FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: SELENE LUISE

Selene Luise

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di Faccia a faccia con l’autore, questa settimana é Selene Luise.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Selene, sono felice di averti come ospite nel mio blog. Dimmi un po’ di te, intanto. 

Ciao Filippo, con piacere!

Paradossalmente mi è un po’ difficile parlare di me, anche perché a venticinque anni non c’è molto da dire. Sono una studentessa universitaria prossima alla laurea in Giurisprudenza, con una grande passione per la letteratura fin dall’infanzia. Leggo libri di ogni genere, che poi recensisco nelle rubriche che curo su LAME DI LUCE (su scritto.io) e SELENE RECENSISCE (su poeisiafemminilesingolare).

Quando posso, partecipo agli eventi letterari della mia città. Il mio genere preferito è il thriller psicologico, poiché lo ritengo quello più vicino alla vita. Il più adatto per capire e raccontare l’uomo e il mondo in cui vive e agisce.

Ho cominciato a scrivere a ventun anni e mi dedico principalmente al romanzo, ma ogni tanto, quando mi vengono degli “attimi di folgorazione” mi diverto a comporre delle poesiole, che chiamo “carmìni”.

Fino a oggia ne ho scritti circa una ventina, di cui una pubblicata su due riviste telematiche IL PRIMATO e TESORI D’ABRUZZO.

Complimenti Selene, così giovane, e già così attiva. Mi fa piacere. A questo punto parlami un po’ del tuo libro.

Molto volentieri.

IL TOCCO DEL ROVO, il mio primo romanzo, è nato quasi per gioco, in un periodo non bello della mia vita.

Un giorno, mentre facevo pausa tra un paragrafo e l’altro, mi si è affacciata alla mente l’immagine di un ragazzo ustionato, incatenato in una nicchia. Da quell’immagine sono nate mille domande. Tentando di trovare una risposta, è nato un appunto. Da un appunto, una scaletta. Da una scaletta, un testo.

A quel punto ho detto: “Ma si, proviamoci. Tanto non lo leggerà nessuno.”

Questa frase me la ripeto ancora adesso, ogni volta che mi cimento in una nuova storia. In quella ci ho messo dentro tutti i malesseri di allora, ma anche i sogni e le ispirazioni.

Scriverlo è stato un toccasana.

Mi piace pensare a questo piccolo thriller coma al “mio grido”, la mia valvola di sfogo.

Hai reso molto bene l’idea. E a cosa ti sei ispirata, oltre all’immagine del ragazzo ustionato?

Per la trama mi sono ispirata a molte cose.

Un po’ a me stessa, alla mia vita e alle mie letture. In primis IO NON HO PAURA di N. Ammaniti, uno dei libri verso il quale nutro un attaccamento particolare, poiché è stato il mio primo libro da grande.

Senza dimenticare Dostoevskij.

Fonte di ispirazione sono stati anche fatti di cronaca e di attualità.

Si riferisce a esperienze personali che in qualche modo hai vissuto in prima persona?

Si.

Nel periodo in cui l’ho scritto ero reduce da un evento sconvolgente, il sisma del 2009.

Successivamente ho avuto grossi sconvolgimenti familiari, che mi hanno messa a dura prova.

I libri erano, e sono tuttora, la mia ancora di salvezza.

Scrivere, servirmi di carta e penna come di un salasso o una dialisi, è stato il rimedio per non soccombere, per non cedere di fronte a tutto ciò che mi è accaduto. Posso dire che la scrittura mi ha salvata.

E’ bello riflettere su come la scrittura possa salvare la vita al proprio autore, colui che la esercita. E dimmi: perché hai scelto questo titolo?

L’ho scelto prendendo spunto da una metafora.

Nel paesino dove abitavo prima del terremoto c’erano molti rovi pieni di more e per prenderle, spesso ci si pungeva. In questa immagine ho visto un simbolo di chi comincia ad affacciarsi alla vita, come me, in quel periodo.

Si è attirati da cose meravigliose che il mondo sembra offrire, ma poi si sbatte contro le sue difficoltà e le sue insidie, e spesso si rimane segnati.

Ecco perché ho scelto questo titolo.

Un ottimo spunto. Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti particolari?

Non tali da richiedere lunghe ricerche.

La trama è molto semplice, basata su conoscenze che già possedevo, perciò le ricerche non sono state molto particolari.

E per i personaggi a chi ti sei ispirata? Qualcuno di reale?

I personaggi sono tutti più o meno ispirati a persone vere che ho incrociato sul mio cammino, o con le quali ho a che fare, eccetto il coprotagonista, che è nato in tutto e per tutto dalla mia fantasia.

Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Molto.

Assomiglio alla mia protagonista, ma non sono io, anche se la faccio parlare in prima persona. Laura ha la mia stessa passione per i libri, il mio stesso indirizzo universitario, ma a differenza di me, è intraprendente e anche un po’ incosciente.

E’ riflessiva, come me, e odia la superficialità.

E cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Che non è facie, soprattuto per un esordiente senza conoscenze, né appoggi, ma volere è potere.

Sono convinta che con il lavoro duro, talento e pazienza, ce la si può fare.

Mi piace questo tuo giovane ottimismo. Servirebbe anche a me. Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Le mie esperienze con l’editoria sono estremamente ridotte.

Per quel che mi riguarda, ho potuto constatare che l’ostacolo maggiore non è tanto trovare un editore, quanto trovarne uno adatto alle tue esigenze.

Le case editrici che prendono in considerazione esordienti, spesso obbligano all’acquisto di copie e con la promozione aiutano poco o niente; questo è un problema, se sei alle prime armi e non sai come muoverti, o non hai  tempo per andare in giro a far presentazioni.

Verissimo, ma purtroppo è una realtà fin troppo conosciuta. Con quel slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a compara il tuo libro?

Non sono molto brava con gli slogan, ma se dovessi usarne uno, probabilmente somiglierebbe a questo:

un libro scritto con le lacrime e col sangue, ma pieno di speranza.

Meno male che non sei brava con gli slogan… adesso prova a lasciare un messaggio agi utenti del blog. Che ne dici?

Ma certo.

Ciao a tutti. Noi scrittori siamo gli interpreti del mondo perché vediamo e sentiamo più degli altri, ma senza i nostri lettori non saremmo nulla. E’ grazie a loro che le nostre storie, i nostri personaggi, prendono vita e trovano casa in tutto il mondo. Inoltre, sapere cosa ne pensano e come le interpretano, ci permette di crescere e di migliorarci.

Dove possiamo contattarti?

Mi trovate su facebook, dove ho un profilo e due pagine : la mia personale SELENE LUISE-AUTORE e quella dedicata al mio libro IL TOCCO DEL ROVO, nonché sul mio indirizzo mail che già conoscete.

E con questo, salutiamo Selene Luise, augurandole di proseguire floridamente nella sua carriera letteraria.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente ciccando QUI.

 

 

5 thoughts on “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: SELENE LUISE

  1. Ciao Selene. Io vorrei spendere due righe sulla foto con la quale ti presenti.
    Mi affascina lo strumento che usi per scrivere. Ricordo che durante il periodo scolastico (elementare) si usavano le penne ovvero bastoncini con infilato ad una estremità un pennino di acciaio (ferro) flessibile … poi il progresso. La penna d’oca o gallina che fosse rappresentava per me uno strumento unico. Vero e indelebile. E’ bello constatare che tu ti sia fatta fare una foto con un oggetto simile. Questa è storia! Avvocato.

  2. Si. Mi affascinano tutti gli strumenti della scrittura : penne col pennino, stilografiche, macchine da scrivere antiche e il resto. Adesso ci sono computer, comodi e veloci senza dubbio, ma c’è lo svantaggio di non poter toccare il manoscritto finché non lo stampi. Amo il profumo di carte e inchiostro in tutte le sue espressioni . Spesso quando leggo, annuso il libro, al cui contenuto associo il profumo e me ne ricordo quando ci ripenso.

    Grazie

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