COME ORGANIZZARE UNA SERATA DI PRESENTAZIONE

30 settembre 2017

Serata di presentazione

OVVERO FARSI CONOSCERE

In questo post voglio spendere qualche parola su come organizzare una serata di presentazione.

Come ho detto più volte, un libro non basta scriverlo, bisogna saperlo promuovere, e una delle tecniche più adottate è organizzare presentazioni in giro per città e locali.

Impresa non facile, ve lo dico subito, sia dal punto di vista logistico, che psicologico.

Se ci siamo affidati a un editore serio ci penserà lui, ma se è piccolo e poco competitivo (o se siamo Self Publisher), toccherà a noi l’immane fardello.

Soltanto a noi.

Tuttavia, sù col morale.

Qui di seguito vi spiegherò qualche trucco per riuscire in quest’impresa che a prima vista, lo so, può sembrare irrealizzabile.

Se siamo timidi, mettiamo da parte l’imbarazzo e facciamoci forza, buttiamo giù un sorso di superalcolico (uno solo, ho detto), e prepariamoci a parlare davanti a un pubblico.

Un pubblico che sarà lì per noi.

I lettori amano ascoltare un autore che parla del suo libro. 

Se questa cosa ci spaventa, facciamocene una ragione.

I lettori sono curiosi, vogliono vedere chi si nasconde dietro il romazo che hanno comprato, che suono ha la sua voce, come se la cava a parole, anziché con la penna.

E molto altro.

E’ una specie di esame che, se superato brillantemente, ci garantirà sostegno, adrenalina e… vendite.

Già.

Soprattutto vendite.

CONTATTIAMO ASSOCIAZIONI CULTURALI

Ce ne saranno, nel nostro comune, no?

Basta saperle cercare.

Magari quelle più vicine all’ambito culturale, scolastico o bibliotecario, oppure gruppi di lettura, e chi più ne ha, più ne metta.

Se abbiamo scritto un libro che tratta argomenti specifici, cerchiamo associazioni interessate nel settore.

Ad esempio, se affrontiamo una storia di amore per gli animali, potremmo contattare associazioni animaliste e via così.

L’importante è che sia sempre qualcun altro a presentarci.

Questo non farà che aumentare la nostra credibilità e l’interesse del pubblico.

Limitiamo quindi il fai-da-te, se possibile.

Non è dannoso, ma può non ottenere gli stessi risultati.

PREPARIAMO COPIE CARTACEE DEL LIBRO

Queste non devono assolutamente mancare.

Il pubblico sarà lì per noi, o meglio, per il nostro libro, e nel novanta per cento dei casi, se si è scomodato a raggiungerci, è perché interessato all’acquisto.

Non facciamoci cogliere in fallo, dunque.

Contattiamo preventivamente l’editore, mettiamolo sempre al corrente delle nostre iniziative per tempo, e invitiamolo ad inviare un tot numero di copie da rendere disponibili.

Solo un editore pazzo rifiuterebbe.

Una volta ricevute, cerchiamo di sistemarle bene in vista, all’interno della sala in cui si svolgerà la presentazione.

E non dimentichiamo gli autografi.

Con molta probabilità ci saranno lettori che lo chiederanno.

E noi dovremo accontentarli.

FISSIAMO LA DATA E PRENOTIAMO LA SALA

Queste sono priorità, naturalmente.

Inutile organizzare il finimondo, se poi non abbiamo ancora prenotato niente.

Quindi, prima di tutto, preoccupiamoci di trovare il locale giusto (di solito biblioteche o sale convegni), ma anche la data.

A questo proposito, ecco una manciata di consigli:

  • Occhio al calendario: scegliamo un giorno libero da eventi importanti (magari sportivi), che sposterebbero l’attenzione altrove, ma libero anche da ponti o festività, mi raccomando. Dobbiamo scegliere una data in cui le persone siano potenzialmente a casa, senza grossi impegni, e possano aver voglia di partecipare alla nostra presentazione.
  • Scegliamo un orario dalle diciotto in poi, (anche dopo cena va bene, purché entro le ventidue), così da non interferire con gli impegni lavorativi della maggior parte della gente. Se nel weekend, può andar benissimo anche il primo pomeriggio.
  • Possibilmente presentiamo il nostro libro durante le stagioni calde, perché in inverno la gente ha meno voglia di uscire, soprattutto alla sera. Naturalmente non sempre questo è attuabile, lo capisco, ma potendo scegliere, aspettiamo la primavera!
  • Optiamo per una sala piccola, e non troppo grande. So che sembra un’idea controproducente, ma dobbiamo ricordare che noi non siamo nessuno, e non possiamo pretendere un tutto esaurito. Meglio una piccola sala affollata, piuttosto che una grande, mezza vuota.

SCEGLIAMO BENE IL RELATORE

Anche se i protagonisti della serata saremo noi, il conducente sarà il relatore.

E’ lui a presentarci, a introdurre il libro, a darci la parola.

Cerchiamo di affidarci a una persona preparata e competente, ma soprattuto disinvolta, che sappia condurre la serata con positività e ottimismo, parlare bene in pubblico, e infondere anche a noi quel coraggio che potrebbe venire a mancarci.

Se saremo appoggiati da un’ente culturale o un’associazione, solitamente saranno loro a proporre persone adatte al ruolo, che sappiano insomma parlare a un microfono.

Ma se la scelta fosse solo nostra, ponderiamo bene i nomi che ci vengono in mente, e per prima cosa assicuriamoci che abbiano letto il nostro libro.

Potremo anche essere bravi autori, ma con uno scarso relatore, tutto assumerà i contorni di una brutta figura che si poteva evitare.

E questo non possiamo permetterlo.

SELEZIONIAMO BRANI DA LEGGERE E CHI LI LEGGERÀ

Anche questo è un passaggio molto importante.

Il pubblico apprezzerà una lettura ad alta voce di alcuni estratti del libro, quindi cerchiamo di sceglierli bene.

Alterniamo passaggi drammatici ad altri più armoniosi, cerchiamo di dare una panoramica completa del romanzo che stiamo presentando.

Altrettanto importante è scegliere qualcuno in grado di leggerli, il che non è facile.

Poiché il pubblico, con molta probabilità, non avrà ancora in mano il nostro libro, si affiderà completamente alla lettura.

Ecco perché un buon lettore fa miracoli.

Soprattutto se espressivo.

Il pubblico conoscerà la nostra scrittura attraverso di lui e le sue interpretazioni.

Quindi pensiamoci bene, prima di scegliere l’amico o il parente, per paura che magari si offenda.

GIOCARE SUL PREZZO

Questa è una furbata adatta ai Self Publisher, soprattutto.

Se ne abbiamo la possibilità, mettiamo in vendita le copie presenti, a un prezzo ridotto.

Il lettore, anche il più svogliato, non perderà l’occasione di approfittare di uno sconto, e anche se poco interessato, magari acquisterà lo stesso il nostro libro.

Difficilmente questa operazione sarà possibile se sostenuti da un editore, che non vorrà certo perdere parte del possibile (e già risicato) profitto.

Ma non si può mai dire.

PRESENTAZIONE… A TUTTI I COSTI?

Ovvero, è sempre utile organizzare una serata di presentazione?

In teoria direi di sì, ma…

… se abbiamo per le mani un ebook?

In molti non saranno d’accordo con me, (e mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze in merito), ma penso che non abbia senso presentare fisicamente un libro digitale.

Che non esiste.

Lo vedo un po’ come gli iscritti a un corso di cucina, che dopo aver ascoltato la lezione su come preparare un buon piatto di lasagne, si ritrovano a non avere niente da assaggiare, se non una fotografia su un PC.

Fossi in loro, chiederei indietro i soldi.

Ecco perché sono titubante su quest’aspetto.

Se abbiamo un cartaceo, alla fine della presentazione, inizia la festa:

autografi, foto, firma copie, acquisti in diretta, e così via.

Ma con un ebook, l’unica cosa che possiamo lasciare è un link.

Solo quello.

Dobbiamo sperare che tutti i presenti siano persone al passo coi tempi, che sappiano come comportarsi con un indirizzo elettronico, che sappiano effettuare pagamenti online e tante altre cose.

Se così non fosse, riusciremo solo ad irritarli.

Potrà sembrare difficile da credere, ma ci sono ancora molte persone abituate al contante, che amano pagare con soldi veri, prodotti veri.

Quindi, secondo me, a ognuno la sua strada:

Un prodotto fisico va promosso anche e soprattutto fisicamente, uno digitale deve viaggiare prevalentemente sul web.

E, ripeto, vorrei conoscere il vostro pensiero al riguardo.

CONCLUSIONI

Seguendo le poche tracce che ho descritto, avremo gli strumenti necessari per riuscire a organizzare una serata di presentazione che darà i suoi frutti.

Per saperne di più, potete fare un salto sul sito de Il rifugio degli esordienti, portale molto utile per chi, come noi, ama scrivere e desidera emergere.

Ho volutamente tralasciato l’analisi dell’aspetto psicologico davanti a quest’impresa, perché non strettamente inerente al post, ma ho intenzione di scriverne uno specifico, perché non è così facile sopportre la pressione del pubblico.

E voi?

Avete mai presentato un vostro libro?

Vi va di raccontarlo?

 

8 Comments

  • Simone 30 settembre 2017 at 9:29

    Direi che una cosa fondamentale a una presentazione è cacciarci la battuta. Non sembra, ma aiuta a tenere le persone sul pezzo. Usare un tono deciso e non monocorda. Per un eBook può servire una presentazione in diretta. Non costa niente.

    • Nero su Bianco 30 settembre 2017 at 15:37

      Grazie Simone, per il tuo intervento. Sì, credo sia fondamentale un po’ di simpatia, per non dare un’aria troppo “accademica” alla serata. Cosa intendi per presentazione in diretta?

  • virginia less 1 ottobre 2017 at 11:23

    Se non interviene l’ editore, può andare bene per es. un giornalista locale, la direttrice della biblioteca e simili. Che abbiano letto il libro, si capisce. Utile un bravo lettore e magari (l’ho sperimentato) la proiezione di immagini o filmati adatti sullo sfondo. L’autore sarà -è stato detto- poco accademico, disponibile a domande e interruzioni.

    • Nero su Bianco 1 ottobre 2017 at 20:44

      Direi ottima la proiezione di immagini o filmati.

  • Andrea Torti 2 ottobre 2017 at 14:53

    Sono d’accordo – presentare un e-book dal vivo è un’idea… kafkiana 😀

    • Nero su Bianco 2 ottobre 2017 at 14:56

      Meno male, qualcuno che la pensa come me!

  • Stefano Dalpian 8 ottobre 2017 at 11:41

    Anche presentare un autore già affermato, un po’ come per le band di apertura, può essere un’ottima maniera per far conoscere ad altri il nostro libro. Certo, non è facile trovare qualcuno che ci dia questa possibilità, ma se ci offriamo noi ad organizzare la serata, non sarà un’impresa impossibile.

    • Nero su Bianco 8 ottobre 2017 at 17:51

      Giusta osservazione Stefano, è proprio una buona idea. Solo, non so quanto sia attuabile. Un po’ come fare “da spalla” a qualcuno più grande di noi.

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