FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ISABELLA LIBERTO

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Isabella Liberto.  

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Isabella, e benvenuta nel mio blog. Parlami di te.

Prima di tutto grazie per questo spazio, ne sono davvero felice.

Sono siciliana e da sempre nutro la passione per la scrittura.

Da bambina mi divertivo a scrivere racconti e fantasticavo da un po’ di tempo di poter scrivere un libro, ma a causa dei molti impegni dovuti allo studio mi sono potuta dedicare interamente alla scrittura solo dopo aver conseguito la laurea in Sociologia.

Perfetto. Allora direi di parlarci dei tuoi libri.

Il mio thriller d’esordio, pubblicato il 31 marzo 2017 dalla Zerounoundici Edizioni, si intitola “Anime di carta”, un libro che affronta le difficili tematiche dello stalking e del femminicidio.

Vincitore del primo premio al “Books for Peace 2017” di Aprilia per la sezione “stalking” e finalista al premio “Essere donna oggi 2017” di Gallicano.

La storia è vista attraverso gli occhi del protagonista, il tenente Christian Mudson della squadra omicidi, che si ritrova a indagare su alcune morti sospette di uomini precedentemente denunciati per stalking e violenza dalle loro ex partner.

Il mio secondo libro, pubblicato sempre dalla Zerounoundici Edizioni, il 22 dicembre del 2017, si intitola “Il Roseto Nero di Alice De Ravin”, un thriller che mescola diverse emozioni e sentimenti contrastanti, una storia narrata in prima persona dalla protagonista, Alice appunto, che si ritrova ad affrontare una situazione personale difficile e che mostrerà la sua mutazione interiore e la sua rinascita, insieme alla voglia di vendetta per il dolore e diversi torti subiti da una persona che credeva il centro della sua esistenza.

A cosa ti sei ispirata?

Per “Anime di carta” mi sono ispirata alle storie terribili di stalking e femminicidio di cui siamo testimoni ogni giorno, oltre agli studi affrontanti all’università su questa difficile tematica.

Tengo a precisare però che il libro non ha alcun riferimento autobiografico o si ispira a donne e uomini conosciuti personalmente… non sarebbe stato giusto.

Per Alice invece non so cosa mi abbia spinta a scrivere questa storia, per quanto irreale possa sembrare, credo che storie simili, ossia di amore e vendetta, possano essere non così lontane dalla realtà… mi sono “divertita” a raccontare qualcosa che potrebbe (più o meno) capitare (si spera sempre di no, ovviamente).

Ovviamente! E perché hai scelto questi titoli?

Mi piace sempre “giocare con i titoli”.

Per “Anime di carta” il significato è metaforico.

Le donne vittime di stalking e violenza (sia fisica che psicologica) sono come fogli di carta piegati su stessi troppe volte, a volte il fuoco della violenza riduce quelle anime in cenere, proprio come fogli di carta.

Ma in questo libro c’è anche speranza, voglia di lottare e di rimettersi in gioco, di riappropriarsi della propria vita, della propria libertà e dispiegare finalmente quei fogli di carta che altrimenti sarebbero solo (per citare una frase del libro) “impilati negli archivi dei casi risolti, solo quando ormai era troppo tardi”.

Per “Il Roseto Nero Di Alice De Ravin” mi sono ispirata al mistero e alla sensualità.

Il nero mi affascina da sempre e vedere un fiore nero (una rosa nera) non è abituale. Ho pensato che una rosa nera potesse rappresentare qualcosa di dark e sexy allo stesso tempo, e il nome Alice De Ravin, che suona un po’ fiabesco, rispecchia entrambe le cose.

Per scriverli hai avuto bisogno di approfondimenti?

Non tanti a dire il vero, a parte alcune piccole ricerche per i dettagli “tecnici”, per il primo libro.

Non ambiento mai le mie storie in luoghi specifici, quindi non è stato necessario nemmeno fare approfondimenti in termini geografici e simili.

Interessante, puoi spiegarci perché?

Ritengo che un libro che racconta una storia inventata non abbia bisogno della specificazione del luogo in cui si svolgono le vicende.

Che sia inventato anche quello, allora.

Il motivo in verità, almeno per quanto riguarda “Anime di carta” è stato soprattutto “logistico”.

Se lo avessi ambientato in Italia avrei dovuto parlare di leggi, giustizia e forze dell’ordine Italiane, se invece lo avessi ambientato in altri luoghi, in altre Nazioni, avrei dovuto parlare delle stesse cose, e ho preferito evitare.

Per cui ho deciso di lasciare al lettore la libertà e la fantasia di immaginare lo svolgersi della storia nei posti che più preferisce, e ho pensato bene di farlo anche per il thriller successivo.

Preferisco di gran lunga stimolare la fantasia di chi mi legge.

Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Riguardo ai protagonisti principali dei miei due libri, in tanti mi hanno chiesto “Ma chi è Christian in realtà? Perché ha tutta l’aria di essere un tipo affascinante” idem per Alice De Ravin, pensando che fossero persone di mia reale conoscenza.

La verità è che non ho pensato proprio a nessuno che conoscevo per creare i miei personaggi.

Trovo che sia più interessante creare personaggi totalmente diversi da quelli che siamo noi o dalle persone che fanno parte della nostra vita… in questo modo mi sento più orgogliosa quando una lettrice si “innamora” di Christian Mudson o un lettore di Alice De Ravin, perché si innamorano della mia fantasia e credo che non ci sia niente di più lusinghiero per uno scrittore.

Quanto c’è, di te, nei tuoi libri?

Oltre a tutta la passione, l’amore e la dedizione per quello che faccio, i personaggi che creo non hanno nulla di uguale a me (per fortuna, forse)… non sarebbe giusto.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Non so se è giusto parlare di questo, non credo che potrei aggiungere niente di nuovo a quanto è già stato detto tantissime volte da altri colleghi scrittori…

Mi sentirei invece di parlare con rammarico del fatto che le persone stanno leggendo sempre di meno.

Questo è un problema serio, che andrebbe risolto.

Oggi l’Italia conta veramente pochissimi lettori… credo che le scuole e le famiglie dovrebbero insegnare già dai primi anni, l’amore per la lettura ai propri figli e agli studenti.

Spero che si mettano in moto più iniziative in tal senso.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

La mia esperienza con la Zerounoundici Edizioni per adesso è stata incredibilmente positiva.

Ho trovato molta disponibilità e gentilezza, e questo è un fattore molto importante secondo me.

Spero di crescere ancora come autrice e di continuare questa esperienza fantastica.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare i tuoi libri?

Se volete mistero, passione, suspance, colpi di scena e adrenalina, leggete “Anime di carta” e “Il roseto nero di Alice De Ravin”.

A volte sorriderete, altre volte piangerete, alcune volte forse vi arrabbierete… in ogni caso, queste storie rimarranno dentro di voi (nel bene o nel male).

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Ringrazio di cuore Filippo per questo spazio e chiunque abbia letto questa intervista.

Spero di avervi incuriosito almeno un po’.

I miei libri sono disponibili su tutti gli store online sia in versione cartacea che e-book e sul mio canale youtube è possibile vedere anche i trailerbook.

Dove possiamo contattarti?

Per chi volesse avere qualche informazione in più sui miei libri, trame, link d’acquisto o altro, può visitare il sito web al seguente indirizzo: https://isabellalibertoofficial.wordpress.com/

Oppure seguire la mia pagina ufficiale su Facebook a questo link:
https://www.facebook.com/IsabellaLibertoOfficial/

Se avrete domande o altro, sono sempre disponibile.

E con questo, salutiamo Isabella Liberto, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

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