LE CLASSIFICHE AMAZON

Classifiche Amazon

VOGLIAMO PARLARNE?

In questo post voglio raccontarvi qualcosa sulle simpatiche classifiche Amazon.

Famose e famigerate.

Spesso, sui social, assistiamo a orde di scrittori (io compreso) postare orgogliosamente le proprie posizioni, pavoneggiandosi di essere al terzo, quarto, se non al primo posto. Non mi vergogno ad annoverarmi nella categoria dei suddetti autori auto celebrativi.

Naturalmente non mi riferisco solo alle classifiche di Amazon, ma a quelle di ogni portale, (Kobo, IBS, etc.), che sempre molto generosamente mette a disposizione la scaletta delle posizioni, così da far leva sull’ego di ognuno di noi.

Ma è davvero tutto oro quello che luccica?

Davvero, trovarsi in prima posizione, significa vendere un sacco di libri?

Magari… vivere di scrittura?

Be’, vi spiegherò qualcosa che forse non sapete.

Sarò come un prestigiatore che svela i trucchi del mestiere.

QUESTIONE DI… MARKETING

Intendiamoci: non sto insinuando che le classifiche siano fasulle.

Tutt’altro.

Ognuna di esse indica inequivocabilmente l’andamento delle vendite, e quindi quanti soldi stiamo intascando, solo che per fare bene i conti, un autore deve anche saperle leggere.

Pubblicizzare le nostre posizioni a dovere è, e resta, un’ottima strategia di marketing, perché in grado di influenzare gli acquisti futuri di quei lettori che ancora non hanno comprato il nostro romanzo (anatema su di loro).

Quante volte ci sarà capitato di essere indecisi sull’acquisto di un libro, piuttosto che un altro?

Personalmente, trovarne uno in buona posizione o con ottime recensioni, talvolta ha fatto scivolare la mia scelta da un titolo all’altro.

É così che spesso funziona, si tratta di psicologia spicciola.

Ma entriamo più nel dettaglio.

QUESTIONE DI… NUMERI

 

Questo è un esempio tratto da una delle classifiche del mio ultimo romanzo, Il faro.

Cavolo, direte voi.

Che roba!

Numero uno, numero due, numero tredici. Insomma, una strage di numeri.

Ottimi numeri, tra l’altro.

Il lettore più ignorante, probabilmente, penserà che scrivere sia appena diventato il mio lavoro a tempo pieno, dopo una classifica del genere.

In realtà, con i diritti d’autore che sto incassando, penso di potermi permettere al massimo un’auto nuova.

Una Hot Wheels, per esempio, o una BBurago.

C’è una cartoleria qui all’angolo che ha in mostra dei modellini davvero carini, a sette, otto euro l’una.

Perché, cosa avevate capito?

DOVE STA IL TRUC… LA FREGATURA?

Non a caso, prima, ho parlato di saper leggere le classifiche.

E saperle leggere, appunto, significa non fermarsi ai numeri che ci piacciono di più, ma andare oltre, analizzare quelli giusti.

Ovvero:

 

 

Questo è l’unico numero che, davvero, è in grado di fare la differenza.

Perché rappresenta la posizione del nostro libro sul totale dei titoli globali di Amazon, un portale che ne vanta milioni.

Gli altri numeri appartengono a sottocategorie di sottocategorie, di sotto… etc., e quindi hanno poco valore.

Inutile ritrovarsi al trentesimo posto nella quarta sottocategoria del genere, quando globalmente il nostro titolo non rientra neppure tra i primi cinquantamila.

In questo caso, la posizione 1335 non è affatto male, intendiamoci, ma anche qui, dobbiamo guardarci negli occhi e affrontare la realtà.

UN’ALTRA FREGATURA?

Non proprio, ma è bene capire come stanno davvero le cose.

Possiamo iniziare a galvanizzarci quando scendiamo sotto quota mille. Allora la questione si fa interessante.

Tuttavia, raggiungere questo risultato, non basta lo stesso a garantirci fama e successo (ma quando mai?), perché ha senso solo se costante nel tempo.

Scendere oggi a quota seicento, o anche meno, e domani risalire oltre i duemila, tremila titoli e così via, significa in sostanza aver venduto dalle due alle cinque copie, in poco veno di ventiquattrore. Nulla di più.

Parlo per esperienza personale, naturalmente.

In molti anni, però, ho capito che il successo di un giorno conta poco o niente, se non lo si riesce a estendere a mesi, o anni, e qui la questione si fa davvero spinosa, perché raggiungere tali risultati è veramente difficile.

Ma non impossibile.

Conosco un autore esordiente (eh sì), che da un anno riesce a mantenere il suo titolo più o meno a quota cinquecento, e che per un breve periodo è rientrato perfino nei primi 100 titoli assoluti di Amazon.

Si tratta di Enzo Casamento, con il suo “Acuba – Trappola da un altro mondo”.

Qui potete andare a sbirciare la sua classifica (ovviamente suscettibile di variazione) e invidiarlo quanto volete.

COME FUNZIONANO LE CLASSIFICHE

Non ne conosco certo tutti i meccanismi, però qualcosina posso dirvi.

Innanzitutto, ai pignoli che davvero vogliono saperne di più, e in maniera più approfondita, consiglio questo link.

Venendo a noi, credo sia superfluo dire che le oscillazioni in classifica dipendono innanzitutto dalla cronologia delle vendite. Come per qualunque altra attività, più venderemo, più saremo al top.

É bene comunque ricordare che la posizione del nostro libro, è legata anche alle vendite degli altri, quindi può capitare di scalare le classifiche solo perchè le vendite altrui sono cronologicamente diminuite rispetto alle nostre.

In parole povere, potremmo ritrovarci ai primi posti, senza di fatto aver venduto un bel nulla.

Inoltre, particolare da non trascurare, l’algoritmo di Amazon tiene in alta considerazione le recensioni ottenute.

Più ne avremo, più saranno positive, più il nostro libro salirà.

Ecco perché, come sempre, faccio di nuovo appello a chi di voi ha letto i miei libri:

se vi sono piaciuti, fatemi il favore di recensirli sul portale che preferite.

Se invece non vi sono piaciuti, immagino avrete mille altri impegni a cui dedicarvi, invece di perdere tempo su Amazon.

CONCLUSIONI

Le classifiche Amazon, quindi, restano un abile strumento di marketing, ma soprattutto un ottimo ricostituente per l’autore, anche il più sfiduciato.

Trovarsi talvolta a fianco di Stephen King, o magari averlo scavalcato, è una bella sensazione (illusione?).

L’importante è restare con i piedi per terra.

Pensare che niente è irrealizzabile, basta solo crederci e provarci.

E il vostro libro?

In che posizione si trova?

2 pensieri riguardo “LE CLASSIFICHE AMAZON

  1. Da quanto ho letto, le classifiche di sotto-categoria servono, ma solo se chi sta cercando qualcosa da leggere ha già in mente un’idea di massima di ciò che vuole

    Ad esempio, se digita su Google “libri italiani fantascienza”, può essere che qualcuno dei titoli in questione appaia nella prima pagina dei risultati.

    Detto questo, comunque, ti devo dare regione, i “trucchi” ci sono: esistono anche vere e proprie tecniche di SEO per migliorare la propria posizione, intervenendo su fattori quali i link di rinvio alla pagina prodotto (come accade ad esempio se facciamo segnalare il nostro libro sui blog di settore) o la condivisione del link al libro attraverso i social media.

    Insomma, è vero che non è tutto oro quello che luccica!

    1. Ed infatti, caro Andrea, stasera ho acquistato un altro modellino! Questo è tutto l’oro che posso permettermi!

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