FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ANDREA PASQUALE

Andrea Pasquale

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di Faccia a faccia con l’autore, oggi é Andrea Pasquale 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Andrea, e benvenuto nel mio blog. Parlami un po’ di te.

Ciao Filippo!

Dunque, sono nato a Campobasso, capoluogo del Molise, terra che ultimamente ha sollevato parecchi dubbi circa la sua stessa esistenza. Fidatevi, il Molise esiste e lotta insieme a noi!

Sono ivi cresciuto, ma, avendo in famiglia una consistente parte di sangue cesenate, ho anche bazzicato la Romagna a più riprese.

Dopo gli studi classici, ho studiato Relazioni Internazionali dapprima a Forlì e poi a Roma, per poi incappare in dieci mesi di Erasmus in Spagna che mi hanno cambiato la vita e che hanno fatto sì che andassi in giro per il mondo a scrivere le più belle pagine della mia vita.

Dopo aver studiato e lavorato in Spagna, Francia, Uruguay e Argentina, Scozia, Belgio e Giappone, sono finito in Cina dove tuttora vivo e lavoro come insegnante di italiano, spagnolo e inglese.

Caspita, un bel giramondo. Complimenti a te. Allora parlami del tuo libro.

“Le tribolazioni di un italiano in Cina” racconta la vera storia di quando sbarcai all’aeroporto di Pechino, da solo e senza sapere una parola di cinese, per inseguire le seducenti promesse di uno stage che sulla carta si prospettava allettante.

In realtà, mi sarei ben presto ritrovato in una truffa colossale ai danni delle università italiane e cinesi, e sarei stato mio malgrado coinvolto in ogni sorta di situazione surreale ai limiti dell’umana sopportazione.

Il libro narra di quegli avvenimenti, ma anche e soprattutto della parte meno oscura e meno turistica della Cina, quella delle persone semplici e curiose nei confronti dell’occidentale, quella di gente disposta ad aiutare senza chiedere nulla in cambio.

Nel fare questo, il libro non si tira indietro di fronte a una bonaria presa in giro di usi e costumi che a noi sembrano incomprensibili.

E io che l’ho letto e recensito, ammetto di averlo trovato divertentissimo. Quindi ti sei ispirato alla tua vita?

Ogni volta che raccontavo a voce la storia dei miei primi tre mesi in Cina, la gente mi pregava di metterla su carta.

È una cosa che si dice sempre, no? “Dovresti scriverci un libro”.

Di certo non si sarebbero aspettati che lo avrei fatto davvero.

Domanda a questo punto inutile: si riferisce a fatti o episodi che ti hanno colpito?

Come già precedentemente detto, sì.

I fatti narrati nel libro sono reali al 100% e ho deciso di raccontarli sia perché si tratta di una storia talmente assurda da essere oggettivamente divertente sia per smontare il falso mito di chi emigra all’estero e riesce a far fortuna con un semplice schiocco delle dita.

Perché hai scelto questo titolo?

Il titolo è un omaggio a “Le tribolazioni di un cinese in Cina” di Jules Verne, uno dei miei autori preferiti in assoluto.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Il libro narra di una mia esperienza personale, quindi no.

Tuttavia, nonostante il mio libro cerchi di distaccarsene e di offrire una chiave di lettura diversa e basata sull’ironia e sull’umorismo, ho letto tantissima letteratura da viaggio per affinare le mie doti descrittive.

Spero che il risultato sia soddisfacente.

Il risultato è esilarante. Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale o sono frutto di fantasia?

I personaggi, quelli positivi e purtroppo anche quelli negativi, sono tutti reali.

Ho solo usato pseudonimi al posto dei loro nomi veri, altrimenti il mio editore era già pronto con il cappio al collo ad appendersi al lampadario di casa.

Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Il libro è scritto da un punto di vista soggettivo, quindi c’è praticamente tutto di me.

Le reazioni sono autentiche, ed è per questo che alle volte il romanzo ricorre all’imprecazione dialettale o al commento politicamente scorretto.

Analizzando il mio comportamento alla fine del libro, qualcuno mi ha definito “molto coraggioso”, qualcun altro “un pazzo incosciente”. Deciderete voi a quale categoria appartengo.

Probabilmente hanno ragione i secondi, ma non spargete la voce in giro.

Posso? Io ti definirei un “pazzo coraggioso”. Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Ho pubblicato solo un libro, quindi non sono ancora esperto di questo mondo.

Tuttavia ciò che ho visto non mi è piaciuto: editori che chiedono cifre improponibili e vergognose, altri che non conoscono le basi della letteratura, altri ancora che hanno studiato la grammatica da Aldo Biscardi e molti parolieri e saltimbanchi.

Alcuni contratti che ho ricevuto hanno provocato lo sdegno di amici avvocati e giuristi, roba al limite del ridicolo.

Quando poi provi a far notare queste loro deficienze, scatta la loro frase preferita, ce l’hanno salvata sul cellulare come risposta predefinita: “Lei è il primo che si lamenta di questa cosa, nessuno si è mai lamentato di noi, qui siamo come una famiglia”.

Scusate se mi sono lamentato del fatto che per pubblicare il mio libro mi avete chiesto di mettere un pozzo all’interno del mio conto bancario.

Non lo faccio più.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Solo questa con “Le tribolazioni di un italiano in Cina”, della quale non mi posso (troppo) lamentare.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

Una recensione ha definito il mio libro “un ottimo compagno di viaggio”.

Ecco, “Le tribolazioni di un italiano in Cina” è un divertente e ironico compagno di viaggio che dà nuova linfa al concetto di “tanto c’è chi sta sempre peggio di te”.

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In un’epoca di oscurantismo come quella che stiamo vivendo, il messaggio del libro è quello di non smettere di viaggiare e di scoprire, da giovani come da adulti.

Il viaggio è uno dei modi migliori con cui possiamo comprendere ed accettare culture così diverse dalla nostra come quella cinese, senza pregiudizi e senza chiudersi nel proprio guscio e nel proprio quartiere o città.

In questo modo possiamo vivere storie incredibili, incontrare persone meravigliose e scendere dal nostro piedistallo poiché in fondo non siamo il centro dell’universo, ma solo uomini di passaggio in un’infinitesimale porzioncina di mondo.

Dove possiamo contattarti?

Sulla mia pagina Facebook: https://www.facebook.com/TribolazioniItalianoCina/ ,
vi aspetto!

E con questo, salutiamo Andrea Pasquale, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente ciccando QUI.

 

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