FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ROBERTO BULLIO

 

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Roberto Bullio. 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Roberto, e benvenuto nel mio blog. Vuoi parlarmi un p’ di te? 

Ciao Filippo, con vero piacere.

Sono un giurista, un praticante notaio sommerso da tonnellate di tomi, saggi, codici commentati, riviste di diritto civile e quant’altro di simile passi per la testa.

L’arte, in qualsiasi forma concepita, è per me nutrimento.

Ho troppi interessi (me l’hanno detto e ormai me lo dico anche da solo), tuttavia ciascuno di essi è legato da un filo conduttore. Una traccia in gran parte inconscia, che ho saputo custodire a lungo.

Era giunto il momento di svelarla.

Sono lieto di presentarvi “Traversata nelle ere”.

Quanto ai gusti, sono semplici: adoro le lasagne, il pesce fritto e la pizza!

Ti capisco: chi non adora la pizza? Allora parlami del tuo libro.

Ho scritto un libro solo e il pensiero di doverne scrivere un altro mi fa girare la testa.

“Traversata nelle ere” è un romanzo cavalleresco, scritto con la stessa incoscienza del periodo romantico.

Nasce dalla volontà di riportare il “fantasy” alle sue origini, alla fiaba, pertanto all’epica classica.

L’ho fatto in modo diretto e al tempo stesso mediato, cercando un compromesso tra forma e sostanza. Lo studio sullo stile è forse ciò che ha portato via più anni.

Di che parla?

Di uomini che odiano, combattono e muoiono.

Sullo sfondo scorre la storia del narratore, tra inverosimiglianza e sarcasmo. Il suo è un amor cortese e, certo, soprannaturale.

Sconvolge l’azione e determina gli eventi.

A cosa ti sei ispirato?

Le incisioni di Gustave Doré e Giambattista Piranesi hanno avuto un forte impatto su di me.

La loro potenza immaginativa mi ha portato sempre più lontano. Cercavo imponenza e drammaticità.

“Traversata nelle ere” è un urlo contro l’abuso sfrenato del termine “fantasy”, contro il suo scempio moderno.

Non so quanto sia riuscito a gridare forte, quanto distante possa arrivare la mia voce.

Non importa, l’opera non è finita.

Continuerò per questa strada.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

A distanza di anni mi sento di dire che il passato non è stato poi così importante.

Perchè hai scelto questo titolo?

Volendo scrivere un romanzo epico, dovevo partire da uno dei temi principali dell’epica classica.

Uno di questi è il viaticum, il viaggio.

“Traversata”, a mio avviso, è un vocabolo che esprime esattamente il concetto.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Ho dovuto studiare proprio come uno scolaro al ginnasio.

Ogni combattimento, ad esempio, è una sintesi delle mie ricerche sul kendo (la via della spada giapponese) e la scherma antica.

Per quest’ultima le fonti sono state il trattato di Giacomo di Grassi “Ragione di adoprar sicuramente l’arme” (1570) ed il trattato di Ridolfo Capoferro “Gran Simulacro dell’Arte e dell’Uso della Scherma” (1610).

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Ogni cosa che può essere letta in questo romanzo è esistita veramente, e continua a vivere.

Compresi i personaggi.

Quanto c’è, di te, nel libro?

C’è tutto me stesso e non poteva essere altrimenti.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Non ho timore a confessare che ne penso ogni bene.

Basta entrare in libreria e capisci subito, dalle copertine, da quali libri scappare.

Bella battuta. Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Positive.

Ho contattato un solo editore e mi ha respinto. È bastato.

Oggi ho la fortuna di presentare “Traversata nelle ere” nella sua forma integrale.

In mano a qualche ghostwriter avrebbe fatto una brutta fine.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

“Traversata nelle ere”, un passaggio oltre il tempo.

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Leggete poco, ma leggete bene.

Dove possiamo contattarti?

Mi troverete di tanto in tanto su www.traversatanelleere.com
Un saluto!

E con questo, salutiamo Roberto Bullio, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

 

 

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