste di condannarlo o tacciarlo come vergognoso fortunato, dopo gli sforzi, la costanza e i sacrifici che ha sopportato per una bella fetta della sua vita?

Io proprio non ci riesco.

La fortuna ha fatto la sua parte, garantendogli una chance di forte visibilità, ma il resto è merito suo.

Del talento.

E voi direte: “Eh, sapessi questi scrittori ci sono, in giro, pieni di talento da vendere, ma dannatamente invisibili!”.

E avete pienamente ragione, ma il concetto non cambia:

ci sono scrittori che hanno goduto della loro chance e si sono affermati, altri che invece hanno cavalcato l’onda per una volta, prima di tornare nel mondo sommerso degli anonimi.

E restarci.

Non esistono metodi o magie per attirare a sé la fortuna, ma noi possiamo (e dobbiamo!) farci trovare preparati il giorno in cui lei, forse, ci noterà.

LA MIA ESPERIENZA

Direi pari a zero, riguardo a fortuna di un certo livello.

Però qualche tempo fa, per esempio, ho conosciuto un autore che è riuscito a farsi rappresentare da una grande e famosa agenzia letteraria, grazie all’espulsione da un importante torneo.

Quel torneo che per lui significava tutto, in cui aveva visto la possibilità di cambiare vita, fu solo una profonda delusione.

Mai si sarebbe aspettato però, a giochi fatti, di venir contattato da qualcuno che aveva letto il suo manoscritto durante la sfida, e che voleva avanzargli una proposta: avere il permesso di farlo leggere al suo agente, così, per un commento.

L’autore naturalmente acconsentì, e in breve, il commento si trasformò in una vera e propria rappresentanza.

Non so se oggi sia riuscito o meno a pubblicare con un grande editore, però ha avuto la sua bella dose di fortuna inaspettata.

E non mi sembra poco.

Un altro caso riguarda il primo incontro che ho avuto con il mio editor, in un locale di Milano. Stavamo discutendo del testo appena editato, quando mi confidò che quattro anni prima, seduto sulla stessa sedia, al mio posto, se ne stava un giovane autore sconosciuto, a cui aveva editato il romanzo.

Un testo imperfetto, con poche chance.

Quando il giovane tornò, svariati mesi dopo, con il testo corretto e riscritto, l’editor restò di stucco, al punto di proporlo al proprio agente (un pezzo grosso, naturalmente), che si decise immediatamente a rappresentarlo.

Oggi, quel giovane autore di cui non conosco il nome, è stato vincitore di un’edizione passata del Premio bancarella, e ha smesso di lavorare.

Nel senso che scrive per vivere.

MA ALLORA COSA DOBBIAMO FARE?

Non lo so, ma vi dico cosa non fare:

adagiarci.

Metterci seduti ad aspettare un colpo di fortuna che chissà se e quando si presenterà.

Dobbiamo restare attivi, lottare per il nostro sogno, creare opportunità per noi stessi, percorrere strade sempre nuove, perché solo muovendoci in ogni direzione, sarà più facile incappare in un colpo di fortuna.

O nella persona giusta.

Nessun editore verrà mai a stanarci, se non sa neppure che esistiamo e scriviamo libri.

Quindi diamoci da fare:

scrivere è fatica, e affermarsi lo è ancora di più, ma è l’unico modo che abbiamo per diventare qualcuno.

E ricordiamo sempre che anche i migliori hanno collezionato rifiuti e silenzi.

Provate a leggere questo articolo del quotidiano on line Lettera 43, e sappiatemi dire.

Se non altro, ci aiuterà a sentirci meno soli.

CONCLUSIONI

Siamo ottimisti, stavolta, va bene?

La fortuna aiuta gli audaci, almeno così dicono.

Allora proviamo a esserlo, senza rammaricarci degli insuccessi, ma pensando solo a quando verrà il nostro momento.

Perché verrà, ci potete giurare.

Quando tutto ci sembrerà perduto, pensiamo al Signor X.

E nel frattempo, non dimentichiamo neppure per un istante la vera fortuna che fa la differenza, e che troppo spesso diamo per scontata:

la salute.

Senza di quella, amici miei, davvero non ce ne andremo da nessuna parte.

Altro che famosi.

E voi?

Siete scrittori fortunati?

 

4 Comments

  • Andrea Torti 22 luglio 2017 at 14:10

    Proprio così – la Fortuna serve, ma dobbiamo anche cercare di creare occasioni per incontrarla 🙂

    • Nero su Bianco 22 luglio 2017 at 15:02

      E’ esattamente quello che penso io.

  • Marco 30 luglio 2017 at 16:15

    Bell’articolo. Mi sono ripreso un altro po’ di tempo per seguirti.
    Apprezzo veramente la tua semplicità e correttezza nell’esprimerti.
    Condivido in pieno la possibilità di trovare la persona giusta che ti guardi con occhi “affettuosi”. Nella mia vita ho fortunatamente trovato persone che hanno creduto in me sebbene anche solo nell’esprimersi per giungere fino a circa dieci anni fa quando un presidente di concorso nazionale di poesia, iniziò a spronarmi per fare meglio. Oggi posso vantare di saperne molto dipiù del casalingo che ero.
    Hai ragione quando dici che non bisogna mollare pazientare e perseverare ancora.
    A quel qualcuno che leggerà questo commento vorrei porgere un augurio di profonda fortuna che gli piombi addosso da non staccarsi più.

    • Nero su Bianco 30 luglio 2017 at 19:09

      Bravo Marco, l’importante è non fermarsi e andare avanti anche quando sembra di restare fermi.

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