ARRIVA IL LIEBSTER AWARD

7 ottobre 2017

Liebster award

QUALE ONORE!

Qualche settimana fa non sapevo nemmeno cosa fosse questo fantomatico Liebster Award.

Così, a naso, se me l’avessero chiesto, avrei risposto:

“Una marca di birra”.

E poi sarei corso su internet a cercarla, e magari ordinarne una cassa.

Invece non è quello che pensavo.

É qualcosa di molto più importante per un blog di piccolo livello come il mio.

É una possibilità in più di farsi conoscere.

In parole povere, il Liebster Award, consiste in una nomina, da parte di altri blogger, con la quale vieni invitato a rispondere a undici domande.

Una volta fatto questo, toccherà a noi buttar giù una lista di altri undici blog che riteniamo interessanti, e preparare altrettante undici domande per loro.

Io non posso che ringraziare Maria Teresa Steri e la sua meravigliosa casa virtuale Anima di carta, per avermi citato e chiamato in causa, dandomi così la possibilità di rispondere alle sue stuzzicanti domande.

Detto questo, vado subito al dunque!

LE DOMANDE DI MARIA TERESA

Qual è stato il posto più strano in cui hai scritto?

Mi stai chiedendo dell’appuntamento più intrigante che ho avuto con… la penna?

Sono un tradizionalista, lo dico subito, scrivo prevalentemente tra le mura di casa, ma ora che mi ci fai pensare…

Sì, ecco:

da ragazzino, durante il servizio civile in un centro sociale, passai molte ore al centralino, e tra una telefonata e l’altra, ricordo di aver scritto un racconto intero, a biro, su un taccuino.

Forse è questo il posto più strano che ricordo: seduto a un banco, in mezzo a gente ancor più strana, che gridava, minacciava, rideva.

E poi vi domandate perché scrivo certi libri?

Qual è il tuo peggior difetto come scrittore?

La pignoleria.

Leggo e rileggo finché la minima parola, perfino la virgola più inutile, non è al suo posto. Quando ricontrollo quello che ho scritto, tutto deve filare liscio come l’olio.

Odio le increspature di certi periodi stonati, detesto inciampare su parole che non ci stanno, inorridisco davanti ad aggettivi inutili.

E quindi comincio a revisionare, modificare, togliere, cambiare.

Fino alla nausea.

Fino a quando mi viene da pensare che forse sto rovinando anche quel poco di buono che c’era.

E il tuo maggior pregio? (niente modestia, su).

Be’, mi baso più o meno sui giudizi ricevuti fino ad oggi dai miei lettori:

la capacità di catturare, di trasportare dentro la storia, di intrappolare dentro la storia, diciamo.

Se davvero riesco a fare questo, allora mi congratulo con me stesso perché ho centrato l’obiettivo.

Almeno uno dei tanti.

Qual è l’aspetto della scrittura che più odi?

Il dover adattare la storia alle regole di scrittura.

Non è semplice da spiegare, ma quando decidi di scrivere per il pubblico, esistono tecniche precise da seguire per riuscire nel tentativo, e ogni buon scrittore deve impararle a mente, e metterle in pratica.

Naturalmente questo non succede se si scrive solo per noi stessi.

In questo caso abbiamo il diritto di farlo come ci pare, ma poi non lamentiamoci se gli editori ci snobbano.

Dover coniugare la storia, con le regole ferree di una scrittura professionale, è qualcosa che mi fa un po’ storcere il naso, ma alla fine la considero tutta esperienza e tecnica da apprendere.

E quello che più ami?

La libertà di inventare ciò che mi pare, dalla situazione più assurda e paradossale, a quella più spaventosa e incredibile.

Essere il padrone del mondo, del mio mondo.

Almeno lì, forse, conterò qualcosa.

Qual è la scena più difficile che hai scritto finora?

Ti dico solo questo:

Ti guarderò morire, il mio ultimo romanzo (un po’ di auto promozione lasciamela fare, dai), ha subito un duro editing, prima di raggiungere la pubblicazione.

Sai cosa significa quando una storia di quasi quattrocento pagine, la devi dimezzare e riscrivere quasi completamente?

Significa che non hai una scena particolare, ma una sequenza di scene, di personaggi, dialoghi, che devi rimettere in gioco completamente.

Compreso un finale che avevi costruito ad hoc.

Quindi, tornando alla domanda:

la scena più difficile è stata quella di me stesso, con le mani nei capelli, che cercava di rimettere insieme i pezzi rotti del suo libro.

Qual è il genere che non scriveresti mai, neanche sotto tortura?

Il sentimentale.

Non riuscirei mai, neanche volendo, a scriverne una pagina.

Qual è il genere di romanzo che scriveresti, se ben pagato e sotto pseudonimo?

Che domande: il sentimentale.

Scherzo!

Direi l’unico che so scrivere: il thriller.

O l’horror.

Non credo riuscirei a discostarmi molto dai miei generi preferiti, non riuscirei mai a diventare un mercenario della scrittura.

O forse sì, ma dipende da quant’è l’assegno.

Qual è il genere che vorresti scrivere, ma che sai non scriverai mai?

Scrivo quello che mi piace, quindi non ho una risposta da dare.

Il genere che vorrei scrivere, solitamente, lo scrivo.

Qual è stato il testo più strano che hai scritto finora?

Un racconto horror intitolato L’altro, che non proporrò mai a nessun editore perché talmente deviante e dissacrante, che potrei venir accusato di qualunque cosa.

Un tuo personaggio che hai odiato?

Non sono mai riuscito a odiarne nessuno, neanche tra i più cattivi.

Se loro sono in un certo modo, è perché io li ho voluti in quel modo, e quindi non posso colpevolizzarli per i loro pensieri o le loro azioni.

Odiare loro sarebbe come odiare me stesso.

E ORA TOCCA A VOI

Bene, io il mio dovere l’ho fatto.

Adesso non mi resta che nominare a mia volta altri undici blog.

In verità non ne conosco così tanti, o meglio sì, ma sono talmente in alto da non aver certo bisogno della mia nomina.

Per cui ho deciso di pescare tra quelli con i quali ho comunque un certo rapporto, supportato soprattutto da un’alta stima.

E sono sette.

Ovvero:

Questi gli (s)fortunati blog che mi sento di nominare con certezza.

E ora veniamo alle domande.

LE DOMANDE DI “NERO SU BIANCO”

Essendo blog che si occupano di scrittura e gestiti nella maggior parte dei casi da scrittori, credo di non mettere in difficoltà nessuno, ponendo le seguenti domande:

  • Scrivere: una benedizione o una dannazione?
  • Come scegli l’incipit delle tue storie?
  • Se potessi sederti a un bar, in compagnia di un autore del passato, a chi offriresti un caffè?
  • E a chi, proprio, non lo offriresti?
  • Hai mai pensato di smettere di scrivere?
  • Ti offrono di fare lo scrittore/scrittirce a vita, per la metà del tuo attuale stipendio. Accetteresti? E perché?
  • Quando ci si può definire davvero scrittori?
  • Preferisci eroi o eroine?
  • Qual è il libro che avresti voluto scrivere tu?
  • Accetteresti di fare il ghost writer, ovvero scrivere libri di successo, con il nome di qualcuno che non sa nemmeno tenere una penna in mano?
  • Sei un tipo/tipa da lieto fine?

CONCLUSIONI

Ecco fatto.

Credo di non aver dimenticato niente, e se così non fosse, me ne scuso anticipatamente.

Naturalmente i blogger che ho citato sono liberissimi di declinare l’invito, ci mancherebbe, capisco benissimo la marea di impegni quotidiani.

Quindi ognuno decida in piena autonomia e libertà.

Ma se qualcuno accetterà di rispondere alle domande, sarò molto curioso di sentire le vostre risposte.

A presto!

E buon Liebster Award.

 

 

 

 

6 Comments

  • Rosanna Lia 8 ottobre 2017 at 20:37

    Grazie per aver nominato anche il mio piccolo blog, ne sono onorata! 😀

    • Nero su Bianco 8 ottobre 2017 at 20:38

      Scherzi? Te lo meriti.

  • Maria Teresa Steri 9 ottobre 2017 at 11:40

    Ciao Filippo, grazie per aver partecipato e risposto alle mie domande. Mi ha colpita quando hai detto di aver dovuto praticamente dimezzare le pagine di Ti guarderò morire, mamma mia dev’essere stata davvero un’operazione dolorosa e anche per nulla facile!

    • Nero su Bianco 9 ottobre 2017 at 11:45

      Ciao Maria Teresa e grazie a te per avermi chiamato in causa. In realtà non si è trattato solo di dimezzare, ma anche ricostruire una trama che combaciasse con quella “spezzata” e, ovviamente un nuovo finale, diverso e adeguato. È stata una delle esperienze più devastanti della mia “carriera”!!!

  • Buona lettura 9 ottobre 2017 at 14:43

    Ciao!
    Grazie mille per aver nominato il mio blog, ma fa davvero tanto piacere.
    Appena posso risponderò alle tue domande 🙂

    • Nero su Bianco 9 ottobre 2017 at 14:59

      Ma grazie a te!

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