FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: FRANCESCO BENNARDO

Francesco Bennardo

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Francesco Bennardo.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Francesco, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Ciao Filippo, un saluto a te e a tutti i tuoi lettori.

Sono nato ad Agrigento 30 anni fa, faccio l’insegnante di Storia e Filosofia ed attualmente vivo ad Alba.

Scrivo poesie da quando avevo 16 anni ed ho pubblicato due raccolte di versi, “Invettive apotropaiche” (2015) e “Colpi di grazia” (2017).

Sono un grande appassionato di Storia contemporanea e ho anche pubblicato una monografia sulla Massoneria siciliana nell’Ottocento.

Perfetto. Allora parlami dei tuoi libri.

“Invettive apotropaiche” è, prima ancora d’una raccolta poetica, un grido d’allarme lanciato nelle orecchie del «Sistema» in cui viviamo.

L’ho scritto in un arco di tempo molto lungo, circa nove anni, per cui si affrontano tutti i temi classici del periodo che va dall’adolescenza alla giovane maturità: l’inquietudine, il “male di vivere”, la voglia di fare nuove esperienze, la curiosità, la passione amorosa, l’impegno sociale e politico, la solitudine, le riflessioni sul mondo. Si potrebbe definire, quindi, un diario in versi.

“Colpi di grazia” invece è l’autobiografia di un’anima, una commedia divisa in tre atti: il primo è quello dell’amore, caratterizzato quindi da accenni romantici e idilliaci, il secondo è quello del dolore, in cui dominano disillusione e tristezza, e il terzo, infine, è quello dell’osservazione, della riscoperta del mondo e del ritorno alla vita.

Alla fine, nonostante la conclusione non lieta della storia d’amore che ha vissuto, il protagonista esce arricchito da questo viaggio perché – grazie alla Poesia – è più consapevole di cosa significhi veramente “vivere”.

Si riferiscono a fatti o episodi della tua vita, che ti hanno colpito?

Il primo libro è totalmente autobiografico.

Il secondo, invece, è più un pretesto letterario che mi consente di esprimere ciò che penso riguardo certi argomento (anche se, in realtà, sono abbastanza convinto che se mi trovassi nella situazione del protagonista reagirei esattamente come lui).

Perché hai scelto questi titoli?

“Invettive apotropaiche” perché le poesie contenute sono “invettive” in quanto si scagliano contro certe degenerazioni dell’esistente e “apotropaiche” poichè ambiscono a scacciare le tristezze, gli odi, le paure e le solitudini, in una parola il “Male” che ci ronza attorno.

Dell’espressione “Colpi di grazia” invece mi piaceva il duplice risvolto semantico: il “colpo di grazia” può essere l’atto misericordioso del boia che pone fine alla vita ma anche un’espressione di eleganza, di fascino, di bellezza.

A pensarci bene, l’Amore è un “colpo di grazia” in entrambi i sensi.

Per scriverli hai avuto bisogno di approfondimenti?

Alcune delle mie poesie risentono molto dell’influsso di grandi poeti del passato che ho preso ad esempio.

In generale, per ogni argomento poetico ho un mio personale “Pantheon” di artisti che ammiro: ad esempio per le poesie d’amore m’ispiro a Juan Ramon Jimenez per i versi delicati e toccanti, a Jacques Prevert per la sua capacità di mischiare lo stile letterario (surrealista) e quello antiletterario (popolaresco e sociale) e ad Arnold de Vos per il modo in cui tratta i temi della passione carnale e sessuale.

Per la politica e la satira credo non si possa prescindere dalla poesia burchiellesca e dalla grande tradizione dialettale italiana, in particolare Belli a Roma.

Come stile invece ho da poco rivalutato il lirismo di Sbarbaro e la sincerità semplice dei crepuscolari, in particolare di Gozzano a cui non a caso ho dedicato un haiku.

Tuttavia non disdegno la lettura dei cosiddetti “minori”: a volte si scoprono delle vere e proprie perle, per esempio ritengo che la più bella poesia patriottica – o, se si preferisce, la più bella poesia d’amore dedicata all’Italia – l’abbia scritta una misconosciuta poetessa di inizio Novecento, Apula Flava.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Entrambe le cose, nel senso che sono reali ma romanzati.

D’altronde è impossibile parlare di personaggi reali tout-court, giacchè – diceva Kierkegaard – la verità pura appartiene solo a Dio.

Sia che si creda, sia che non si creda, il discorso non cambia: essa non appartiene agli esseri umani.

Nel cuore di ognuno di noi si nasconde qualcosa che nessuno, nemmeno noi stessi, potrà mai interamente afferrare, scoprire e decifrare. La psicologia conferma questo ragionamento: in caso contrario, infatti, non esisterebbe il subconscio.

Ciò non deve essere fonte di rammarico, poiché ogni persona ha il diritto/dovere di esprimersi in una delle sue più grandi facoltà: l’andare alla ricerca della verità, cioè il tentare di trovare sempre nuove informazioni, possibilità, soluzioni.

Per questo, in fondo, ogni descrizione biografica (autobiografia compresa) è sempre – magari in minima parte – frutto della fantasia.

Quanto c’è, di te, nei tuoi libri?

In “Invettive apotropaiche”, ovviamente, tutto.

Per quanto riguarda “Colpi di grazia” invece posso citare la didascalia del film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi: I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Penso che sia in linea con la situazione culturale e con tutte le altre “situazioni” sociali italiane: dominio delle leggi del mercato, poco spazio per innovatori e sperimentatori, pesci grossi che ingurgitano pesci piccoli.

Una cosa che mi provoca sempre dispiacere è vedere libri veramente brutti e insulsi pubblicati da grandi casi editrici solo perché l’autore è famoso: se al posto di chiamarsi Tal dei Tali si fosse chiamato Mario Rossi, avrebbero preso il suo manoscritto e l’avrebbero cestinato senza troppi problemi.

Noi siciliani conosciamo bene “l’infamia del nome” ma abbiamo dimestichezza anche col prestigio del nome.

Per fortuna esistono delle piccole case editrici che hanno ancora voglia di portare avanti certi discorsi che parrebbero sempre più disconnessi dal mondo di oggi, anche se a volte per fortuna non è così, tanto che alcune piccole case editrici sono diventate… medie, grazie alla loro fedele nicchia di lettori.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

L’esperienza con “Colpi di grazia” la definirei convenzionale, anche se ho avuto il piacere di pubblicare con una casa editrice nota in ambito poetico, Aletti.

Invio del manoscritto per mail, proposta di pubblicazione, firma del contratto e stampa.

Per “Invettive apotropaiche” invece ho testato con la Temperino Rosso, il metodo del crowdfunding come forma di finanziamento alla pubblicazione e devo dire che mi sono trovato benissimo.

Lo consiglio a tutti, soprattutto agli esordienti.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare i tuoi libri?

Volta pagina: metti un po’ di poesia nella tua vita.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Continuate a leggere in generale, perché è una delle cose più belle della vita.

Continuate a leggere il blog di Filippo, che è sempre pieno di contenuti interessanti.

Se avete un’emozione da sfogare, prima scrivetela (“scrivere per vivere”, a proposito di slogan, è un concetto bellissimo) e poi, se vi sembra opportuno, condividetela.

Se state tentando di pubblicare un libro, controllate bene a chi affidate le vostre pagine: meglio non pubblicare, piuttosto che rivolgersi ad editori sbagliati!

E non preoccupatevi più di tanto se sulle prime verrete ignorati: è capitato a tutti, anche ai grandissimi.

Dove possiamo contattarti?

Sulla mia pagina Facebook (https://www.facebook.com/fbennardo) oppure via mail (bennardo_francesco@libero.it). Sarò lieto di scambiare quattro chiacchiere, sulla Poesia e non solo, con tutti voi!

E con questo, salutiamo Francesco Bennardo, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

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