FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ANTONIO CASORIA

Antonio Casoria

LARGO AGLI ESORDIENTI 

Ospite di Faccia a faccia con l’autore, oggi é Antonio Casoria 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Antonio, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Mi chiamo Antonio Casoria, sono nato nel 1979 in un paese chiamato Gioia del Colle e vivo a Bari.

Sono appassionato di storia del Rinascimento, di letteratura, soprattutto quella russa e Filosofia.

Purtroppo non vivo di letteratura e come i molti che sono dovuti scendere a compromessi fra le proprie aspirazioni e la realtà, cerco di ritagliarmi i giusti spazi per coltivare le mie passioni letterarie.

Parlami del tuo libro.

Il libro che ho scritto si intitola “I prigionieri del Siri” ed e’ un romanzo storico (e non di ambintazione storica, ci tengo a sottolineare la differenza).

Detto in breve, al centro del romanzo campeggiano le figure di Isabella Morra, celeberrima poetessa del Cinquecento, e del suo precettore Diomede, il quale viene richiamato al castello dal barone di Favale dopo anni di lontananza, durante i quali matura una profonda crisi interiore e religiosa maturata a seguito dalle terribile vicende belli che di cui è reduce e che lo porta ad avvicinarsi a dottrine filosofiche considerate eretiche e tali da esporlo ai pericoli della persecuzione.

La vita dei due sarà resa quanto mai difficile dalla presenza dei fratelli di Isabella, uomini oziosi e violenti incapaci di riempire il vuoto delle loro giornate se non con turpitudini e angherie.

Le vicende degli abitanti della rocca si intrecceranno con la figura del poeta soldato spagnolo Diego Sandoval de Castro che dopo aver conosciuto Isabella se ne innamorerà dando vita ad una contrastata e segreta storia d’amore, suscitando con ciò l’ostilità atavica e le trame dei Morra contro l’odiato straniero.

Sullo sfondo intrighi, conflitti, gelosie, abusi, pratiche magiche, eresie, l’ipocrisia di scaltri cultori della legge.

Nei vortici delle passioni più ancestrali e nella violenza di un mondo arcaico e guerriero, come la Basilicata del XVI secolo, la ricerca di ideali assoluti, attraverso la filosofia e la poesia, si scontrerà drammaticamente con il destino dei personaggi.

A cosa ti sei ispirato?

L’ispirazione fondamentale del romanzo sorge dal fatto di avere un legame molto forte con le terre in cui si svolgono le vicende narrate.

La Basilicata e’ una terra dal grande fascino, rappresenta le mie radici.

In un certo senso, comporre questa storia ha rappresentato un viaggio verso la scoperta di se’, ma da una prospettiva per cosi’ dire dell’ universalita’ della Storia.

Fin da ragazzo quando visitavo la rocca di Valsinni (la Favale del romanzo) decisi di scrivere un libro con protagonista la valle del Sinni e dei paesi che si affacciano si di essa.

Per quanto concerne, invece, l’ispirazione “letteraria”, l’impulso a cimentarmi in questa impresa mi è stato dato da giganti della letteratura come Tolstoj, Hugo e Dumas.

Si riferisce a fatti o episodi della tua vita, che ti hanno colpito?

ll romanzo si basa su fatti storici realmente accaduti che sono lontani della mia vita.

Quando scrivo ho bisogno di prendere le distanze da me stesso, dalla mia vita, dal mio modo di pensare, tendo a ridurmi ad uno zero.

Cio’ pero’ non significa che la mia esperienza personale sia del tutto assente, essa e’ nascosta nei particolari, nelle vite dei miei personaggi, nel modo di rappresentare il mondo del romanzo.

Perché hai scelto questo titolo?

Non e’stato facile scegliere un titolo al mio romanzo.

E’ una storia con diversi intrecci e un numero molto elevato di personaggi. Cercavo qualcosa che potesse unire tutta questa varieta’ di situazioni sotto un unico titolo.

Ho alla fine optato per “I prigionieri del Siri” in quanto metaforicamnte coglie la condizione esistenziale dei protagonisti. Tutti cercano di fuggire da quelle valli, ma nessuno di loro sarà in grado di farlo, ognuno cercherà di ribellarsi al proprio destino, ma tutti invece ne saranno travolti inesorabilmente.

La libertà che si infrange con le forze superiori del Fato è il tema che sottende tutto il romanzo ed è il tema che sconvolge le coscienze degli uomini del XVI.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale o sono frutto di fantasia?

La maggior parte dei personaggi che popolano il libro è realmente esistita, anche se pochissimo si sa di loro.

Ho quindi dovuto fare un notevole sforzo creativo e allo stesso tempo strorico, per creare personaggi realistici ma che riuscissero a parlare a noi contemporanei.

Ho cercato di evitare ingenui anacronismi e mi sono sforzato di dare loro un volto, un’anima e un carattere credibile. Le stesse regole ho seguito per i personaggi frutto della mia fantasia.

Mi sono insinuato nel cono d’ombra del mito per approfondire e indagare la realtà oscura dell’animo dei protagonisti, affiancandomi il più fedelmente possibile a ciò che la Storia ci ha tramandato.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Trattandosi di un romanzo storico ho dovuto documentarmi moltissimo.

Dalla saggistica specialistica, passando per tutta la letteratura, la filosofia, la pubblicistica religiosa del tempo.

Per poter parlare di alcuni aspetti del romanzo, in particolare a quelli relativi alle arti magiche, ho anche consultato diversi libri in latino, mai tradotti in italiano.

Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

C’è moltissimo di me in questo romanzo, il mio amore per la Filosofia, per la Storia e per la mia Terra.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Si dice che non navighi in buone acque, sinceramente non me ne sono mai occupato, anche se penso banalmente che il problema dell’editoria in Italia è che si tenda a perseguire il successo facile e immediatamente monetizzabile, così libri impegnati e corposi come il mio vengono fortemente penalizzati, dimenticando quanto lavoro, quanta fatica e quante conoscenze siano necessarie per creare un’opera che non voglia solo intrattenere ma far riflettere su temi troppo spesso dimanticati.

Tuttavia la mia passione è creare e scrivere storie, non mi occupo di aspetti editoriali.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Per pubblicare questo mio primo romanzo, mi sono rivolto ad una giovane e innovativa realtà editoriale, ovvero Bookabook, casa editrice che pubblica in crowdfounding, la quale mi ha supportato e seguito in tutte le fasi di realizzazzione dell’opera con grande competenza e professionalità.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

Per chi ama la Storia e desidera scoprire un mondo magico, una terra incantata e una storia struggente, non perdete l’occassione di acquistre un libro che vi accompagnerà nei vicoli di un borgo diroccato, in una dimensione sospesa fra mito e realtà.

Dove possiamo contattarti?

Potete acquistare il mio libro in formato cartaceo o in ebook al seguente link:
https://bookabook.it/libri/prigionieri-del-siri/

o sulla pagina facebook del romanzo:
https://www.facebook.com/iprigionieridelsiri/

E con questo, salutiamo Antonio Casoria, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente ciccando QUI.

 

 

 

Un pensiero riguardo “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ANTONIO CASORIA

Lascia un commento