FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: VINCENZO ROMANO

Vincenzo Romano

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Vincenzo Romano.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Vincenzo, e benvenuto nel mio blog. Comincia parlandomi un po’ di te.

Eccoci qua.

Sono Vincenzo, umano, BRD10, CA 23, PF 78, FOR 15…

No, aspetta, non intendevi la scheda del personaggio giusto?

Ho 37 anni (qualcuno inizia a prendermi in giro per l’età) e amo molto raccontare storie. Da sempre, da solo ma soprattutto con gli amici.

Quando cambiavamo le avventure di “Hero Quest” perché erano più belle a quanto creavamo le vite dei nostri PG un passo dopo l’altro.

Da qualche anno racconto storie a 3 piccoli goblin distruttori, che però senza la favola di papà non vogliono dormire.

Una storia l’ho anche scritta, non benissimo perché per scrivere bisogna studiare. Scrivo piano piano, soprattutto di notte, perché di giorno faccio un lavoro che non ha nulla a che vedere con la letteratura.

Eh, come ti capisco… allora parlami del tuo libro.

“Mezzosangue” è nato nel lontano 2008, poi è finito in un cassetto per molti anni.

Quando ho deciso di concluderlo mi sono scontrato con la difficoltà di avere una storia da raccontare e non saperlo fare.

Il risultato finale è stato il frutto di tanto impegno e tanti sforzi, molte volte sono tornato sui miei passi per la mancanza di un elemento; è come uscire di casa e ricordarsi di non aver preso il portafogli, poi uscire e tornare a prendere il cellulare, etc.

Per la verità nessuno degli errori è stato perduto. Ogni passo falso è servito a far meglio il successivo.

La storia, nata per essere autoconclusiva, è piaciuta a tanti, e molti lettori mi hanno chiesto un seguito (qualcuno anche un prequel).

Attualmente sto lavorando ad alcuni racconti (che uso per esercitarmi e migliorare la tecnica) e a due progetti più grandi: un seguito di “Mezzosangue” e un libro in cui racconto in modo leggero l’esperienza di essere papà.

A cosa ti sei ispirato?

L’ispirazione per il mio primo lavoro è certamente venuta da lontano.

Letture, gioco di ruolo e tanta, ma tanta incoscienza.

Amo molto quello che ho imparato a chiamare high fantasy, ma in generale tutto lo spettro del fantasy mi è congeniale.

Per la verità il mio primo amore è stata la fantascienza, genere a cui in futuro spero di potermi avvicinare come autore.

Il tuo libro si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Trama e personaggi non sono direttamente riferiti a uno o più episodi del mio vissuto.

Credo che il tema di base, lo stare a cavallo tra due mondi, sia però molto autobiografico.

Spesso vivo una separazione piuttosto netta tra il percorso professionale (tecnico) e quello della produzione creativa. In questo senso mi sento molto un Mezzosangue.

Perché hai scelto questo titolo?

Mi piacciono i titoli corti.

La parola difettiva di plurale ancora di più, perché aiuta a coprire il mistero della prima parte del libro.

Il mezzosangue o i mezzosangue?

Bella domanda! Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti particolari?

Ho cercato di dare credibilità alle descrizioni di alcune scene (non dico quali, ma dalla lettura sarà evidente) mediante approfondimenti talvolta superficiali, talaltra più impegnativi.

Descrivere un oggetto o un’attività lontana dalla quotidianità del lettore (e spesso anche dell’autore) è una bella sfida.

Anche alcune espressioni (allarmare un cervo a tre tiri d’arco) mi hanno richiesto un minimo di studio.

Quanto si intende con “un tiro d’arco”? Quanto è fino l’udito di un cervo? Più o meno dell’olfatto? La stagione cambia qualcosa? E il vento è importante o no?

Per i personaggi ti sei ispirato a persone reali o sono frutto di fantasia?

Spremuta di fantasia al 100%, quindi tutti ispirati alla realtà!

Ciascun personaggio possiede una mia scintilla.

Forse i grandi autori diventano capaci di creare personaggi totalmente altro da sé, ma io non sono assolutamente a questo livello.

Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Riprendo il discorso della domanda precedente.

In realtà molto.

C’è il mio “io” in ciascuno dei personaggi, la mia visione delle cose e la mia meraviglia nello scoprire quanto è grande il mondo.

Nel libro sulla paternità (che mi è venuta voglia di scrivere) ci trovo invece la voglia di mettere in ordine con le parole quella foresta di emozioni che si fa (almeno io) fatica a districare altrimenti.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Ne so ancora troppo poco per esprimere una valutazione seria.

Sto conoscendo tantissime persone molto più appassionate ed esperte di me, dalle quali apprendo ogni giorno.

Gli indizi non sono incoraggianti, ma come sempre accade i tesori ci sono, bisogna saperli cercare.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Quella di “Mezzosangue” è la prima.

Ho trovato una CE seria e free, per quanto non particolarmente attiva dal punto di vista promozionale.

Maniche sù e si imparano cose nuove.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

Quello che ho appeso sopra lo stand del Comicon 2017: “Tutti sono bravi a fare le file per gli autografi, la vera sfida è trovare l’autore che sarà famoso domani!”.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Quando leggete un libro brutto, dite che è brutto.

Anche io ho difficoltà a farlo, ma il senso dell’intelligenza collettiva è la condivisione di informazioni vere.

Siamo inondati da false recensioni, notizie, account… dobbiamo poterci fidare gli uni degli altri.

Dove possiamo contattarti?

Sulla pagina facebook del libro o sul mio profilo personale. I link sono qui sotto!

https://www.facebook.com/mezzosanguelibro/
https://www.facebook.com/vincenzo.romano.5070

E con questo, salutiamo Vincenzo Romano, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

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