FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MARIA ELENA CRISTIANO

Maria Elena Cristiano

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Maria Elena Cristiano. 

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Maria Elena, e benvenuta nel mio blog. Parlami un po’ di te.

Ciao Filippo, con piacere.

Sono nata a Roma dove, mio malgrado, ancora risiedo.

Diploma scientifico e laurea in Medicina appesa al muro e sfruttata per le descrizioni cruente contenute nei miei scritti (omicidi, ferite d’arma da fuoco, amputazioni, autopsie).

Amante dei gatti. Lettrice compulsiva e onnivora. Cinefila. Appassionata di Metal, Rock e Caparezza.

Ah, dimenticavo: scrittrice horror per vocazione ed insana passione.

Ottimo! Allora parlami dei tuoi libri.

Attualmente infetto il mondo dell’editoria con ben due libri di sangue (come diceva il buon vecchio Barker qualche anno fa): “L’isola delle bambole”, Europa Edizioni e “Me and the Devil”, Delos Digital.

Il primo, “L’isola delle bambole”, è l’inizio di una saga gothic-horror incentrata sulla coralità dei suoi protagonisti: un finto medium imbroglione, cialtrone e gigolò, un vampiro con l’anima, lo spettro di uno studente trucidato nell’eccidio del Liceo Columbine ed una giornalista d’assalto, disincantata e sexy.

L’allegra brigata si troverà ad affrontare un demone antico e arrabbiato che infesta l’isla de las munecas nel cuore delle chinampa di Città del Messico.

Il romanzo è uscito nel 2016 ed è reperibile in tutte le librerie. Ha raccolto, inaspettatamente, un buon numero di proseliti, tanto da convincermi a lavorare al seguito, quasi concluso.

“Me and the Devil” è un horror dalle tinte molto forti, che tratta apertamente di dissolutezza, satanismo, sesso, droga, rock’n’roll e dannazione.

In un certo senso è la mia metà oscura, risente molto della mia formazione, affonda le radici nelle mie passioni per la musica e per la ribellione. Ci sono affezionata in maniera quasi viscerale.

E’ reperibile sullo store Delos, su Amazon sia in versione cartacea che in e-book.

A cosa ti sei ispirata?

Per quanto concerne “L’isola delle bambole”, ho tratto ispirazione da un viaggio che ho fatto con il mio compagno a Città del Messico, durante il quale ho avuto modo di visitare L’isla de las munecas, parlare con il nipote dell’eremita che ci viveva e fotografare con caparbia attenzione le bambole che infestano quel microscopico appezzamento di terra emersa.

“Me and the Devil” nasce, invece, da una chiacchierata in cui la mia metà, amante del blues, mi raccontò la leggenda che aleggia attorno alla figura di Robert Johnson, che si dice abbia venduto l’anima al diavolo in cambio di fama e denaro.

L’idea di gemellare le vicende di uno dei padri del blues con quelle di un gruppo glam metal della California dei primi anni ’80, era troppo ghiotta per farmela scappare.

I tuoi romanzi si riferiscono a fatti o episodi personali, che ti hanno colpita?

I miei romanzi, come i racconti, contengono sempre riferimenti al mio vissuto, sono intrisi di ciò che amo e odio.

Nella fattispecie queste due storie prendono spunto da fatti realmente accaduti, da personaggi esistiti per sconfinare nell’assoluta immaginazione, macabra, sanguinosa, oscura e cattiva.

Perché hai scelto questi titoli?

I titoli sono entrambi aderenti alla trattazione, chiari, non ingannatori.

“L’isola delle bambole” è un isolotto visitabile nel sud di Città del Messico.

“Me and the Devil” è il titolo di una delle più famose canzoni di Robert Johnson.

Per scriverli hai avuto bisogno di approfondimenti?

Ho passato ore su Wikipedia e Google Maps, sia per scrivere “L’isola delle bambole” che “Me and the Devil”.

Per quest’ultimo ho anche ascoltato l’opera omnia di Johnson eseguita da lui e da Clapton.

La parte di ricerca è fondamentale per realizzare le mie storie.

Dare spessore ai personaggi, descrivere con dovizia di particolari luoghi, strade, palazzi è necessario per creare un palcoscenico verosimile dove far muovere i protagonisti delle mie avventure donandogli tridimensionalità.

Non c’è nulla di più coinvolgente per un lettore, almeno per uno esigente come me, che metterlo di fronte a personaggi animati da tic, ricordi e sentimenti reali che si muovono per strade conosciute e percorribili.

Inoltre nulla spaventa di più che uno spell ancorato alla dimensione familiare della quotidianità.

Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

C’è sempre un mix di realtà ed immaginazione in tutti i protagonisti delle mie storie.

Tratti caratteriali di persone che conosco, tratti somatici di gente che ammiro o detesto, parti di me nei cattivi di turno.

Quanto c’è, di te, nei tuoi libri?

Semplicemente tutto.

Nei miei libri c’è il mio universo mentale.

Il mio modo di intendere la vita e la morte. Le mie passioni, le mie idiosincrasie, la mia contorta visione del bene e del male.

Sono io su carta.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Disastrosa.

Tutti scrivono, pochi leggono.

Il mondo dell’editoria è sovraffollato di squali che ti propongono contratti di stampa mascherati da contratti di edizione.

La pubblicazione con acquisto preventivo di copie sembra il male minore per gli autori emergenti, ma non lo è.

Le piccole e medie case editrici non si occupano adeguatamente di promuovere i libri e nemmeno di distribuirli.

Se non sei appoggiato a grosse realtà editoriali devi sobbarcarti per intero il difficile compito di diffondere le tue fatiche letterarie.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Kimerik, Europa Edizioni, Delos Digital… mi astengo da dare giudizi.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare i tuoi libri?

Nessuno slogan, quelli li lascio ai mestieranti della politica.

Nella vita credo di saper fare veramente bene solo una cosa: scrivere.

Per accertare la veridicità di questa mia affermazione, basta leggere i miei libri.

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Pensate con la vostra testa.

Non omologatevi mai.

Dove possiamo contattarti?

Questo è il link alla mia pagina FaceBook:

https://www.facebook.com/mariaelenacristiano/

E con questo, salutiamo Maria Elena Cristiano, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

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