FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: GIORGIA SPURIO

Giorgia Spurio

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di Faccia a faccia con l’autore, questa settimana é Giorgia Spurio. 

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Giorgia, e benvenuta nel mio blog. Parlami di te.

Ciao Filippo, innanzitutto vorrei ringraziarti.

Chi è Giorgia Spurio? Una ragazza ormai arrivata agli “enta”.

Amo la letteratura e grazie alle lettura mi sono avvicinata alla scrittura fin da giovanissima. Sono musicista e lavoro come educatrice in progetti scolastici, collaborando con la Cooperativa Sociale Il Melograno e le ACLI di Ascoli Piceno.

Il mio lavoro è molto importante, in particolare il contatto con il mondo dei bambini che ha ispirato alcune mie opere tra cui racconti e fiabe, ma soprattutto i libri di poesie “Le ninne nanne degli Šar” e “L’orecchio delle dèe”.

Be’, davvero complimenti da parte di uno che è entrato ormai negli “anta”. Vuoi parlarmi dei tuoi libri? 

A Marzo sono usciti i miei ultimi due libri: il mio primo romanzo e una silloge.

Il romanzo “L’inverno in giardino”, edito da Edizioni Montag, è un breve romance storico. Si tratta della mia prima sperimentazione per quanto riguarda la narrativa romanziera.

L’ho scritto un po’ di anni fa e dopo aver già vinto o esser stata segnalata in alcuni concorsi, l’anno scorso si è classificato secondo al Premio Le Fenici grazie al quale è stato pubblicato.

Il romanzo è ambientato nell’anno 1866, durante la Terza Guerra d’Indipendenza in Italia. Protagonisti sono una famiglia italiana, una giovane donna e un tenente dell’esercito. Arianna ama la libertà, la scienza e la medicina. Sullo sfondo di un’Italia in conflitto tra gli ideali garibaldini, sboccia l’amore tra la giovanissima Arianna e il tenente Filippo, un amore però contrastato in particolare dalla madre di lei. Con lo scoppio della guerra il destino di ognuno cambierà tra inganni, paure, segreti.

Invece la raccolta di poesie “L’orecchio delle dèe”, edita dalla Macabor Editore, nasce dall’esigenza di dare voce alle problematiche del nostro tempo attraverso simboli e figure mitologiche che l’antichità ci presta.

Essa si trasforma in un diario che raccoglie confidenze e silenzi.

Si parla della difficile situazione che vivono ogni giorno le donne, soprattutto le madri, in alcune zone del mondo. Altrettanto difficile è la sorte dei bambini. Cerco di esprimere il dolore e la speranza di chi trova il coraggio di fuggire da guerra e fame intraprendendo il duro e drammatico viaggio della traversata del Mediterraneo.

Inoltre denuncio le violenze e le mutilazioni subite dalle donne, ciò purtroppo avviene anche qui in Italia pensando agli abusi e allo sfregio con l’acido.

Scelgo di dar voce a queste donne attraverso i miei versi.

Un tema davvero importante, che ti fa onore. E a cosa ti sei ispirata?

Per quanto riguarda il romanzo “L’inverno in giardino”, questo è nato grazie alla figura di Anita Garibaldi, che io adoro.

Una donna bella, intelligente, caparbia, ribelle e forte. Una donna che credeva nei propri ideali di libertà e per cui si è sacrificata.

Rubo alcuni dei suoi aspetti, facendoli “indossare” alla mia protagonista Arianna, giovane nobildonna a cui piace andare a cavallo, studiare medicina e sporcarsi con la terra del suo adorato giardino. Preferisce nutrire la propria curiosità e studiare gli insetti piuttosto che frequentare salotti o feste.

Siamo nel periodo del Risorgimento, l’Italia sta per conseguire la propria Unità, è un periodo gravido di cambiamenti, anche per le donne che da sempre combattono per la propria emancipazione e sono protagoniste delle battaglie a fianco degli uomini. Battaglie da combattere anche all’interno della propria famiglia, come nel libro dove si scontrano due donne, madre e figlia, la prima che persegue principi conservatori a differenza della seconda che è per la libertà e il pari diritto.

Per quanto riguarda le poesie spesso trovo ispirazione dal mondo stesso.

Uno sguardo si può fondere a una filosofia nascendo il verso. In particolare uso la poesia per la denuncia sociale. Le guerre di oggi, i continui sbarchi, la notizia di persone disperate che tentano di attraversare il Mediterraneo pur sapendo che possano incontrare morte certa, vedere il volto di donne e bambini che fuggono nell’inseguire una speranza, tutto ciò mi porta a pensare e scuote in me qualcosa.

Mi porta il bisogno di far loro un ritratto e farlo conoscere.

Inoltre la passione per la Mitologia ha fatto in modo che fondessi Mito e Realtà per portare alla luce “L’orecchio delle dèe”. È il mare il vero protagonista delle poesie, è il dio Poseidone a burlarsi della vita altrui, è l’amore divenuto odio tra la dèa della Luna e il dio della Morte, Ade.

Quest’ultimo mito è da me inventato e segue la linea di tutta la raccolta intrecciandosi a miti greci conosciuti.

Perché hai scelto questi titoli?

“L’inverno in giardino” si riferisce al giardino di cui si prende cura Arianna, la protagonista del romanzo.

Lei fugge dalla rigidità dettata dai canoni e trova rifugio nella natura. Si stende sul prato con libri e fogli per studiare e disegnare.

Il significato del titolo non è solo concreto ma anche allegorico, con “inverno” intendo la guerra che gela ogni cosa e ogni decisione, porta la vita a bloccarsi, a sospendere promesse e programmi. La guerra cambia i punti di vista, incute paura e dubbi, cambia l’animo delle persone.

Anche se si combatte per un ideale, giusto o sbagliato che sia, la guerra può avere su di noi un’influenza inimmaginabile provocando cambiamento sia fisico sia psichico.

Oltre a citare divinità e figure mitologiche, “L’orecchio delle dèe” si riferisce alle donne.

Ogni donna è una dèa che merita stima e ammirazione.

Gli uomini che scelgono di seguire il dio denaro o il dio del potere, il dio della violenza, devono esser consapevoli che avranno come premio solo un pugno di cenere. Ognuno di noi porta dentro una piccola divinità che va fatta crescere sull’educazione del rispetto per se stessi e il prossimo.

Le dèe che nomino sono anche le piccole conchiglie del mare che nel loro silenzio tutto sanno. Conoscono perché tacite ascoltano. Sanno la storia, ascoltano le preghiere, le sofferenze, vedono i viaggi per cui si combatte, il viaggio di una madre che protegge il suo bambino, il viaggio di una madre che perde il suo bambino, il viaggio di una sposa-bambina.

Certo che riesci davvero a incuriosire. Per scrivere i tuoi libri hai avuto bisogno di approfondimenti?

Ogni cosa che scrivo ha bisogno almeno di un minimo di documentazione.

“L’inverno in giardino” è un romanzo storico, per cui ho dovuto documentarmi sul periodo del Risorgimento, non solo per quanto riguarda gli eventi storici ma anche la moda, gli arredamenti, gli stili di vita.

Mi interessava anche approfondire l’aspetto economico e degli affari di quel periodo con la nascita della ferrovia e il mercato del ferro.

E poi ovviamente mi sono soffermata in particolare sulla terza guerra d’indipendenza in Italia scoppiata nel 1866 e i rapporti di tensione creatisi tra il Regno d’Italia e l’Impero Austriaco.

Per “L’orecchio delle dèe” ho inserito alcune note alla fine del libro riguardanti le figure mitologiche che cito e di cui ho dovuto “rispolverare” la mia curiosità. Riporto inoltre alcuni fatti che sono accaduti recentemente nel Mediterraneo e nei paesi colpiti dalla guerra come la Siria.

Ho visto reportage e letto testimonianze per poter descrivere al meglio, facendo parlare direttamente i protagonisti delle tragedie senza aggiungere altro, senza giudizio.

Quanto c’è, di te, nei tuoi libri?

Ciò che scrivi e prende forma su carta grazie all’inchiostro è qualcosa che comunque partorisci, fa parte di te.

Se scelgo di parlare di alcuni temi è perché mi piacerebbe che le persone si avvicinassero a quei temi e ne discutessero. Sicuramente nel romanzo si può notare la mia meraviglia e il mio amore per la natura, il mio spirito contrario alla guerra per quanto ammirassi donne come Anita Garibaldi che ha combattuto per la libertà contro i regimi.

Nel romanzo, anche se sottile, si parla delle differenze e dello stereotipo subiti dalle donne e addirittura accettati da alcune di loro. Voglio far riflettere sui diritti che devono essere uguali per tutti senza discriminazione di genere.

Nelle poesie c’è il mio spirito legato alla sensibilità e all’empatia, alla mia immaginazione con la quale mi calo nei panni di qualcun altro.

Cerco di immedesimarmi nelle persone, in particolare di dare voce ai diversi punti di vista e soprattutto quello dei bambini. Loro ci descrivono le cose così come sono, in modo semplice, senza caricature, la loro ingenuità è così attenta e tagliente che può smontare ogni certezza degli adulti.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Al giorno d’oggi non è semplice essere editori soprattutto in Italia.

Forse alcune case editrici fanno l’errore di non credere negli scrittori emergenti, ma è anche vero che devono fare i conti con le proprie entrate e il bilancio economico, così non se la sentono di rischiare.

Altre case editrici accettano di pubblicare nuovi autori ma purtroppo con l’errore di chiedere un contributo senza seguire poi la promozione, con la conseguenza di demotivare l’autore e di svalutare il proprio lavoro.

Penso che gli editori debbano innanzitutto avere una chiara linea editoriale e culturale per poi seguirla attentamente e con la quale poter dare spazio agli scrittori da loro ritenuti meritevoli, credendo in loro e dando modo di farli conoscere, anche con piccoli spazi nelle librerie.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Al momento ho diverse pubblicazioni, soprattutto libri di poesie che sono stati dati alla luce grazie a premi letterari.

Ho provato a partecipare a concorsi che promettevano la pubblicazione attraverso un accordo con alcuni editori che hanno scelto di puntare sulle novità. Grazie al premio Le Fenici ho conosciuto le Edizioni Montag con le quali il mio primo romanzo, “L’inverno in giardino”, può esser letto e condiviso.

È molto interessante e innovativo il loro modo di promuovere i libri e i nuovi autori attraverso internet e soprattutto per mezzo dei social.

Grazie al Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata ho conosciuto l’editore della Macabor, che prima di tutto è scrittore, e crede nelle capacità degli autori emergenti.

Probabilmente è una mosca bianca, ma la sua giovane casa editrice già vanta diverse penne di valore.

È molto attento e meticoloso in ogni sua pubblicazione, ma soprattutto dà l’opportunità allo scrittore di seguire attivamente tutte le sue fasi, non solo per la correzione bozze. Lo scrittore è consultato per la scelta di ogni dettaglio. L’editore è attento alla promozione dei suoi libri inviandolo a biblioteche, università, librerie, riviste e giornali.

Pubblica non solo narrativa ma anche poesia.

Purtroppo, per quanto possa sembrare un paradosso rispetto al nostro passato culturale, nel campo editoriale italiano la poesia viene sempre più svalutata e viene letta sempre meno.

Sono pochi gli editori che puntano sulla poesia e decidono di reinventarla e di riproporla al passo con i tempi. Così con la Macabor è nata la silloge “L’orecchio delle dèe”, ma è già in cantiere un libro di fiabe.

Con quale slogan ti rivolgersi al pubblico per convincerlo a comprare il tuo libro?

Non uso slogan, preferisco citare un estratto dei libri:

“Io avevo da poco compiuto dodici anni. Stavo scappando dall’asprezza della mia governante che voleva obbligarmi ad imparare l’arte del ricamo. Fuggivo per nascondermi in libreria e continuare la conoscenza di Linneo. Lì, trovai inaspettatamente lui, Filippo. Quando arrivò, era una lugubre giornata d’autunno. I miei genitori andarono in città per commissioni, lasciando noi bambini con l’antipatica Ofelia, un nome meraviglioso, sicuramente di shakespeariana ispirazione, ma che non le si addiceva. Ofelia si rifiutò di cercarmi per la casa, ed io potei intrufolarmi nella libreria senza problemi. Filippo mi fulminò con lo sguardo. Fece cenno di stare in silenzio con il dito indice. Lo scrutavo senza dire niente. Guardai il libro che aveva in mano: Systema Naturae. – Linneo classifica gli organismi in specie e generi – affermai indicando il volume. Filippo rimase in silenzio e con aria interrogativa. Non lo stava leggendo, neanche sapeva che libro avesse tra le mani. Guardò la copertina e lesse ad alta voce. Gli raccontai tutti i libri che avevo letto e di quelli che avevo intenzione di interiorizzare. Ogni libro inesorabilmente entrava a far parte della mia vita.” (Tratto da “L’inverno in giardino”).

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Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato un po’ di attenzione e tutti coloro che saranno incuriositi dai miei libri.

Dove possiamo contattarti?

Potete trovarmi su Facebook dove ho una pagina e sul mio profilo Twitter, oltre che su Linkedin.

Inoltre ho dei racconti e delle poesie sul web: sul sito di Scrivere.info, sul sito di Spillwords dove pubblico soprattutto poesie in inglese, su Aphorism.it, su “Il Simposio della Poesia” che si sta interessando di un bel progetto “Giovane poesia contemporanea”.
FB: https://www.facebook.com/GiorgiaSpurioScrittrice/
Twitter: https://twitter.com/SpurioGiorgia.

E con questo, salutiamo Giorgia Spurio, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente ciccando QUI.

 

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