FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MARCO SMIRAGLIO

27 settembre 2017

Marco Smiraglio

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di Faccia a faccia con l’autore, questa settimana é Marco Smiraglio. 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Marco, per me è un vero piacere averti come ospite, visto che sei anche uno di quelli che più commentano. Vuoi cominciare parlandomi un po’ di te?

E come no!

Prima di tutto vorrei ringraziarti per questa opportunità che mi stai dando. 


Mentre parlo di me, sorrido. Devo dire che per mia negligenza ho faticato sempre molto a leggere. Non trovavo ciò che superasse la mia fantasia. Non conoscevo la chiave che ti fa aprire la porta della lettura. Poi ho capito: dal momento che a scuola era tutto un dovere e poco piacere anche leggere rappresentava soprattutto un dovere.

Sono riuscito a tramutarlo in infinito piacere quando ho cominciato a sentir leggere per la prima volta quella mia confusione che imprimevo sulla carta.

Da allora, e di continuo, con felicità, leggo.

Da diversi anni sono volontario dell’ associazione “LIBRARSI” che nella nostra zona è ricercata e notevolmente apprezzata. Ci si rivolge a qualunque tipo di struttura.

Principalmente ai bambini per invogliarli alla lettura (… quando penso che sono stato anch’io bambino e tutte queste cose non c’erano …).

Direi un’ottima iniziativa, ce ne vorrebbero di più, di associazioni come questa. Adesso parlami dei tuoi libri.

Quando trovai il coraggio di partecipare a concorsi nazionali per proporre qualche mia opera (poesie o racconti, scattò dentro di me una strana paura.

Ora cosa succederà?

C’è gente che molto più istruita di me,scrive molto meglio. Perché dovrei partecipare?

Ma chi se ne frega! E mi buttai nella mischia.

Questo accadeva vent’anni fa. Poi circa nove anni fa partecipai ad un concorso che nasceva proprio quell’anno e mi assegnò un quarto premio. Allora non sono da scartare completamente, pensai.

A parte quello che potevo pensare di me, erano gli altri che si riconoscevano nelle mie parole. Fossero in veste di poesia, di racconto o di fiaba. La partecipazione al concorso “Parole e Poesia” uno degli sponsor “EDIZIONI IL FIORINO” di Modena, offriva la pubblicazione di piccole raccolte agli autori premiati in quel concorso. Da qui nacquero due libri: “Il nostro tempo”, piccole raccolte di poesie, racconti per adulti e ragazzi.

Ho sempre creduto che puoi piacere a tanti, ma non a tutti e questo mi ha portato a propormi ad una casa editrice con la quale però, dopo la prima pubblicazione si sono chiusi i rapporti. Credo sia stato per una mia genuinità che sbandiero ai quattro venti e che non è stata capita.

“Volare tra le parole” è il titolo di questo libro. Una raccolta di sei fiabe per bambini dai 4/9 anni.

“Racconti del nostro tempo” completa la serie fino ad oggi di racconti brevi, che offrono al lettore situazioni attuali dove potrebbe immedesimarsi.

A cosa ti sei ispirato, per scrivere i tuoi libri?

Spesso nelle mie opere ricorrono accenni alla natura.

Pensando alle fiabe è molto più evidente. Se parliamo di racconti, ognuno di essi ha un particolare a cui l’ispirazione si lega.

In “Edoardo la mia storia” vuole essere una denuncia verso i pirati della strada. Grossa piaga sociale: l’incoscienza di chi guida.

Per spaziare in “Dieci giorni dai nonni” vacanze indimenticabili di un ragazzino che ha tanto desiderato di trascorrerle dai suoi nonni in montagna. Vivrà a stretto contatto con la natura. Contornato di cose semplici e rituali come la preparazione della pipa del nonno Mario. Fondamentale sarà l’amicizia che nascerà tra i due ragazzi. Il tutto ambientato nel panorama della montagna di Sestola (Modena).

Sestola? Paese bellissimo in cui trascorro un paio di weekend all’anno, e che trovo indimenticabile. Perché hai scelto questi titoli?

Quando ho in mente la trama di un racconto, lo scelgo in quel contesto poiché deve far parte sempre del racconto stesso.

Il titolo di una poesia mi viene suggerito dalle parole stesse, e siccome escono senza essere forzate, è sempre tra loro.

Nelle fiabe, favole, storie che siano, il titolo deve essere pieno di fantasia e questa credo non mi manchi.

Quanto c’è, di te, nei tuoi libri?

Molto.

Molto più di quanto io stesso potessi immaginare. Quando scrivo di un bambino ci sono tutte quelle cose che ho fatto e che avrei voluto fare.

C’è sempre una parte di me che fiorisce ed è vera. Quando scrivo di un personaggio vicino alla mia età, c’è di me la parte sentimentale. Quando scrivo di un vecchio ci sono tutte quelle cose e sentimenti che potrei provare immaginandomi a quell’età.

Il rispetto che ho verso le persone anziane è enorme, e per me sono e rimarranno la saggezza.

Hai appena detto una cosa sacrosanta, Marco, anche se il mondo di oggi tende a non portare più rispetto per nessuno. Scrivi anche poesie?

Si!

Credo, senza fare retorica, che il cuore di ogni poeta, quando scrive una poesia, prelevi dal magazzino della mente un puntino che è situato sempre al centro nell’ultimo scaffale.

Tantissime volte è passato da li, ma soltanto in un momento particolare si sente chiamare e porta fuori le parole che quel puntino contiene.

Parole che conosce, rimaste a stagionare come un buon vino.

E cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Non sono la persona più adatta per dare una definizione.

Io non ho esperienza tale da esprimere un mio pensiero. Posso però denunciare l’indifferenza nei confronti di persone che amano scrivere e che vorrebbero vedersi pubblicato il proprio libro, da parte della “casa editrice”.

Sicuramente sono cambiate molte cose: il dio denaro ha sempre il sopravvento. Forse posso dare un consiglio: chi vuole pubblicare lo faccia per se stesso, per la cultura, per chi ama leggere e non doversi pentire di aver acquistato quel determinato libro.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

E’ vero che una casa editrice non può permettersi di non guadagnare.

Quindi se hai tu i soldi fai stampare, se no ti attacchi.

Io con “Volare tra le parole” ho capito entrambe le cose: pubblicare mi ha portato ad attaccarmi.

Mi piace molto “Edizioni il Fiorino” perché ti da questa possibilità per te stesso. Non puoi sperare in aiuti o pubblicità particolari, ma a me sta servendo per crearmi un mio futuro da scrittore casalingo quale mi reputo.

Un nomignolo molto simpatico, devo ammetterlo. E perché ti reputi così?

Beh, è un termine che mi sono dato per far capire che pur non avendo quella determinata cultura, sento la libertà di scrivere.

Infatti non si scrive per cultura, ma per passione. E possiamo farlo tutti. Anch’io, non ho mica una laurea, ma scrivo lo stesso. Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo a comprare il tuo libro?

Caro lettore, lasciati un piccolo spazio, preparati una bottiglia d’acqua e prova a leggermi … magari ad alta voce.

Bene. Adesso vorrei che lasciassi un messaggio agli utenti del blog.

Se partiamo dal concetto che all’interno di un hard disk esiste una memoria infinita, e che quindi possa contenere l’inimmaginabile, il nostro cervello può contenere di più.

Quindi perché non contenere anche i miei libri?

Dove possiamo contattarti?

Ho una pagina facebook “Le parole si fanno storie” dedicata principalmente ai bambini e genitori. Un numero di cellulare: 339-1042886, e una mail: marcosmiraglio@alice.it

E con questo, salutiamo Marco Smiraglio, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

2 Comments

  • Marco 27 settembre 2017 at 12:46

    Come potrei non commentare un’ intervista dove io sono la parte in causa….. Carissimo Filippo, sei stato abilissimo a portarmi con le tue domande ad intraprendere questo viaggio. Sappi che quando non si è più tanto giovani le emozioni si fanno più grandi. Per me è stata così. Grazie Filippo.

    • Nero su Bianco 27 settembre 2017 at 21:58

      Il merito è tuto tuo, Marco, e della tua grande passione per la scrittura. Io no ho fatto niente.

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