FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: CORALBA CAPUANI

Coralba Capuani

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Coralba Capuani. 

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Coralba, e benvenuta nel mio blog. Parlami un po’ di te.

Ciao Filippo!

Che dire? Il nome lo sapete già! ☺

Scherzi a parte, sono una scrittrice esordiente, un’appassionata di scrittura e di lettura e amo definirmi “scrittora”, in quanto sento di essere ancora in cammino verso quella professionalità tecnica che mi auguro, un giorno, di riuscire a raggiungere.

Ho sempre amato scrivere, sin da piccola, e ricordo che, persino giocando con le amiche ad “alunna e insegnante”, se mi chiedevano di scrivere un tema per finta io mi mettevo a scriverlo per davvero!

Comunque ho iniziato a dedicarmi seriamente e con costanza alla scrittura dopo la frequentazione di un corso di giornalismo e comunicazione web, quando, svegliandomi felice solo all’idea di dover dedicare la giornata alla stesura di articoli, ho capito che quella era la mia vera passione.

Benissimo. Vorrei che adesso mi parlassi dei tuoi libri.

Il primo romanzo che ho pubblicato si intitolava “Giù all’Ammeriche”, e trattava dell’emigrazione italiana in America attorno agli anni Trenta.

Come si può intuire già dal titolo, mi premeva parlare anche della discriminazione linguistica che subirono tanti nostri connazionali che, partiti per cercare fortuna, si scontrarono con una lingua ostica e sconosciuta che, spesso, contribuirà a dividerli dagli americani creando incomprensioni e ghettizzazioni varie, quando non vere e proprie discriminazioni.

Nel 2015 esce “Il cuore aspro del Sud”, un testo che sto rimaneggiando proprio in questi giorni e che dovrebbe uscire in tardo autunno. Il romanzo tratta del brigantaggio postunitario dal punto di vista dei briganti abruzzesi.

Più recente, invece, è la pubblicazione de “L’amore è un cerchio” (2017), Parallelo45 edizioni, un testo a cui ho lavorato moltissimo, soprattutto per reperire e approfondire le fonti storiche.

Il romanzo ripercorre la storia d’Italia dai primi del Novecento fino al secondo dopoguerra attraverso le vicende di una famiglia alto borghese: il borgo gentilizio che era ai primi del Novecento Castellammare Adriatico e in cui tre cugine – Matilde, Nina e Maria – conducono una vita spensierata, fatta di frequentazioni a teatro, concerti, e sogni di un futuro roseo. Le tre donne si rincontreranno solo dopo molti anni ritrovandosi ormai adulte e disincantate dalla vita che ha spazzato via tutti i loro sogni facendone tre anime sofferenti, anche se ognuna a modo proprio.

Ma il romanzo di cui vorrei parlarvi è “La ricostruzione del cuore”, tra i 10 vincitori dell’edizione IoScrittore 2016 a cura del gruppo Mauri Spagnol.

Il testo narra le tragiche vicende del terremoto dell’Aquila del 2009 attraverso le storie di due sfollate aquilane e di una receptionist che lavora nell’albergo che le ospiterà. Giulia, protagonista e voce narrante, è una ragazza aquilana che studia a Bologna e insegue i suoi sogni al ritmo della musica che suona e ascolta con passione. In quella terribile notte del 6 aprile perde tutta la famiglia, e comincia per lei un calvario di mesi in un albergo, prigioniera del ricordo di progetti spezzati e volti, voci e gesti spariti per sempre.

Un dolore compatto e monotono come le giornate tutte uguali trascorse nella struttura, in un limbo sospeso dove ogni desiderio di vita è cancellato e rimangono solo ferite aperte. Ma proprio lì nascerà l’inaspettata, salvifica comunione di due solitudini, e Giulia intreccerà un profondo rapporto con Amalia, un’anziana donna salvatasi dal sisma. Amalia deve fare i conti non solo con la distruzione della sua casa, ma anche con i figli ormai adulti che vivono lontano da lei.

Forse troppo lontano… A fare da tramite tra gli sfollati e le figure che ruotano attorno all’hotel vi è Giorgia, ragazza laureata ma alle prese con lavoretti saltuari.
Giulia, Amalia e Giorgia sono tre donne sole, tre anime sofferenti, segnate da dolori personali acuiti anche dall’esperienza traumatica del terremoto. Tre donne che si troveranno sospese in un limbo tra un passato, irrimediabilmente perduto, e un futuro pieno di angosce, ma che, dopo la discesa negli abissi e dopo aver toccato il fondo, troveranno il coraggio di andare avanti ritrovando, anche nella notte più buia, la luce della speranza e il potere dell’amore.

Sì, conosco bene quest’ultima storia 😉 ed è quasi inutile chiederti a cosa ti sei ispirata. Vuoi dirmelo lo stesso?

Certo.

Ovviamente mi sono ispirata ai tragici fatti che coinvolsero la città dell’Aquila nel 2009, ma c’è anche la rievocazione di episodi personali, soprattutto le sensazioni di paura e i timori provati in quei giorni.

Si riferisce a fatti o episodi della tua vita, che ti hanno colpita personalmente?

Come accennavo nella domanda precedente, oltre a raccontare gli eventi come sono realmente accaduti (soprattutto nell’incipit con le indicazioni di orari, percorsi stradali e luoghi precisi, quasi stessi raccontando gli eventi in un articolo di giornale), mi sono ispirata alle storie di alcuni sfollati aquilani che ho personalmente conosciuto quando mi è capitato di lavorare in alcuni alberghi della costa.

Amalia, per esempio, è la trasposizione letteraria di una persona realmente conosciuta, anche se, ovviamente, trasfigurata attraverso la fantasia.

Mentre terribilmente reale è la storia di Antonio, il collega di Giorgia, tanto che, a volte, mi sono idealmente rivolta a lui con il pensiero “chiedendogli” se per caso si fosse offeso nel trovare stralci di sé nelle pagine di un romanzo.

Ma io credo, e spero, che abbia capito le motivazioni profonde che mi hanno spinto a raccontare la sua storia, e quindi che ne sia in fondo anche contento.

Perché hai scelto questo titolo?

In realtà all’inizio il romanzo aveva un altro titolo che giocava sull’equivoco della parola “fantasma”, che non spiego per non rovinare la scoperta a chi leggerà il libro.

Poi però la casa editrice mi ha suggerito alcuni titoli alternativi, così fidandomi della loro esperienza e professionalità, alla fine ho optato per questo titolo che ha in sé un significato più profondo di quello che può sembrare a una prima lettura.

Parto dalla parola più trasparente, “la ricostruzione” che si riferisce sia alla ricostruzione concreta della città dell’Aquila, ma anche metaforicamente alla vita di Giulia e, in generale, alle vite di tutte le persone coinvolte, reali e non.

Per quanto riguarda la parola “cuore” invece, io e la casa editrice l’abbiamo scelta non solo per indicare la ricostruzione dell’anima ferita delle protagoniste, ma anche perché abbiamo voluto legare il cuore dell’Aquila, leggi il centro storico della città, che è anche la parte maggiormente colpita dai crolli, al “cuore” del nostro paese, l’Italia: Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo.

Proprio quelle regioni, per intenderci, che sono state colpite dall’interminabile sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 (Amatrice) e che va fino al 18 gennaio 2017 (Montereale-Campotosto-Capitignano-Cortino-Valle Castellana) che portò alla slavina e al crollo dell’hotel di Rigopiano. Un cuore fragile, insomma, colpito purtroppo troppo spesso nel corso di questi ultimi anni.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Essendo ricordi molto vicini sperimentati in prima persona, anche se da lontano, praticamente ho fatto riferimento per lo più al mio vissuto.

Però devo dire che mi sono comunque documentata rileggendo alcuni articoli del periodo o guardando servizi televisivi dell’epoca.

A dire al verità ho contattato anche l’INGV per capire bene l’entità del sisma, visto che spesso ci sono fraintendimenti tanto che molti arrivano a pensare che alla base delle rettifiche dei dati iniziali circa l’entità dei terremoti vi sia sotto una specie di complotto.

Ma si tratta in realtà di motivazioni prettamente tecniche, dovute a diversi metodi di rilevazione. Per esempio per il terremoto dell’Aquila del 2009 l’entità riportata dai giornali e tv nell’immdiatezza dell’evento fu di 5,8 gradi Richter (es. articolo su Il Centro del 7 aprile 2009). Secondo i dati dell’INGV, invece, la magnitudo Richer ML era di 5.9, mentre quella Momento Mw , aggiornata più avanti, era di 6.1.

Sono dati prettamente tecnici che solo un esperto può interpretare in maniera corretta, senza fraintendimenti.

Ma tanto per essere chiari voglio specificare che i dati forniti al momento (poco dopo la scossa) tengono conto dei dati dei sismografi confrontati con i dati storici delle entità medie dei terremoti di quelle zone nel corso dei secoli.

Ma per avere un quadro davvero preciso del fenomeno bisogna aspettare altri dati che possono essere forniti solo molto tempo dopo, attraverso un lungo e attento studio in loco da parte dei geologi (valutazione degli effetti prodotti dal sisma in base al tipo di terreno, alle spaccature prodotte, allo spostamento della faglia ecc.

Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

I miei personaggi hanno sempre una base reale che, però, poi rimaneggio parecchio facendo ricorso alla fantasia.

Ma anche mettendo dentro ognuno di loro un pezzetto di me.

Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Direi molto.

Infatti, anche se non si possono definire propriamente autobiografici, i miei personaggi devono sempre in qualche modo assomigliarmi, devo cioè sentirli sempre vicini.

Il che non significa condividerne sempre i valori, i pensieri o gli atteggiamenti, ma riuscire, indipendentemente dalle differenze, a sentirli miei, a viverli, a mettermi nei loro panni, pur se scomodi a volte, come per esempio nel caso dei personaggi negativi o di altri molto lontani da come sono io nella realtà.

In compenso però devo dire che tratteggiare questo tipo di personaggi è catartico e liberatorio, come per gli attori che interpretano il ruolo del cattivo o del politicamente scorretto.

Una cosa che adoro, e che è sempre presente nei miei testi, è la presenza di qualche personaggio “particolare”, un/una scocciatore/ice che provoca gli altri finendo poi per litigare.

Per esempio un personaggio di questo tipo, e nei panni del quale mi è proprio piaciuto entrare, è Luigina, l’invadente zia di Matilde, la protagonista de “L’amore è un cerchio”; i suoi battibecchi con la nipote, o certe frasi dirette, al limite della maleducazione, sono stati un vero spasso!

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Ormai ho smesso di chiedermelo.

Non so più se l’appiattimento culturale nel nostro paese dipenda dalle discutibili scelte editoriali di certe case editrici, o, al contrario, dall’incapacità di noi scrittori di trattare “temi alti”.

Quindi preferisco lavorare a testa bassa e con serietà: se e quando dovesse arrivare qualcosa di importante sarei felicissima, ma se ciò non dovesse mai avvenire continuerei comunque a scrivere.

Una cosa che ho imparato in questi anni di “apprendistato letterario”, infatti, è che l’elemento davvero importante è arrivare ai lettori, a farsi leggere in primis, ma anche arrivare al loro cuore; cosa che per fortuna nel mio caso è avvenuta, anche se magari non si tratta di folle oceaniche.

Insomma, l’importante è che un romanzo non resti nel cassetto e vada in giro per il mondo.

Non ha importanza quanta strada farà, dove arriverà, o se per percorrere le strade userà una vecchia Cinquecento scassata o una Ferrari ultimo modello, l’importante è che vada e si faccia conoscere, il mezzo è relativo e, per fortuna, la tecnologia oggigiorno ci offre un’infinita gamma di possibilità.

Sono perfettamente d’accordo, anche in bicicletta va bene, purché vada. Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Qual è la prossima domanda? ☺

Scherzo, dai!

Diciamo che tranne alcuni aspetti che trovo discutibili mi sono trovata bene. O forse poteva andare peggio?

Comunque essere entrata nella famiglia di IoScrittore mi ha ripagata di tutti i sacrifici fatti: la disponibilità di questo gruppo, l’avermi accolta e trattata come una scrittrice professionista, con serietà e rispetto, ma anche come se fossi stata sempre una di famiglia, quindi senza alcun tipo di distacco o freddezza, mi ha ripagato di tante scorrettezze di alcune persone che si definiscono editori, ma che, in realtà, mirano solo al vile denaro senza capire il vero valore di un’opera letteraria.

Questo mi fa davvero molto piacere! Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comparare il tuo libro?

Più che slogan vorrei chiedere ai lettori del blog cosa abbiano voglia di leggere.

Se desiderano un testo profondo ma non noioso ed eccessivamente impegnativo (il classico mattone, per intenderci), se hanno voglia di emozionarsi, di andare a fondo delle cose, se hanno voglia di scoprire o riscoprire storie dimenticate, travisate o occultate, bene, allora consiglio loro di leggere i miei libri perché, sono sicura, non resteranno delusi.

E poi, anche se malauguratamente dovesse capitare, sappiate che è previsto il risarcimento danni, ovvero: per punizione l’autrice viene a spicciarti casa, conveniente, no?

Un bel compromesso, non c’è che dire! Lascia un messaggio agli utenti del blog.

La frase scritta sopra è falsa! ☺

A parte questo, ringrazio tutti voi per aver avuto la pazienza di leggere i miei sproloqui.

Pazienza che posso ripagare solo regalandovi belle storie dense di emozioni che, spero, troverete nei miei libri. E quindi niente, ci vediamo lì.

E ovviamente grazie a te, Filippo, per l’ospitalità e il supporto che hai dato alla mia “creatura”. Tu sai… ☺

Eh sì, io so, ma il merito resta comunque tutto tuo, non mio. Dove possiamo contattarti?

Allora, se siete interessati ai miei libri, o volete parlare con me, potete usare Facebook:
https://www.facebook.com/lascrittoradellavalle/

Se invece siete degli scrittori, e avete bisogno di una mano per promuovere la vostra opera, potete contattarmi su Letterando, il blog che gestisco insieme alla mia “socia” Monica Bauletti.

https://letterandoilblog.wordpress.com

Invece se volete approfondire alcuni aspetti dei miei libri, conoscere delle curiosità, vedere i miei booktrailer, leggere interviste e recensioni ecc., mi trovate sul mio blog personale:

https://lascrittoradellavalle.wordpress.com/

Chi invece fosse interessato ad alcuni approfondimenti riguardo i mie libri, può iscriversi al mio Canale YouTube Coralba Capuani.

E con questo, salutiamo Coralba Capuani, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

 

 

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