FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ELENA GRILLI

Elena Grilli

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di Faccia a faccia con l’autore, questa settimana é Elena Grilli. 

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Elena, e benvenuta nel mio blog. Parlami un po’ di te.

Ciao Filippo!

Dunque, sono una quarantaquattrenne marchigiana, con una vita molto comune, di professione psicologa e di passione scrittrice.

Sopravvivono a me solo coloro che si sanno adattare e sanno cavarsela anche senza le mie cure, perché quando scrivo non ce n’è per nessuno: la mia famiglia che sa quando lasciarmi in pace e le mie piante grasse che sopportano senza lamenti lunghi periodi di siccità.

Sono cresciuta in campagna e credo che da lì si sia sviluppata la mia rusticana tendenza alla solitudine creativa.

Ottimo, cercherò allora di non farti arrabbiare. Facciamo così: parlami del tuo libro.

“Come il mare ad occhi chiusi” è un giallo psicologico, con qualche elemento thriller ma non troppo.

È stato pubblicato nel 2016 con la casa editrice EEE e quest’anno ha vinto il primo premio nel concorso nazionale “Giallo indipendente”, conferito all’interno di una delle iniziative del Salone OFF del Libro di Torino.

Una grande soddisfazione.

Gli elementi della storia sono l’omicidio di un barista, un codice misterioso, un’aspirante suicida, strane conoscenze in una chat, un indovinello impossibile, il tutto in un intreccio da perdere la testa.

E io che l’ho letto, come ben sai, posso confermare che ne sono rimasto entusiasta. A cosa ti sei ispirata?

A darmi ispirazione sono state le letture che ho più amato.

Si dice che noi scrittori scriviamo il tipo di libro che vorremmo leggere, ed è così. Io sono sempre andata matta per quel filone del giallo/thriller/spy story i cui protagonisti sono persone comuni implicate per motivi vari in un casino più grande di loro e contro ogni aspettativa se la cavano.

Hai presente “Intrigo internazionale” di Hitchcock? Quella roba lì.

Ho passato la mia adolescenza su Agatha Christie e ancora più dell’antipatico Poirot ho amato personaggi come Tommy e Tuppence (In due s’indaga meglio).

Trovo i detective dilettanti non solo più simpatici, ma anche personaggi in cui è più facile immedesimarsi, rispetto ai super-poliziotti super-tecnologici e ai profiler semi-veggenti, che stanno popolando librerie e spazi televisivi.

Questi ultimi mi annoiano a morte.

“Come il mare a occhi chiusi” si riferisce a fatti o episodi della tua vita, che ti hanno colpita?

No, è tutto inventato.

Un bello sforzo per me, che tutto sommato non ho molta immaginazione.

Non hai immaginazione? Stai scherzando, vero? E dimmi: perché hai scelto questo titolo?

Non mi ricordo come sia venuto il titolo, lo giuro.

Per darti una risposta sensata dovrei inventarmela ora, magari qualcosa che abbia a che fare con il ruolo del mare nella storia… ma decido di essere onesta: non me lo ricordo.

Forse non sono io ad aver scelto il titolo, ma lui ad aver scelto me…

Per scriverlo, hai avuto bisogno di approfondimenti particolari?

Non molto.

Come ti dicevo, il bello della storia sta proprio nel dilettantismo dei personaggi che cercano di sfangarsela meglio che possono con la loro intelligenza e le risorse limitate che hanno a disposizione.

Perciò niente tecnologie avanzate, niente tecniche investigative sopraffine, niente innovative analisi di laboratorio per incastrare l’assassino.

Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

La protagonista è una giovane psicologa e io faccio la psicologa.

Vive la sua avventura in una zona di Ancona dove ho abitato per anni.

Il codice misterioso è ispirato al codice Malossi, usato dai sordociechi, e io in passato ho lavorato per la Lega del Filo d’Oro.

Fai tu…

In effetti mi viene in mente qualcuno… e quanto c’è, di te, nel tuo libro?

C’è tutta me.

Delle amiche giurano che leggendo era divertente per loro ritrovare aspetti di me che loro conoscevano benissimo.

D’altra parte, quando si scrive si scrive sempre di sé, non si fugge.

Al massimo puoi depistare, confondere, mascherare, renderti meno riconoscibile possibile, ma non più di tanto.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Le mie esperienze sono state abbastanza negative, nel complesso, da sviluppare una sana diffidenza.

Prima di approdare alla EEE, sono entrata in contatto con varie case editrici che nella migliore delle ipotesi non rispondevano proprio, nemmeno per dire “abbiamo ricevuto il suo manoscritto, grazie”.

Nella peggiore delle ipotesi mi proponevano una pubblicazione del libro a mie spese (e che spese!).

In questo mare insidioso (vedi come ritorna, il mare?), la EEE ha rappresentato una piccola isola di onestà intellettuale e non solo.

Lo so, visto che anch’io ho dei libri pubblici con loro. Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo a comprare il tuo libro?

Vuoi uno slogan? Eccolo: “Keep calm e usa il cervello”.

Credo che il valore aggiunto del mio libro risieda nella sua originalità e nella sua logica serrata.

Non imita nessun altro.

Rispetto ai thriller che vanno per la maggiore, ha un percorso e uno sviluppo tutto suo, con un finale da lasciare a bocca spalancata.

È consigliato a chi ama gli enigmi logici più che l’azione cruenta.

Confermo una per una tutte le tue parole. Ora vuoi lasciare un messaggio agli utenti del blog?

Che siano scrittori esordienti o lettori o entrambe le cose, consiglio di cercare storie (sia da leggere che da raccontare) nuove, originali, non prodotte con lo stampino.

A volte vanno cercate nelle produzioni delle piccole case editrici indipendenti e coraggiose, mentre le grandi CE, per una logica di profitto, tendono a percorrere fino all’esaurimento strade sicure ma già battute più e più volte, fino all’omologazione totale.

Perciò: Keep calm and buy original.

Dove possiamo contattarti?

Potete venire a trovarmi sul mio piccolo blog www.lecongetturedidalia.it, dove è possibile leggere articoli e racconti, avere notizie sulle mie future pubblicazioni e scrivermi, se si vuole.

Hai in cantiere un altro romanzo?

Sto alle battute finali della stesura del mio secondo romanzo, che, se l’editore non deciderà diversamente, si intitolerà “Il cerchio delle donne”.

Sarà ancora una volta un giallo, ma rispetto al primo metterà maggiormente in rilievo la psicologia e le vicende umane di un gruppo di donne.

L’enigma ci sarà sempre, però. Ancora una volta con un finale choc.

E con questo, salutiamo Elena Grilli, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente ciccando QUI.

 

Un pensiero riguardo “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ELENA GRILLI

  1. Interessante. La categoria del giallo che esce un poco fuori dagli schemi piace anche a me e se avrò abbastanza tempo libero farò un salto al blog. Buon proseguimento di carriera.

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