FACCIA FACCIA CON L’AUTORE: ANDREA FRATTALI

Andrea Frattali

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Andrea Frattali.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Andrea, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te, intanto.

Ciao Filippo!

Mi chiamo Andrea, ho 30 anni e per sopravvivere faccio lo specialista di rete: mi occupo di reti internet e telefoniche.

La mia seconda occupazione è la scrittura.

Sono passato attraverso la musica, il cabaret e il teatro. Alla fine, ho capito quale era il filo conduttore di tutte le arti in cui mi cimentavo (e mi cimento tuttora, anche se con minor frequenza), ovvero la voglia di raccontare storie.

Interessante. Adesso vorrei che mi parlassi del tuo libro.

Si tratta di una raccolta di racconti grotteschi e surreali.

Storie di follia e inquietudine, che mi sono state dettate dall’Inquilino, l’entità che abita la parte oscura della nostra mente, quella vocina che abita nella nostra testa e sussurra in continuazione pensieri tenebrosi, pericolosi, a volte deliranti.

A occhio e croce, direi che il mio inquilino andrebbe molto d’accordo con il tuo. E a cosa ti sei ispirato?

Il mio primo amore e maestro indiscusso è stato Edgar Allan Poe.

Mi incanta la sua capacità di prenderti alla gola dopo poche pagine e chiudere in maniera impeccabile, spesso sorprendente, il breve ciclo narrativo.

I suoi racconti sono pillole da inghiottire una dopo l’altra, anche se fanno male.

Così vorrei che fossero i miei racconti: il primo episodio ti disturba, ma senti il bisogno di leggere il secondo.

E così via fino all’ultimo.

Direi che la premessa è ottima. Il libro si riferisce a episodi della tua vita, che ti hanno colpito?

Questi racconti sono versioni esagerate, grottesche e romanzate dei miei pensieri adolescenziali.

Ogni racconto è nato da una scintilla di oscurità, una piccola e inquietante riflessione fatta durante il periodo più turbolento della mia vita.

In quel periodo è nato il mio Inquilino, che ha preso questi pensieri e ci ha creato intorno delle storie, come uno sceneggiatore.

Poi me le ha raccontate, ed io ho scritto.

E per scrivere hai avuto bisogno di approfondimenti?

Questo libro è stato scritto “di pancia”: ho semplicemente tradotto in parole le immagini che mi attraversavano la mente.

Questo mi ha portato a volte a dei veri e propri atti di incoscienza, scrivendo di luoghi e tempi che in realtà non ho mai vissuto e di cui non ho mai veramente approfondito la conoscenza.

Perché hai scelto questo titolo?

Ho scelto un titolo semplice.

Niente di ricercato.

Il messaggio del titolo è elementare: questo è quello che stai per leggere.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale o sono frutto di fantasia?

I personaggi sono tutti frutto della mia fantasia, ma in molti di essi c’è qualcosa di me, anche un particolare apparentemente insignificante.

Del resto, penso che quasi tutti gli scrittori partano da un particolare di loro stessi per creare i personaggi, che solo successivamente prenderanno la loro strada indipendente.

Nel mio caso, i personaggi di questi racconti sono le incarnazioni dei miei pensieri confusi.

Quindi quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Ci sono varie versioni di me, in questo libro.

C’è il me attuale, il me che vorrei essere in futuro, il me che vorrei essere stato in passato, il me che non vorrei essere ma che ho paura di diventare.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Sono entrato in contatto con il mondo dell’editoria solo quest’anno.

Se parliamo di narrativa e poesia, di scrittura creativa, credo che la situazione sia agghiacciante, come in tutto il mondo dell’Arte.

Vedo negli scaffali delle librerie opere scontate, che parlano della stessa cosa nello stesso modo. E la cosa più grottesca è che ognuno di questi libri viene avvolto da una fascetta gialla con su scritto “il libro dell’anno”.

Sono tutti libri dell’anno, su quegli scaffali. Mentre fuori, nell’ombra, ci sono tante persone talentuose che creano cose interessanti, affascinanti, ma non hanno l’opportunità di esprimere la propria Arte.

E questo accade, secondo la mia umile opinione, perché in Italia novità è sinonimo di incertezza, quindi viene sempre evitata in favore delle mode passeggere o delle solite vecchie formule, trite e ritrite.

Non riesco proprio a darti torto. Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Per ora, la mia prima e unica esperienza con l’editoria non è stata così traumatica.

Quella con cui collaboro è una giovane casa editrice che, seppur con mezzi minimi, cerca di fare ogni sforzo possibile per emergere in questo oceano pieno di squali, mantenendo con i suoi autori un rapporto professionale ma anche umano.

E questo conta, perché quando fai parte di un grande editore, quasi sempre sei solamente uno dei tanti, che può essere gettato via come carta straccia al primo insuccesso.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

E’ inutile cercare di sopprimerlo. O di cacciarlo via. L’Inquilino fa parte di te.

E’ giunto il momento di ascoltarlo.

Incisivo, direi! Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Non tradite mai la vostra natura.

Che siate scrittori o lettori, ma anche semplicemente esseri umani.

Trovate un momento nella giornata per entrare nella vostra mente. Esploratela. Scoprite ogni aspetto di voi. Anche quelli che vi fanno vergognare o rabbrividire. Accettatevi.

Perché voi siete la persona che non vi lascerà mai.

Dove possiamo contattarti?

Sono abbastanza attivo sui social.

Ho un profilo Facebook (cercate “Andrea Frattali”), un profilo Instagram (andreafrattali87) e un canale Youtube (dove potete trovare il booktrailer della mia opera). Potete trovarmi anche su Skype – cercando “Andrea Frattali” oppure “andreafrattali87” – o sulla mia mail: andreafrattali87@gmail.com

E con questo, salutiamo Andrea Frattali, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

 

 

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