FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: GIUSEPPE TODARO

Giuseppe Todaro

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Giuseppe Todaro.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Giuseppe, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Ciao FIlippo,
non mi piace parlare di me, soprattutto perché non trovo mai le parole adeguate per farlo.
Sono una persona curiosa, un affamato di conoscenza, un girovago, viaggio dall’età di quattro anni, anche se al momento non ho mai varcato i confini dell’Europa, ma direi che c’è ancora tempo.
Sono un amante dell’arte in tutte le sue forme, sono un medico e soprattutto sono un autore, o almeno ci provo.

Ottimo. Allora parlami del tuo libro.

“Il demone di Praga” è un thriller gotico, un romanzo tra i due generi, anche se in realtà non possiede le caratteristiche né dell’uno né dell’altro genere.

È un romanzo che cerca di collegare i misteri e la storia della città di Praga, attraverso il racconto di Jan, un demone in continuo bilico tra umanità e istinto, amore e morte.

A cosa ti sei ispirato?

Per delineare il protagonista ho preso ispirazione dalla letteratura gotica classica, soprattutto Polidori, Stoker e Le Fanu.
Invece la storia è ispirata a diverse leggende che si tramandano da secoli a Praga, come la storia del Golem, che in realtà è accennata nel romanzo; infatti ho preferito soffermarmi su leggende meno conosciute in occidente, come quelle sulla spada di San Venceslao (che sono centrali per lo svolgimento della trama) e il canale del diavolo.

Si riferisce a fatti o episodi della tua vita, che ti hanno colpito?

No, ovviamente non c’è nulla di autobiografico, anche se mi piace sempre raccontare l’episodio che mi ha spinto a scrivere questo romanzo.
Tutto inizia, come ogni buon racconto, da un viaggio, in questo caso a Praga, uno dei più belli della mia vita.
Fatto sta che, per mia sfortuna (anche se con il senno di poi è stata una fortuna), vengo colpito da una brutta influenza.
Una notte, preso dai fumi della febbre, nel dormiveglia, vedo in un angolo della stanza un uomo affascinante, elegante, dagli occhi diabolici e demoniaci.
In quel momento è nato il mio demone.

Perché hai scelto questo titolo?

Il titolo mi è venuto spontaneamente, per quanto sia banale e semplice, ho utilizzato i nomi dei due veri protagonisti, il demone, Jan, e Praga, che con le sue stradine scure e fiabesche, con le sue case colorate e con le sue torri misteriose è visceralmente presente nel romanzo.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Assolutamente sì.

Certo, la ricerca maggiore l’ho fatta prima di partire per Praga, quindi ancora prima di pensare a scrivere il romanzo.

Ovviamente dopo ho dovuto approfondire ancora di più, soprattutto sulla vita di alcuni personaggi realmente esistiti che diventano fondamentali nel romanzo.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Come dicevo, ho utilizzato diversi personaggi realmente esistiti, considerando soprattutto che il romanzo percorre quattro secoli di storia.

Infatti sono tanti i personaggi citati, da Giordano Bruno a Hitler e cinque diventano personaggi principali: Tycho Brahe, astronomo danese, che visse nel ‘500 a Praga; Judah Loew Ben Benzalel, rabbino e guida della comunità giudaica praghese nel ‘600 e creatore, secondo la leggenda, del Golem; Alfons Mucha, il più grande artista di Praga del diciannovesimo secolo e uno dei padri dell’art nouveau e infine Sarah Bernhardt, la più famosa attrice drammatica della belle époque.

Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

In realtà molto, c’è molto di me nel protagonista, un po’ per quanto riguarda l’etica di Jan, una morale decadente, basata sulla bellezza, una bellezza che non corrisponde ad un canone preciso, ma che viene percepito tramite un sesto senso, che lui definisce “odore” (un pensiero alla Suskind, per intenderci).
Io ugualmente credo molto in questa morale estetica e credo che non esista, anzi, che non debba esistere un canone, in quanto la bellezza va al di là di ogni comprensione logica.
L’altra caratteristica in cui mi ritrovo, che a mio parere appartiene a quasi tutti gli uomini, è la dicotomia tra umanità e oscurità.
Ed essendo un curioso, sono affascinato dall’oscurità e cerco di indagarla quanto più possibile, perché credo che sia la parte che ci avvicina di più a noi e alla nostra umanità.

Cosa ne pensi delle situazione editoriale italiana?

Penso che sia parecchio disastrata, da un lato perché esistono migliaia di autori e pochissimi lettori, il che è un male perché vuol dire che noi autori non leggiamo affatto e ovviamente saremo sempre autori mediocri.

Dall’altro lato abbiamo case editrici poco capaci che molto spesso non sanno far crescere l’autore, cercando di farlo diventare un vero scrittore, oppure non sanno diffondere i libri, che spesso rimangono confinati nelle realtà comunali o provinciali, quando esistono autori esosrdienti e non, che dovrebbero essere conosciuti dal grande pubblico e che darebbero un buon contributo alla letteratura italiana contemporanea

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Fortunatamente l’esperienza con la mia casa editrice, Lettere Animate, non è stata affatto male.

È una casa su cui ho puntato sin dall’inizio, in quanto è stata l’unica che ho contattato.

È una buona casa in crescita, ovviamente ha qualche difetto, ma che sta cercando di modificare, ma è attiva su tutto il territorio nazionale, organizzata, professionale e sempre piena di iniziative, che è la cosa che apprezzo di più.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

Vorrei utilizzare due frasi tratte dal romanzo:
 “L’unica cosa che ha senso in questo mondo è la bellezza, il resto è futilità.”
“Non dovrai più temere la morte, ma la vita, perché ti sarà eternamente dannata.”

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Vorrei dare un consiglio a tutti, lettori, ma soprattutto autori, ed è lo stesso consiglio che do a me. Leggete, leggete sempre, leggete tanto e leggete cose diverse, grandi e piccoli libri.

Dove possiamo contattarti?

Mi potete contattare su fb (https://www.facebook.com/GiuseppeMTodaro/) e su instagram ( @giu_tod).

E con questo, salutiamo Giuseppe Todaro, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

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