FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MASSIMO LAZZARI

Massimo Lazzari

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di Faccia a faccia con l’autore, questa settimana é Massimo Lazzari. 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Massimo, e grazie di essere qui. Comincerei col parlare un po’ di te.

Eccomi qua.

Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Riccione e da quasi vent’anni vivo a Bologna, dove lavoro come consulente aziendale.
Amo da sempre i libri, prima come lettore e poi, da qualche anno, anche come scrittore.

Ho autopubblicato nel 2012 il mio primo romanzo “Esprimi un desiderio”. Poi sono entrato a far parte della squadra di Antonio Tombolini Editore, per il quale ho pubblicato nel 2015 “Quando guardo verso Ovest”, una raccolta di trentatré racconti legati alla musica rock, e nel 2017 “Il libro perfetto“, un romanzo ambientato nell’India del Nord.

Oltre ai libri, le mie grandi passioni sono i viaggi, il trekking e la musica rock.

Ci sono già dei buoni presupposti per andare d’accordo, noi due. Adesso parlami del tuo ultimo romanzo.

“Il libro perfetto” è una storia di fantasia ambientata nell’India del Nord, che ha come protagonista Lorenzo, un ragazzo di quasi quarant’anni, con un matrimonio finito alle spalle e una storia da scrivere in testa, di cui però conosce il finale ma non l’inizio.

In questo momento così particolare della sua vita, Lorenzo decide di fare un viaggio in India, un “viaggio vero, zaino in spalla e zero programmazione”.

Nella mistica città di Rishikesh, il guru di un ashram gli consegna un manoscritto incompiuto, il cui autore è Leo, un misterioso musicista di successo che come lui si era recato in India per cercare l’ispirazione artistica.

La lettura di questo manoscritto, “Il libro perfetto”, spinge Lorenzo a mettersi alla ricerca di Leo, intraprendendo un viaggio avventuroso che lo porterà verso Nord, fino a un monastero sperduto tra le vette dell’Himalaya, dove, forse, incontrerà Leo e svelerà il mistero contenuto ne “Il libro perfetto”.

Una trama coi fiocchi. Tra l’altro sono a metà del libro e ho subito capito che sei un ottimo scrittore. E a cosa ti sei ispirato?

Nell’autunno del 2015 stavo progettando il mio viaggio di nozze in India, un Paese che ha sempre esercitato un fascino particolare per me.

Poi il corso della vita ha cambiato i miei piani, portandomi in Madagascar.

Però nel frattempo, studiando itinerari di viaggio e leggendo tutto ciò che potevo sulla cultura indiana, una storia aveva già iniziato a prendere forma dentro la mia testa.

Decisi quindi che avrei scritto “Il libro perfetto” e l’avrei ambientato in India, nonostante non ci fossi mai stato, lacuna a cui sopperirò a breve, grazie alla collaborazione con un tour operator indiano che ha portato alla creazione di un viaggio ispirato proprio al mio romanzo, e che sarà distribuito a partire dall’estate 2018.

Questa volta non ho proprio scuse per non andarci.

Grandioso. Se avanzano posti, fammi sapere, ho sempre desiderato visitare l’India. E tornando a noi: il libro si riferisce a fatti o episodi della tua vita, che ti hanno colpito?

Quella raccontata ne “Il libro perfetto” è una storia di fantasia, e non si riferisce a episodi reali.

Tuttavia nel romanzo sono presenti molti elementi della mia vita, a partire dalla meditazione e dallo yoga, che pratico da diversi anni, fino alla musica, che ricopre sempre un ruolo fondamentale nelle mie opere (e nelle mie giornate).

Perché hai scelto questo titolo?

Immagina di leggere un libro in cui è stata descritta nei dettagli la tua vita.

O meglio quella che sarebbe potuta essere, se avessi fatto scelte diverse nei momenti cruciali.

Immagina che questa storia sia stata scritta proprio come l’avresti scritta tu, tanto da farti pensare che, forse, l’hai scritta veramente tu.

Ecco, credo che se ti succedesse, non esiteresti un istante a definire questo libro che tieni tra le mani “Il libro perfetto”.

E’ proprio quello che succede a Lorenzo, il protagonista del mio romanzo, in quell’ashram di Rishikesh in cui un guru gli consegna il manoscritto incompiuto di Leo.

E sulla copertina del quale campeggia il titolo. Il libro perfetto.

Sei stato chiarissimo. Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Naturalmente, dovendo ambientare una storia in un luogo che non avevo mai visitato, ho dovuto dedicare molto tempo alla ricerca e allo studio.

Per fortuna oggi il web ci dà strumenti che Salgari non aveva, e non ho avuto particolari difficoltà a descrivere i paesaggi, le persone, le culture dell’India del Nord.

Tuttavia, credo che la fonte più importante siano stati i racconti di persone che conosco, e che hanno realmente visitato quei luoghi, che mi hanno potuto trasferire informazioni che sulle guide turistiche o sui siti di viaggi difficilmente si trovano.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno in particolare o sono frutto della tua fantasia?

I personaggi sono tutti frutto della mia fantasia.

Tuttavia credo sia naturale per uno scrittore ispirarsi a se stesso, o ai propri conoscenti per delineare le caratteristiche fisiche e psicologiche dei protagonisti delle sue storie.

Per me almeno è stato così.

In Lorenzo c’è molto il Massimo che sono, così come in Leo c’è molto il Massimo che vorrei essere. Allo stesso modo, in Erika, un personaggio chiave della storia, c’è qualcosa di mia moglie, a partire da quella fossetta sul lato destro del mento che conquista il cuore di Lorenzo.

Quindi sarò ripetitivo, se ti chiedo quanto c’è, di te, nel tuo libro?

In parte, infatti, ho già risposto a questa domanda nel punto precedente.

C’è molto di me in questo romanzo, ma in realtà c’è molto anche di te, per quanto non ti conosca affatto.

C’è molto di chiunque si ritrovi tra le mani questo libro in un momento particolare della sua vita. Del resto, se così non fosse, sarei stato incauto a intitolarlo “Il libro perfetto”.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Non sono così esperto del settore da poter dare un giudizio autorevole e completo in merito.

Da lettore, quello che mi sento di dire, è che il livello qualitativo dell’offerta culturale delle grandi case editrici sta rapidamente crollando, omogeneizzandosi sempre più su filoni e generi molto più vicini alle mode effimere della TV e dei social network. Media dai quali invece l’editoria dovrebbe differenziarsi in modo deciso, per far sì che il libro continui a rappresentare in futuro la vera alternativa alle serie televisive, ai reality show o a Facebook.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

E qui vengo alla mia visione dell’editoria da scrittore.

Il mio primo romanzo è stato autopubblicato, dopo tanto tempo perso a rincorrere case editrici, che non hanno mai risposto alle decine di mail inviate.

Ciò però mi ha consentito di entrare in contatto con Streetlib, la società di Antonio Tombolini che all’epoca già rappresentava il punto di riferimento per tutti i self-publisher italiani.

Così quando nacque Antonio Tombolini Editore gli inviai senza esitazioni “Quando guardo verso Ovest”, e rimasi piacevolmente sorpreso nel ricevere, poche settimane dopo, una risposta, per di più positiva, da parte del direttore editoriale Michele Marziani.

Da quel momento è iniziata una bella collaborazione, che mi ha spinto a decidere di pubblicare anche “Il libro perfetto” con la stessa casa editrice.

E’ quindi un’esperienza abbastanza limitata, quella che ho avuto finora come scrittore, fatta di alti e bassi che credo però caratterizzino qualsiasi attività artistica.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per invogliarlo a comprare il tuo libro?

Ne “Il libro perfetto” è scritta la storia della tua vita, o meglio quella che sarebbe potuta essere se avessi fatto scelte diverse nei momenti cruciali.

Non ci credi?

Leggilo e mi dirai.

E infatti lo sto leggendo, e anche con moto gusto. Adesso lascia un messaggio agli utenti del blog.

Grazie a tutti per aver dedicato del tempo a leggere queste righe, e grazie a chi deciderà di dedicarne altro alla lettura dei miei libri.

Grazie anche a te per avermi ospitato nella tua casa virtuale, è un piacere e un onore essere qui.

Spero di ricambiare a breve la cortesia.

E l’hai già ricambiata, Massimo, anzi, colgo l’occasione per ringraziarti mia volta per la bella intervista. Dove possiamo contattarti?

Sul mio sito www.massimolazzari.com potete trovare informazioni sui miei libri, i miei viaggi, e le mie passioni in generale, oltre a tante storie di persone che hanno fatto dei loro sogni un mestiere.

Potete trovarmi anche su Facebook (https://www.facebook.com/massimolazzariwriter/) e su Medium (https://medium.com/@massimolazzari), la piattaforma social dedicata alla scrittura, in cui potete leggere alcuni miei racconti tratti da “Quando guardo verso Ovest” (https://medium.com/quando-guardo-verso-ovest) e la rivista online The Travelogue (https://medium.com/the-travelogue), che ho creato insieme ad amici scrittori appassionati di viaggio.

E con questo, salutiamo Massimo Lazzari, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente ciccando QUI.

 

2 pensieri riguardo “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MASSIMO LAZZARI

  1. Grande Massimo.
    Io mi ripeto affermando che mi emoziona sempre di giovani scrittori che emergono con una loro caratteristica unica.
    L’India, paese che fa viaggiare la mente accompagnando per mano il cuore.
    Un mio fratello fine anni settanta vi ha trascorso ben sei mesi e ricordo ancora alcuni episodi che oltre averlo maturato a 360 gradi, ha sopportato disagi che in Italia avrebbero portato alla morte. Ammalarsi di tifo e superarlo con cure naturali, viaggiare in treni e autobus affollati da mancare il respiro. Aver conosciuto persone che vivevano in funzione della vita stessa dedicandosi anima e corpo verso chi stava peggio di loro. Aggiungo soltanto un’ultima cosa restare giorni mangiando un po’ di frutta e un pezzo di pane quando qualche anima buona glielo donava.
    In un paese così ti ci puoi recare soltanto se lo desideri veramente e se senti il tuo cuore che ti ci porta.
    Vorrei dilungarmi ancora due righe…
    Sono a contatto con extra comunitari tutti i giorni in una attività di volontariato presso una comunità. Dopo essere stati svezzati nell’ambientarsi e nella lingua italiana, iniziano a lavorare presso un laboratorio all’interno della comunità. Mi faccio spesso raccontare le loro storie come le raccontassero ad un amico. Simili, ma uniche nel loro genere: Particolari quelle indiane pachistane: avverti il sapore delle loro storie.
    Grazie per avermi ricordato quei posti.
    Un sincero e grande augurio di continuare per questa tua strada.

    1. Grazie mille Marco per le belle parole e per gli auguri.
      Sono sicuro che un viaggio in un Paese come l’India, se affrontato nel modo giusto (che è quello che descrivi tu) ti può veramente cambiare la vita.
      Pensa che a me l’ha cambiata ancor prima di andarci, grazie a questo libro…
      Complimenti per la tua attività di volontariato, anche io collaboro con una onlus che opera al fianco dei bambini del Madagascar, un altro Paese (e popolo) meraviglioso che ho visitato l’anno scorso e che consiglio a te e a tutti.

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