FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MARCO CAPPONI

Marco Capponi

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Marco Capponi. 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Marco, e benvenuto nel mio blog. Vuoi parlarmi un po’ di te?

Eccomi!

Sono uno studente al secondo anno magistrale di Relazioni Internazionali.

Vivo a Forlì, anche se sono cresciuto a Macerata, città da cui ho portato con me un accento proverbiale.

I libri e la scrittura sono stati da sempre parte integrante della mia vita, fin da quando a quattro anni dettavo ai miei nonni delle storielle che loro trascrivevano meticolosamente al computer.

In quel momento, ho deciso che non avrei mai smesso di scrivere.

Per ora, ci sto riuscendo.

Questo mi fa molto piacere. Allora parlami del tuo libro.

“Il Volo del Nibbio” è una storia d’amore e di libertà.

Il presupposto di base è quello di due città divise, in cui da un lato è stato instaurato un regime totalitario di tipo orwelliano, e dall’altro un turbocapitalismo senza scrupoli che impone alla popolazione logiche di consumismo sfrenato.

In mezzo a questi due mondi, così vicini eppure così lontani, sboccia un’intensa storia d’amore.

Sullo sfondo, si dipanano tutti gli altri elementi: politica, controllo delle menti, spersonalizzazione degli individui, tratti di surrealismo puro.

Sembra molto interessante. E a cosa ti sei ispirato?

L’idea del romanzo parte da una riflessione apparentemente banale: le libertà degli individui, al giorno d’oggi, possono essere limitate in tanti modi diversi, anche tramite astuzie che ci sembrano amichevoli e accattivanti, come lo shopping o i social network.

Per quanto riguarda i riferimenti che ho utilizzato, ho spaziato da un po’ di letteratura colta, da Orwell a Calvino, alla filosofia di Goffmann e Hannah Arendt, senza disdegnare il filone mainstream di film e serie tv di genere, come “Black Mirror” o “In Time” o i capolavori di David Lynch.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Non ci sono riferimenti a qualcosa che mi è capitato in prima persona, ma quando scrivo cerco anche di non discostarmi troppo da qualcosa che potrebbe capitare.

Ogni frammento di frase che carpisco, ogni evento che vivo, sono bacini potenziali di costruzione narrativa.

Non c’è nulla di vero, dunque, ma non c’è neanche nulla di falso.

Perché hai scelto questo titolo?

Il Nibbio è stato il mio primo nickname nei blog e nei giochi online, fin da bambino.

In un certo senso, mettendo il nibbio come elemento fondamentale della storia, ho trovato un modo indiretto per inserire me stesso.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Come ho detto prima, ho utilizzato vari riferimenti, ma mettendo in atto un procedimento inverso: non ho letto o guardato film per scrivere il romanzo, ma ho lasciato trapelare ciò che più mi colpiva di quanto leggevo o vedevo mentre scrivevo il romanzo stesso.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

In realtà, i due personaggi principali del romanzo (Nilats il soldato e Nike la ribelle) sono personaggi totalmente immaginari, ma rappresentano due persone che vorrei avere al mio fianco nel corso della vita.

Non sono personaggi perfetti, hanno scheletri nell’armadio, fanno azioni ed errori anche banali e superficiali.

Ma sono capaci di evitare le etichette e le omologazioni, e questa è la cosa più importante.

Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Nel mio libro c’è molto di me, della mia formazione, del mio background, anche se, in un certo modo, ho provato ad inserire me stesso per come sono, e non per come vorrei essere.

Non so se ci sono riuscito.

So che non è affatto semplice.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Moderato pessimismo.

Mi sembra che, in un certo senso, la lettura e l’editoria siano tornate ad essere fenomeni di nicchia, che si costruiscono spazi appositi, come blog e canali comunicativi, per rivolgersi a chi è davvero interessato.

Sotto un certo punto di vista, è un fenomeno deprimente.

Ma generalizzare e dire che gli italiani non leggono più, mi sembra l’eccesso opposto.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Con l’editoria, sono all’esordio totale.

Tuttavia, un paio di anni fa questo stesso romanzo, all’epoca inedito, è arrivato tra i due migliori nella regione Marche al premio letterario Rai La Giara.

Una piccola, grande soddisfazione.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

Mentre leggi “Il volo del nibbio”, fermati un istante e guarda in alto: nel cielo e nelle stelle, troverai la libertà.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Aiutateci a sviluppare la letteratura esordiente: leggete il blog, commentate, offriteci feedback e riflessioni, anche negative.

E ovviamente, se vi avremo convinto, scegliete di leggere i nostri romanzi.

Dove possiamo contattarti?

Al mio indirizzo mail marco.capps@gmail.com, oppure alla pagina Facebook Il Volo del Nibbio – Marco M Capponi.

E con questo, salutiamo Marco Capponi, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

 

Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.