FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: EFFE CINICOLA

Effe Cinicola

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Effe Cinicola. 

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Francesca, e benvenuta nel mio blog. Vuoi parlarmi di te?

“No: sono troppo riservata!” disse la gnoma dispettosa facendo seguire una risatina stridula.

Questa è una breve descrizione scherzosa di me che include anche l’altezza: mi devo arrampicare sulla sedia e sui vari cuscini messi come rialzo per arrivare alla scrivania e scrivere.

Adoro giocare e i miei compagni di gioco preferiti sono mio figlio, un bambino stupendo che ho rubato agli angeli, e mio marito, un mezz’orchetto buono e generoso.

Chi mi conosce ancora non crede che sia medico. “Come fai a fare un lavoro che richiede serietà?” mi sento spesso chiedere … e io rido.

Chi mi conosce sa invece quanto ami creare storie e quanto seriamente lo faccia: serve una grande volontà per attivare “l’Artefatto del Tempo” affinché possa disporre, tra famiglia, lavoro, casa e qualche scorribanda, delle ore necessarie per trasformare la mia fantasia in racconti o romanzi.

Sogno di diventare una brava “alchimista della parola” e mi impegno con costanza per arrivare a questo obiettivo (sempre ridendo e divertendomi naturalmente!).

Perfetto. Vuoi parlarmi dei tuoi libri, adesso?

Essendo una gnoma riservata, come ho già detto, non ho voluto parlare del mondo in cui vivo, ma inventarne uno diverso.

Nei miei libri non ci sono i bellissimi e alti elfi che infestano troppe storie (li invidio troppo per ammettere la mia ammirazione verso di loro), né si possono trovare i draghi che mi incutono troppo timore.

Mi sono invece concentrata su quella specie bizzarra rappresentata dagli uomini che, essendomi un po’ antipatici anche perché a volte non li capisco, ho posto in mezzo a enormi difficoltà: l’avventura di Erenvir, il mio protagonista, comincia infatti nel Giorno del Giudizio che distrugge la Terra e annienta quasi completamente i suoi simili.

Siccome mi sembrava un inizio troppo positivo, ho voluto complicare la situazione facendo rimanere, in questo universo martoriato dai Castighi Divini, i potentissimi angeli che hanno portato l’Armageddon: i quattro Cavalieri dell’Apocalisse che, bramando potenza, vogliono assoggettare o eliminare del tutto l’umanità.

Dato che nemmeno questi quattro “cattivoni” mi stavano simpatici, ho voluto mettere loro contro sette Schiere Angeliche, di sette popoli differenti per aspetto, abilità, miracoli e missioni sacre.

Non so ancora se farò vincere il bene o il male… non è vero: ho già in mente tutte le vicissitudini di Apo-Gea e già sghignazzo malefica al pensiero del finale.

I primi due libri della saga fantasy “Gli Angeli e l’Apocalisse”(Erenvir e l’Anno Zero ed Erenvir e i Sette) sono già disponibili sia come ebook sia in cartaceo, in tutte le piattaforme di vendita online, su richiesta nelle librerie e nelle migliori taverne di avventurieri; il terzo è in lavorazione.

Essendo pigra, ho voluto rendere tutti i miei romanzi autoconclusivi, cosicché ognuno di loro fosse un cuscino su cui dormire tranquilla e sognare nuove imprese.

Wow, di sicuro non ti manca la fantasia! E a cosa ti sei ispirata, per i tuoi libri?

L’ispirazione deriva dall’Apocalisse di San Giovanni, un libro immaginifico che consiglio a tutti di leggere, che ha scosso la mia coscienza “gnomica”.

Da questa lettura nasce un abbozzo di Gioco di Ruolo su cui sto ancora lavorando.

Seguono una serie di racconti e due romanzi lasciati a metà, che probabilmente non concluderò mai e non pubblicherò mai, ma che mi hanno fatto capire cosa volessi scrivere e in che maniera.

Si riferiscono a fatti o episodi personali, che ti hanno colpita?

Non proprio, ma il primo libro è stato scritto in un momento della mia vita molto doloroso, un’apocalisse personale, una storia di sofferenza e morte da cui avevo bisogno di evadere mentalmente (agli gnomi non piacciono le tragedie!).

Perchè hai scelto questi titoli?

Mi è sembrato, e ancora mi sembra, che “Gli Angeli e l’Apocalisse” sia un titolo che rispecchi benissimo il mondo fantasy di cui parlo.

I sottotitoli descrivono i vari capitoli:

“Erenvir e l’Anno Zero” narra infatti dei primi mesi dopo il Giorno del Giudizio che danno il via a una nuova era dell’uomo, in cui le leggi fisiche e spirituali vengono sovvertite dalla presenza degli angeli. Il tutto è incentrato sulla ricerca della Terra Promessa, un luogo risparmiato dalla devastazione che potrà accogliere i sopravvissuti e ridare loro la speranza di una vita dignitosa.

“Erenvir e i Sette” si svolge cinque anni dopo, periodo in cui gli uomini devono affrontare una minaccia paragonabile allo stesso Armageddon: Abbadon il Distruttore è stato evocato e rischia di annientare ogni cosa. Saranno sette illuminati ad avere il compito di salvare la situazione.

Per scriverli hai avuto bisogno di approfondimenti?

Prima di tutto ho dovuto creare l’ambientazione e per far ciò degli approfondimenti sono stati necessari.

La Bibbia è stata una delle prime letture con le quali ho affrontato questo percorso di studio; sono passata poi all’Angelologia per creare le razze angeliche e a tutto ciò che poteva ampliare o regolare questo “universo piumato”, definito ma in continua evoluzione ed espansione.

È naturale che abbia preso delle licenze artistiche e che mi sia scostata dagli elementi di studio seguendo l’immaginazione, altrimenti mi sarei dedicata a scrivere “Le Sacre scritture 2: la vendetta”!

 Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?Sono ciò che potrei essere io in alcune circostanze, ciò che mi piacerebbe essere, ma anche ciò che odio o rifuggo.

Sono la trasposizione di quello che vedo intorno a me, delle persone che incontro e di cui mi piace afferrare alcuni aspetti, sia positivi che negativi.

Tutto parte dall’osservazione, poi interviene la fantasia ed infine dettano legge le esigenze narrative e la necessità di coerenza che devono portare ordine tra il reale e il fantastico.

Quanto c’è, di te, nei tuoi libri?

A questa domanda potrei rispondere in differenti modi a seconda del giorno o dell’ora in cui mi verrebbe fatta (oltretutto sono pure lunatica!).

Ora credo che la scrittura, come l’arte in genere, possa rappresentare una delle maschere che si possono indossare per esporsi agli altri: un modo per mostrarsi ed esprimersi, un tipo di comunicazione diversa e personalizzata.

Dietro un libro c’è sempre una persona, che copre il suo vero volto con l’inchiostro ma non potrà mai nascondere la sua ombra.

Dentro un libro c’è chi lo ha scritto nei panni dei suoi personaggi.

Un libro è una festa di carnevale a tema che l’autore organizza e anima.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

La mia pigrizia non mi permette di pensare molto, soprattutto a ciò che non va tanto bene come invece dovrebbe.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?All’inizio ho pubblicato con una casa editrice in cui ho trovato persone molto cortesi e di cui mi sono fidata da subito; purtroppo, a causa di una crisi interna, non mi hanno potuto seguire abbastanza, né supportare nella promozione e nella distribuzione.

Da poco mi sono avventurata nell’auto-pubblicazione: è molto difficile fare tutto da soli, ma porta belle soddisfazioni.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

“Preparatevi al Giorno del Giudizio profetizzato nella Bibbia: leggete “Gli Angeli e l’Apocalisse!”… Troppo catastrofico?

Sarebbe meglio: “Pentitevi!”… Meglio di no…

Potrei implorare: “Per favore, comprate i miei libri… e dai… vi prego!”… Che lagna.

Magari una minaccia: “Comprate i miei libri o vi romperò i sette sigilli per sempre!” “Se non leggete la mia saga fantasy vi farò perseguitare dai miei amici diavoletti!”… Così mi internano.

Non sono mai stata brava a vendere: ho sempre sperato che la gente, in modo spontaneo e autonomo, seguisse l’arcobaleno per raccogliere il mio tesoro (a volte mi illudo).

Ora capisco che prima di tutto devo rendere più luminosi i colori di quell’arcobaleno per attirare l’attenzione di più persone possibili e, più che altro, pubblicizzare il fatto che può condurre a qualcosa di buono.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Cari amici umani, se non siete razzisti nei confronti degli gnomi come me e se mai leggerete i miei libri (editi a misura d’uomo), per cortesia aiutatemi a crescere: non in statura (ormai ci ho rinunciato) ma nella scrittura.

Ogni consiglio dato da un lettore può diventare per chi scrive una moneta d’oro da inserire nel forziere alla fine del suo arcobaleno. 

Grazie a tutte le persone cortesi e generose.

Grazie a te Filippo che hai dimostrato cortesia e generosità.

Figurati, Francesca, sei una gnom… cioè, una persona simpaticissima! Dove possiamo contattarti?

Sono stata convinta da un mio amico Troll, che impazzisce per i moderni mezzi di comunicazione, ad aprire un profilo Facebook e una pagina sui libri.

“Sbranare a parole la gente sui social mi sazia di più dei vecchi piccioni viaggiatori” mi ha detto. “Potresti far sapere a tutti che anche una gnoma con la faccia da tonta come te può essere in grado di scrivere bene!” ha continuato il simpaticone.

È l’unico suo consiglio che abbia mai seguito e credo proprio di aver fatto bene. L’unica cosa negativa è che il Troll si diverte a insultare anche me.

Se non siete Troll potete trovarmi su

https://www.facebook.com/Effe.Cola (Effe Cinicola)

La pagina de “Gli Angeli e l’Apocalisse” è:

https://www.facebook.com/EffeCNCola/

E con questo, salutiamo Effe Cinicola, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

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