FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: VINCENZO CARRIERO

Vincenzo Carriero

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Vincenzo Carriero.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Vincenzo, e benvenuto nel mio blog. Parlami un po’ di te.

Ciao Filippo,

mi chiamo Vincenzo Carriero, napoletano, sposato, una figlia e un cane maltese a carico.

Vegetariano ma non troppo, diffido degli uomini in giacca e cravatta, delle mani lisce come le chiappe di un bimbo e dei sorrisi sardonici dei direttori di banca.

Auspico un mondo anarchico, senza barriere, libero dai legacci del capitalismo.

Scrivere mi ha cambiato la vita, forse mi ha finanche salvato.

In poche parole hai descritto un mondo in cui, pensa un po’, mi riconosco anch’io, tranne che nel vegetariano. Vuoi parlami dei tuoi libri?

Certo.

Ho scritto tre romanzi, due dei quali pubblicati.

Il primo, ” Una giornata bestiale” che hai appena letto, è forse quello a cui tengo di più. È il mio romanzo di formazione, il mio manifesto, grezzo, rude, vero, abbastanza irriverente.

“Una giornata bestiale” è il mio grido di dolore, un modo come un altro per esorcizzare il mio disagio.

Scriverlo è stato terapeutico e mi ha aiutato a superare un brutto momento.

E a cosa ti sei ispirato?

L’ho scritto di getto dopo aver letto “Pulp”, il romanzo più bello del mio caro “amico” Hank.

Bukowski per me è un maestro, l’ago della bussola, lo scrittore che ha più inciso sulla mia formazione e sulla mia esistenza.

Mi piace pensare a lui come un fratello maggiore, mi piace la sua profonda leggerezza.

Hank sa essere stronzo, sensibile, disgustoso e terribilmente vero al tempo stesso. Spero di arrivare al suo livello, un giorno.

So che è, e forse rimarrà, un sogno.

Si riferisce a fatti o episodi che ti hanno colpito?

Il romanzo è parzialmente biografico.

C’è molto della mia vita, delle mie esperienze, soprattutto quelle brutte.

In “Una giornata bestiale” c’è tutto il mio disagio esistenziale, la mia fatica di vivere, la mia voglia di essere libero. “Una giornata bestiale” è un romanzo assurdo, come assurde sono certe convenzioni che dettano il ritmo della nostra vita.

La burocrazia, per esempio, un odioso legaccio che ti ruba tempo, energie, entusiasmo. Come la finanza, che ti rende schiavo del debito. Come Equitalia, il braccio armato di uno stato che prima ti mette in crisi poi ti divora come un enorme ragno peloso.

Io ho vissuto tutto questo, sono stato ricco, povero in canna, ho comprato una barca e non ho avuto i soldi per sfamare mia figlia. Io ho provato tutto , posso parlare di tutto.

Ho visto cose brutte, ne ho sentito il graffio sulla pelle.

Però ho anche dato morsi a frutti succulenti e goduto come un riccio. Ho quarant’anni e a volte me ne sento cento.

In sintesi, “Una giornata bestiale” è il mio viaggio che ancora non si è concluso.

Sai, è capitato pure di volerla fare finita.

Mi ha salvato l’amore, come un’ancora per una nave in balia della tempesta. Mi ha salvato mia figlia, poi mia moglie, che mi ha messo in mano un pezzo di carta e una penna.

Accidenti, Vincenzo, tanto di cappello. Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

No, nessun approfondimento, ho solo studiato le persone, ne ho fissato i vizi, i difetti, li ho amplificati e fatti miei.

Del resto io mi descrivo sempre come uno scrittore ignorante perché voglio essere immediato e semplice per arrivare alla gente.

Perché hai scelto questo titolo?

Il romanzo si svolge in un arco temporale ridotto, 24 ore o poco più.

Una storia breve, condensata nell’arco di una giornata folle, impossibile, in cui posso riassumere tutta la mia vita.

Ho sempre considerato la mia vita un breve attimo. Ho sempre creduto, e avuto paura, di non poter e voler vivere abbastanza.

Ecco, “Una giornata bestiale” è il sunto perfetto della mia esistenza fatta di sconfitte dolorose e clamorosi colpi di culo a effetto.

Non poteva chiamarsi altrimenti questo libro.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Che tu ci creda o no, i personaggi sono tutti reali, anche i più assurdi.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Qui tocchiamo un tasto dolente.

Io sono uno scrittore sommerso, sconosciuto.

Mi sono avvicinato a questo universo in punta di piedi, sperimentando e commettendo errori. Però sono uno che impara in fretta.

Una cosa che ho imparato è che l’editoria è un mondo difficile, pieno di insidie, specialmente per un autore alle prime armi. Credo che si debba investire di più sulle storie, meno sui personaggi.

Se in libreria vedo decine di libri “scritti” da “famosissimi” youtubers mi incazzo come una bestia. Dove sono finiti i contenuti?

L’editore è un missionario, ha un compito socialmente rilevante. Non può essere tutto ridotto a mero business.

Credo che chi voglia fare questo mestiere debba ritrovare il coraggio di scommettere sull’entusiasmo.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Sono alla seconda pubblicazione.

Ci tengo a dire che ho pubblicato con due editori free.

Piccole realtà indipendenti, ognuna coi sui pregi e difetti. Ho conosciuto editors, agenti, altri scrittori o aspiranti tali.

Posso dire che quello dell’editoria è un mondo pieno di sogni.

Molti dei quali irrealizzabili.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

“Accattatavillo ca tengo bisogno” – Traduzione : “Compratelo che ho bisogno”.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Io agli utenti del blog vorrei stringere la mano, ad uno ad uno.

Per la pazienza di aver letto questa intervista, per ringraziarli anticipatamente se hanno acquistato una copia del libro (o se vorranno farlo in futuro) o solo per discutere di cose futili, tipo:

vi piace di più la pizza fritta o la sfogliatella?

A proposito, se venite a Napoli fate un fischio. Caffè pagato per tutti.

Guarda che ti prendo in parola. E dove possiamo contattarti?

Mi piacerebbe che mi aiutaste a far crescere la mia pagina facebook: www.facebook.com/vikisdead/ è il mio spazio folle.

Ci scrivo di tutto.

Se volete acquistare una copia del libro, magari con una dedica speciale: www.vincenzocarriero.netsons.org. Ci trovate anche un po’ di racconti e poesie. Vi voglio bene assaje

E con questo, salutiamo Vincenzo Carriero, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a Faccia a faccia con l’autore, può contattarmi direttamente ciccando QUI.

 

 

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