FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: FRANCESCA DE AGELIS

Francesca De Angelis

LARGO AGLI ESORDIENTI 

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, é Francesca De Angelis.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Francesca, e benvenuta nel mio blog. Parlami di te.

Ciao Filippo, ti ringrazio per avermi voluto dare spazio in questo tuo splendido blog e complimenti vivissimi per i tuoi risultati in campo letterario, spero di diventare brava quanto te, un giorno.

Allora, che dire di me?

Sono una ragazza ironica e romantica allo stesso tempo. Sono un po’ maschiaccio, questo sì, però ho la passione per tutto ciò che è vittoriano. E’ un periodo storico che mi affascina moltissimo, anche se come disse Charles Dickens in “A Tale of Two Cities” fu il migliore dei tempi e il peggiore dei tempi, fu la stagione della Luce e quella del Buio… un periodo molto controverso, quindi.

E’ comunque in età vittoriana che ha visto la luce il mio libro preferito, ovvero “Cime Tempestose”. Di quelli più “moderni” vado pazza per Stephen King. “Carrie”, il suo primo romanzo è qualcosa di spettacolare, l’ho amato davvero tantissimo. 

Oltre a scrivere mi piace molto anche disegnare (specialmente i personaggi dei miei anime preferiti), cucire, (non sono molto brava però, il mio ultimo ricamo doveva essere un’ape regina, ma sembrava più una scimmia che ha pasticciato con le tempere XD) e suonare il pianoforte.

Faccio anche cosplay e mi sto per laureare di nuovo.

Amo molto gli animali e fin da bambina ho imparato a vivere in armonia con loro e la natura.

Mi piacciono molto i film in bianco e nero, tanto che da piccola volevo fare l’attrice. Amo le montagne, i boschi e le brughiere.

Un giorno, mi piacerebbe tanto avere abbastanza soldi per poter visitare Top Whitens, luogo che ha ispirato il capolavoro di Emily Bronte a cui devo la nascita del mio libro. 

Perfetto. A questo punto vorrei mi parlassi del tuo libro. 

“Cenere sulla Brughiera” è il mio romanzo d’esordio, ho iniziato a scriverlo che avevo ancora 23 anni e l’ho terminato che ne avevo appena compiuti 24.

L’ho lasciato nel mio computer per un anno, circa. Poi mi sono fatta coraggio e l’ho spedito a qualche casa editrice.

Ancora oggi, dopo quasi due anni dalla pubblicazione ancora non riesco a credere che l’Arduino Sacco (la casa editrice che mi ha pubblicato), abbia deciso di avere fiducia in me e dare alle stampe il mio romanzo.

“Cenere sulla Brughiera”, narra le vicende di Catherine, una ragazza inglese che a seguito della morte dei suoi genitori, si trasferisce con la nonna e la zia ventitreenne negli Stati Uniti. Dopo la morte di entrambe, Cathy verrà affidata ad una coppia odiosa e snob che la maltratta. A scuola, le cose non vanno certo meglio, ma l’incontro con il giovane Logan, ragazzo taciturno e ossessionato da un passato infelice, cambierà per sempre il corso della sua esistenza.

I riferimenti a “Cime Tempestose” non mancano, ma per costruire il personaggio di Logan mi sono ispirata ad Erik, del film “Il Corvo”.

Logan ha anche tantissimo di Heathcliff, il protagonista maschile di “Cime Tempestose”. Il dolore che sente è mitigato dalla presenza della piccola Cathy, o signorina Catherine, come la chiama lui. Quando lei gli viene sottratta, il suo dolore fuoriesce in maniera davvero inquietante.

E’ una storia d’amore, ma è anche una storia di denuncia sociale.

I temi portanti sono l’amore, ma anche l’abuso minorile, il bullismo e l’emarginazione.

Cathy, nel romanzo, ricopre il ruolo della svantaggiata. I suoi compagni percepiscono questo suo disagio e lo temono, cercano così di esorcizzarlo trattandola male, fino alla violenza finale che rappresenterà lo spartiacque fra la prima e la seconda parte.

A cosa ti sei ispirata?

Mi sono ispirata a “Cime Tempestose” e al film “Il Corvo”.

Anche per il linguaggio che ho usato e per il tipo di amore che lega i due protagonisti, mi sono rifatta alle coppie principali delle opere sopracitate.

Cathy e Logan sono due ragazzi che si ritrovano giovanissimi e capiscono sin da subito di essere anime gemelle.

Si fanno forza l’un l’altro e in mezzo a tutto l’orrore che li circonda, sono la luce l’uno per l’altro.

Per l’aspetto fisico di Catherine mi sono ispirata a quello che Cloe Grace Moretz, ci presentò mentre interpretava “Carrie” protagonista del film omonimo.

Come ho detto prima è il libro di King che più amo. 

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpita?

Non ho avuto una vita facile.

Mia nonna e mia zia che mi avevano allevato nei miei primi anni di vita, se ne sono andate quando io ero ancora una bambina.

Avevo 7 anni quando ho scoperto il significato della parola “tumore”. Ricordo mia nonna che a causa della debolezza dovuta alla chemioterapia, non riusciva ad alzarsi dalla sedia a rotelle e camminare.

Io volevo che si alzasse, ma lei mi diceva “Francesca scusami, ma non ce la faccio, mi gira la testa”. Speravo che si salvasse, speravo in un miracolo, ma non è successo.

Mia zia l’ha seguita subito dopo e da quel momento ho iniziato a stare male.

Ho sofferto di depressione per un po’ e mi sentivo alla deriva. Poi è successo. Il giorno del mio decimo compleanno, qualcuno mi regalò il terzo libro della saga di “Harry Potter”.

Leggere di quel maghetto così coraggioso mi ha tirata sù di morale.

Facendo qualche ricerca, ho scoperto che J. K. Rowling aveva perso la madre da ragazza e che anche per lei la depressione non era un qualcosa di sconosciuto.

L’amore per sua figlia l’ha portata a reagire e ha usato la scrittura come terapia. Così ho pensato che potevo provare anch’io.

E’ la mia Fata Madrina, non esito a dirlo, senza di lei e delle sue fantastiche storie oggi non scriverei e non avrei pubblicato nulla.

Lei è grande e mi ha ispirato moltissimo, non solo nella scrittura, ma anche nella vita reale. 

Perché hai scelto questo titolo?

“Cenere sulla Brughiera” è un titolo assai simbolico.

Cathy, viene separata dalle brughiere delle Yorkshire dov’è cresciuta per trasferirsi negli U.S.A.

La speranza del ritorno è il fuoco che la fa andare avanti, è ciò che la spinge a lottare contro chi la vuole spezzare.

Tornerà sulla brughiera che tanto ama, ma di questo fuoco interiore e dell’amore che sentiva per quei luoghi non rimarrà che la cenere.

Però, visto che come si dice “Dove prima c’era il fuoco, è rimasta la cenere”, l’amore e la devozione che aveva per quei luoghi, vivranno in eterno. 

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

No, in realtà no.

Certo, ero molto giovane quando ho scritto la storia di Cathy e ho ancora un sacco da imparare.

Secondo me, noi scrittori più invecchiamo e più diventiamo magistrali, sia nello scrivere che nel creare storie.

Io per esempio, sono molto felice quando ricevo dei consigli da parte dei lettori, perché mi spronano a perfezionarmi e a fare sempre meglio. 

Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Be’ zia Clarisse, la zia di Cathy è molto simile a mia zia, prevalentemente nel carattere.

C’era un momento della giornata in cui prendeva uno dei nostri libri di lettura, lo apriva a caso e mi leggeva la storia che vi trovava. Era il periodo del giorno che preferivo.

Mia nonna invece, mi ha insegnato a giocare a carte e a cucire, e in questo somiglia tanto alla nonna di Catherine; quest’ultima però, non compare mai fisicamente nel libro, ma solo nei ricordi della protagonista. 

Quanto c’è, di te, nel libro?

Catherine mi somiglia moltissimo.

Anche lei è piuttosto “fuori dagli schemi”.

Si cuce i vestiti da sola e ha la tendenza a perdersi nei libri, cosa che faccio sempre anche io. Tuttavia, non avrei sempre agito come lei.

Non so se avrei avuto il suo sangue freddo, che di fatto è ciò che l’ha tenuta in vita nella seconda parte del libro.

Creare un personaggio che agisce diversamente da te, è difficile ma entusiasmante. 

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Tastino dolente XD.

Per quanto mi riguarda, sono stata fortunata.

Ho trovato una casa editrice piccola ma seria e che mi ha fatto pubblicare senza contributo.

Oggi, escludendo i colossi è difficile trovare una casa editrice che ti pubblichi senza contributo. I colossi invece, a causa delle tante richieste ricevute ogni giorno, è difficile che ti leggano.

E’ una situazione difficile, ma non è colpa di nessuno.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Per ora solo con l’Arduino Sacco. 

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

“E’ possibile incontrare la donna della tua vita a 14 anni? Non posso rispondere con certezza a questa domanda, l’unica cosa che so è che se anche dovessi perderla, se anche il destino dovesse giocarci qualche brutto tiro, usando le armi peggiori che di rado è dubbioso a schierare, la ritroverò sempre. Dopotutto, è questo che significa essere l’Heathcliff di qualcuno”            

 Il Diario di Logan.

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Se siete scrittori esordienti non lasciatevi abbattere dalle avversità, perché quello che vi ha portato a scrivere e a dedicarvi anima e corpo al vostro romanzo è una forza troppo potente per poter essere schiacciata al primo ostacolo.

Lo so che è difficile, ma se usiamo l’amore e facciamo di esso il motore della nostra opera, ci sarà sempre un lieto fine.

Per i lettori: siete la mia linfa, non smettete mai di sognare, non permettete a nessuno di distruggere le vostre speranze e continuate ad amare i libri.

Essi sono la nostra eredità, fra ciò che di più buono l’uomo ha creato, siamo noi stessi e il nostro futuro.

Dove possiamo contattarti?

Email – francesca.deangelis370@virgilio.it  

 Facebook-  https://www.facebook.com/luna.fredda.733 

E con questo, salutiamo Francesca De Angelis, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

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