FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: FABRIZIO BONATI

Fabrizio Bonati

LARGO AGLI ESORDIENTI

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Fabrizio Bonati. 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Fabrizio, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Ciao Filippo!

Allora, ho 43 anni, sono sposato con Sara dal 2005, e ho tre figli, Filippo di 12 anni, Giulio di 9 e Gioele di 5.

Sono cresciuto a Vercelli, e nonostante non ci abiti più, la frequento tutti i giorni per lavoro.

Nella vita, per vivere, sono tecnico ascensorista, anche se non mi occupo solo della parte squisitamente tecnica, ma anche dei rapporti commerciali con i clienti.

Amo lo sci, la bicicletta, pratico crossfit, e mi dedico alla cura dell’orto.

Amo molto leggere, ho letto 500 numeri di Alan Ford, noto fumetto satirico, ho letto moltissimi libri di Stephen King, tutti quelli di Grisham, ma negli ultimi anni mi sono innamorato di J.R. Lansdale e della saga di Hap e Leonard.

Soffro di sclerosi multipla dal 2006, ma fortunatamente è stabile da un bel po’.

Quando trovo il tempo per scrivere?

Bella domanda… lo ricavo qui e là, nella pausa pranzo, la sera, e poco altro.

Be’, Fabrizio, complimenti per… tutto! Allora parlami dei tuoi libri.

Ho pubblicato tre libri, “L’Inconveniente” nel 2012, “Memorie di un sognatore bislacco” nel 2013, e “La sorpresa di Paolo” nel 2017.

In mezzo ho partecipato a qualche antologia di racconti, e a diversi concorsi, sempre per racconti. 

“L’Inconveniente” e “La Sorpresa di Paolo” hanno temi simili, storie di famiglie allargate, infedeltà, redenzione e… altro.

Storie di tutti i giorni, direi. Una autrice conosciuta anni fa, mi disse che “L’Inconveniente” era “la negazione di tutti i valori fondamentali”.

Oserei dire che invece “La Sorpresa di Paolo” è “la vendetta” dei valori fondamentali.

“Memorie”, invece è una sorta di autobiografia, raccontata attraverso i sogni strampalati che faccio sin dalla più tenera età.

Per molto tempo ho pensato di essere un po’ “tocco”, poi…  leggetelo e lo scoprirete!

Perfetto, e a cosa ti sei ispirato?

Beh, a parte “Memorie”, per gli altri due… a niente!

O meglio, sono storie che si sentono tutti i giorni.

Nonostante quello che alcuni pseudo-amici pensavano, non sono storie autobiografiche.

Non saprei, mi sono uscite così…

“La sorpresa di Paolo” si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

No, affatto.

Ci ho messo qualche episodio che mi è capitato nella vita, come quello del condomino logorroico che pensa che tutti i manutentori siano tabagisti, e un altro episodio all’inizio del libro, quando lui ricorda di essersi appartato con una ragazza in un posto ben preciso, più che altro come intermezzi divertenti, ma per il resto è tutta invenzione

Perchè hai scelto questo titolo?

In realtà, non lo so di preciso.

Pensando ai contenuti, gli avevo dato questo nome come  provvisorio, poi è passato il tempo, e mi ci sono affezionato.

Di sorprese, nel libro, Paolo ne ha a bizzeffe, ma lui non ne fa a nessuno.

Però… c’è sempre un però, eheheh!

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

No, in effetti no, mi sono affidato a quello che sapevo di mio, ma non parlando di fatti storici particolari o di fenomeni scientifici, non ne ho avuto bisogno.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Assolutamente tutta farina del mio sacco, con l’esclusione del signore logorroico e dedito al tabagismo.

Credo però che i personaggi da me descritti siano assolutamente persone che si possono trovare in qualsiasi casa, assolutamente persone comuni

Quanto c’è, di te, nei tuoi libri?

Beh, in “Memorie di un sognatore bislacco” ci ho messo molto di me stesso, ho buttato nero su bianco tutti i miei vecchi sogni-incubi, diciamo che mi sono messo a nudo.

Negli altri due, però, quasi niente; è chiaro che la mia professione mi fa incontrare persone diverse in diversi ambiti, aggirandomi per condomìni, ne sento e ne vedo di ogni qualità, e inevitabilmente alcuni episodi, magari romanzati, possono uscire dalla testa e proiettarsi sulla carta, ma non saprei ricollegarli a ricordi precisi.

Con l’esclusione di quelli volutamente inseriti, ovvio.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

La situazione editoriale italiana è… triste.

L’unico aggettivo che mi viene in mente è TRISTE.

Autori pur bravi, e io non mi ci metto in mezzo, vengono ignorati dalle Case editrici perché sono dei signori Nessuno.

É pur vero che si scrivono più libri di quanti se ne leggono, ma è anche vero che le grandi Case Editrici spingono solo quei titoli che gli garantiscono un certo numero di vendite, però quando vedi pile altissime di volumi di Vespa, e il tuo titolo è relegato nell’angolino più remoto della libreria, un po’ ti girano le scatole.

Ammesso che tu ci arrivi, allo scaffale della libreria.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Il primo libro che ho pubblicato, era con un editore di Roma.

Avevo già ricevuto proposte da “Editori” che chiedevano tanti soldi, ma, oltre a non averli, i soldi, non mi andava di pagare.

Mandai il file del mio manoscritto, e questo Editore mi rispose nel giro di un’ora.

Se non avessi avuto le fette di salame dell’esordiente davanti agli occhi, già questo avrebbe dovuto farmi pensare… L’editing non esisteva, e per editare ho dovuto andare a Roma.

Non mi sono stati chiesti soldi per pubblicare, quantomeno, ma la distribuzione, così come la promozione, semplicemente non esisteva.

Mi comprai una serie di copie finanziate, così come il viaggio a Roma, vendendo la mia collezione di Alan Ford, e poi partii con il pellegrinaggio in tante librerie, lasciando copie in conto deposito.

Per il secondo libro, uscito esclusivamente in formato e-book, avevo deciso di pubblicare il self-publishing, e così ho fatto. In fin dei conti, a livello di numeri di vendita, non è cambiato pressochè nulla…

Per “La Sorpresa di Paolo”, dopo avere mandato il file a mezzo mondo, anche se un po’ a sprazzi, ho finalmente ricevuto la risposta positiva di Le Mezzelane.

Non mi posso lamentare, l’editing è un vero editing, e la copertina è uscita… beh, perfetta!

Riguardo la distribuzione, non siamo ancora al top, ma ci si scontra anche con lo snobismo di parecchie librerie, che se non arrivi da Feltrinelli, non ti si filano proprio.

Per il prossimo libro, che sto scrivendo, mi piacerebbe… ah, meglio tacere, porta sfortuna!

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

 ‘La vendetta dei valori fondamentali’ direi che può andare.

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Don’t stop believing!

Dove possiamo contattarti?

Mi potete trovare su Facebook, oltre al mio profilo personale, ho una pagina dedicata ai  libri, che si chiama I libri di Fabry,  su Instagram, come Fabrizio Bonati oppure alla mail fabrizio.bonati@gmail.com.

E con questo, salutiamo Fabrizio Bonati, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

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