SI LEGGE SOLO IN VACANZA?

26 agosto 2017

Vacanza

BELLA DOMANDA…

In questi rilassanti giorni di ferie, mi sto giusto chiedendo se si legge solo in vacanza.

La domanda é doverosa, visto che mi guardo intorno e, a dispetto di chi giudica gli italiani un popolo di mancati lettori, vedo un sacco di gente con un libro sottobraccio.

Almeno uno su tre.

Certo, sottobraccio non è una grande garanzia, ma di sicuro è una buona premessa; ci sono discrete probabilità che prima della fine venga aperto e sfogliato.

E magari letto.

Mi sono dedicato a questa simpatica osservazione per diversi giorni, ed effettivamente ho notato molte persone intente a maneggiare libri, molte di più a leggerli per davvero.

La cosa, lo ammetto, mi ha molto rasserenato.

Perché forse c’è ancora speranza.

SULLA SPIAGGIA O TRA I MONTI?

Indubbiamente sulla spiaggia.

Crogiolati al sole, o riparati al fresco dell’ombrellone, individui di vario tipo e parlata, se ne stanno con un libro in mano e lo leggono con il naso ficcato tra le pagine.

Ho l’impressione che qualcuno lo usi anche come pretesto per ripararsi dai raggi UVA, ma come si suol dire, tutto fa brodo. Ogni scusa è buona per leggere, secondo me.

In montagna i lettori sono stati leggermente di meno:

chi non si lasciava sopraffare dalla vista del panorama, si dedicava alla lettura, magari disteso su un prato verde o in mezzo a un parco, addirittura seduto sulle rocce.

Quindi la vacanza al mare ne esce totalmente vincente.

QUALI TITOLI?

Quando ho potuto, mi sono divertito ad appuntare i titoli su cui mi è caduto l’occhio.

Ve ne riporto alcuni, magari sono gli stessi che state leggendo voi, anzi, magari eravate proprio voi, quelli accanto a me, senza saperlo!

Ecco una breve panoramica:

  • Noi siamo tutto, di Nicola Yoon.
  • La fine della solitudine, di Benedict Wells.
  • Famiglie ombra, di Mia Alvar.
  • Frattura, di James Lasdun.
  • La morte è cieca, di Karin Slaughter.
  • Tempi duri per i romantici, di Tommaso Fusari.
  • Dentro l’acqua, di Paula Hawkins.
  • La rivoluzione d’amore, di Andrea Pilotta.
  • Robinson Crusoe, di Daniel Defoe.
  • Delitto e castigo, di Fedor Dostoevskij.
  • Il giorno dei morti, di Filippo Semplici (sì, magari!)

Molti di questi titoli, sono sincero, non li conosco, ma così a naso, direi che c’è una prevalenza di romance, accostatati a un paio di autori thriller, senza tuttavia dimenticare alcuni classici importanti.

L’unica nota dolente, ahimè, è la scarsità di autori italiani:

appena due su dieci.

Che delusione.

LIBRI O EBOOK?

Direi un cinquanta e cinquanta.

Naturalmente la lista di cui sopra si riferisce a cartacei che ho potuto sbirciare, ma numerosi sono stati anche i lettori che sfogliavano ebook.

In montagna, il numero di e-Reader è stato leggermente superiore, anche perché molte persone usavano i propri tablet per scattare fotografie e quindi, viene da pensare, anche per trasportare e custodire i propri libri.

Questione di comodità, è ovvio.

Al mare, sui lettini infuocati invece, prevale il buon vecchio libro di carta.

NON SOLO LIBRI…

… ma anche fumetti.

I miei cari, vecchi, adorati fumetti.

Io sono tra quelli che, oltre a una scorta di libri, ha approfittato delle ferie per farsi una scorpacciata di albi di Sergio Bonelli:

  • Dylan Dog.
  • Morgan Lost.
  • Dampyr.
  • Julia.

Questo dovrebbe farmi sentire un adolescente brufoloso, nonostante i miei quarant’anni suonati e in rapida ascesa verso i quarantuno, ma la verità è che quell’adolescente c’è per davvero:

si nasconde sotto una pelle che ogni anno esibisce qualche ruga in più, e ciuffi di capelli che vedo ingrigire (accidenti a loro), nonostante le mie reticenze.

Ma volete sapere una cosa vera?

Spero che quell’adolescente non mi abbandoni mai.

LEGGERE PER MODA?

Il dubbio mi è venuto, a dire il vero.

Come d’estate diviene regola assoluta, che so, l’abbronzatura, la stessa cosa potrebbe accadere anche per la lettura:

siamo in ferie e dobbiamo leggere un libro.

Se da una parte, come ho detto prima, tutto fa brodo, dall’altra mi sorge il terrore che la gente legga libri solo durante le ferie, per poi abbandonarli non appena terminate.

Significherebbe non leggere per piacere ma, appunto, per moda.

Non so cosa rispondere a questa domanda, non ho certo intenzione di passare da quelli che hanno un libro in mano a chiedere spiegazioni sulle loro intenzioni future, ma mi auguro che lo facciano perché appassionati di questa splendida abitudine.

E che una volta a casa, li aspetti ancora una montagna di libri.

CONCLUSIONI

Riassumendo, la situazione non mi è sembrata così deprimente.

Gli italiani, almeno una buona parte di quelli che ho incontrato, leggono libri.

Personalmente, oltre ai fumetti, quest’anno mi sto dedicando a romanzi di autori emergenti, per scelta, e anche per puro piacere personale.

E voi?

Quali libri vi siete portati dietro?

 

 

 

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