FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: TOM AVITO

Tom Avito

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Tom Avito.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Tom, e benvenuto nel mio blog. Vuoi parlarmi un po’ di te, intanto? 

Con vero piacere!

Sono un ragazzo del 67, pochi capelli ma tanta voglia di fare!

Sono nato a Tripoli, in Libia, vivo a Genova ma sono cresciuto a Napoli e poi Milano, insomma sono un po’ di
roba mischiata insieme, un cocktail di origini diverse.

Sono una persona sempre proiettata verso il futuro, mi soffermo poco a rimembrare cose passate, belle o brutte
che siano.

Non so alla fine se è un bene o un male quest’aspetto caratteriale, ma sono fatto così e
mi gusto il piacere di non essere mai pago, stimolato nel vedere dietro l’angolo sempre
una nuova opportunità.

D’accordo. Ora parlami del tuo libro.

“Destino Inatteso” è la mia opera prima, ho scritto alcuni racconti brevi e pensieri, in
parte pubblicati sul mio blog.

Alcuni anni fa decisi che era giunto il momento di tentare l’avventura e cimentarsi nella scrittura di un romanzo.

E’ stata un’esperienza fantastica!

Da neofita ho incontrato qualche difficoltà, soprattutto nell’organizzazione del lavoro, ho
lasciato troppo spazio all’improvvisazione e alla fantasia.

Per questo mi è toccato più volte fare un passo indietro e riscrivere alcune parti. Non sono stato aiutato dal fatto
che fabula e intreccio non viaggiano di pari passo e la necessità quindi, di trovare un
giusto equilibrio tra le parti è stata fondamentale.

Tutte esperienze importanti di cui farò tesoro per i miei scritti futuri.

Si riferisci a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Inizialmente il racconto voleva essere una sorta di autobiografia che riprendesse anche
i trascorsi dei miei genitori e dei miei nonni.

Mi sono accorto però solo in seguito, che volevo scrivere qualcosa di diverso, di più avvincente, coinvolgente che avesse più
pathos per il lettore che potesse rendere il mio libro un “page turner”.

Ho trovato la mia strada, scrivendo qualcosa che si inserisse nel genere che più amo, quello dell’azione
e spionaggio. Però non ho tralasciato del tutto l’idea iniziale dalla quale ho in realtà
tratto spunto.

Il personaggio principale, Nino, è un mix di personalità a me vicine: mio padre, mio nonno e un anche pizzico di me stesso.

L’inizio del racconto, in cui Nino e sua moglie sono costretti a scappare dall’Algeria, ripercorre la fuga dalla Libia nel 1970
vissuta da me e della mia famiglia a seguito dell’ascesa al potere del regime di Gheddafi.

Anche quando narro di “nonno Dante”, effettivamente scrivo di mio nonno materno, di quello che è stato per me (la mia guida, il mio eroe) e di ciò che ha fatto nella sua vita.

Perché hai scelto questo titolo?

“Destino inatteso” riassume in due parole l’essenza del romanzo, sia per il racconto in
sé, sia per le visioni pseudo-filosofiche che il protagonista narra in prima persona.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Si, ho approfondito le mie conoscenze in alcuni campi, da quello storico (brevi cenni
sulla rivoluzione Algerina e sul ruolo del Front Islamique du Salut) a quello delle armi
leggere da guerra (sono un neo-appassionato di armi da fuoco moderne), per il quale
ho chiesto aiuto a due maestri d’arme miei cari amici, passando per minime
infarinature scientifiche sulla fissione e produzione di energia nucleare che, confesso,
mi hanno realmente messo in crisi!

Ma è stato un piacere mi sono divertito molto.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Le influenze di Ludlum, Daniel Silva e altri mostri sacri del genere con i loro rispettivi
Jason Bourne, Gabriel Allon, etc. hanno sicuramente avuto un peso particolare, ma
sono state altresì importanti le caratterizzazioni dettate dalle figure di mio padre e mio
nonno Dante.

Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Se parliamo di esperienze reali, molto poco, se intendiamo invece la profondità dei
personaggi, la loro caratterizzazione, il loro modo di pensare e agire, moltissimo.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

E’ un mondo a cui mi sono avvicinato da poco.

Non lo conosco appieno, mi sembra comunque un settore molto difficile, in cui trovare il giusto spazio è veramente arduo.

Vista la scarsa percentuale di lettori in Italia, non è di sicuro un mercato florido o comunque paragonabile a quello di altri paesi, anche europei, dove i numeri sono completamente diversi.

In un mercato così sterile sotto il profilo di clientela e margini di guadagno, essere editori diventa veramente arduo.

Purtroppo mi sembra che la situazione non stia migliorando perché 4milioni di lettori in meno nel 2016 rispetto al
2010 sono emblematici di un trend non certo positivo.

A farne le spese alla fine, sono di sicuro gli autori, soprattutto gli esordienti… mannaggia!

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Io ho ceduto alla tentazione di vedere subito pubblicato il mio libro e mi sono affidato
alla piattaforma Streetlib di selfpublishing, con la quale devo dire di essermi trovato
benissimo.

Per il futuro non saprei, valuterò.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo a comprare il tuo libro?

Ripeterei ciò che è scritto in copertina:

“Spesso eventi che riteniamo siano fuori dalla nostra realtà, risultano molto più vicini di quanto immaginiamo.”

Non pensare che la storia di Nino sia poi così distante dalla tua!

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Cito la frase di Fabrizio Caramagna:

“Leggere un libro non è come uscire dal mondo, ma entrare nel mondo da un altro ingresso.”

Quindi leggere, leggere, leggere se poi leggete “Destino inatteso” tanto meglio!

Dove possiamo contattarti?

Questa è la mia Email: tomavito@gmail.com

E con questo, salutiamo Tom Avito, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

2 pensieri riguardo “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: TOM AVITO

  1. Ciao Tom.
    Dalla tua intervista, (scusami, saluto affettuosamente Filippo) mi ha incuriosito quando dici di soffermarti poco su cose del passato.
    Tu sai però che quello che siamo oggi e la netta conseguenza di ciò che eravamo in passato.
    Non voglio scaravoltare le tue intenzioni, ma gradirei una tua più dettagliata spiegazione.
    Inoltre se tu ti sei dovuto documentare hai semplicemente utilizzato parte del passato.
    In una cosa siamo simili anch’io ho avuto una certa (piccola) passione per le armi, sono stato socio in gioventù di un poligono di tiro al piattello e per me era un puro e coscienzioso divertimento.
    Un caro saluto.
    Marco

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