CHI NON LEGGE I NOSTRI LIBRI?

Chi non legge

 UN ARGOMENTO CHE SCOTTA…

 

Chi non legge i nostri libri, è la domanda che da un po’ di tempo mi ronza nella testa.

Soprattutto per motivi personali.

Da qui, l’idea di scrivere un post che analizzi (per puro divertimento, sia chiaro), una parte dei miei lettori, raccontando una situazione che potrebbe tranquillamente essere la vostra.

La domanda è semplice, eppure la risposta non lo è altrettanto:

Chi diavolo NON legge i miei libri?

Non mi interessa sviscerare il target di lettori, mi basta approfondire le prime tre categorie che, di solito, dovrebbero accorrere in aiuto di un povero esordiente che cerca di tirare a campare con i suoi ebook, ovvero:

  • Colleghi.
  • Amici.
  • Parenti.

Ecco qua la triade al completo, un triumvirato capace di grandi prodigi ma, altrettanto, di tremende carestie.

I grandi assenti.

Coloro che spesso ti chiamano, per dirti: “Ho saputo che hai scritto un libro“.

E poi non lo comprano.

Ragionando sui dati di vendita recentemente ottenuti, che sono più che soddisfacenti, mi sono trovato tuttavia a fare una riflessione, che vorrei condividere con voi.

Ma prima di tutto, una doverosa premessa:

Il post nasce per gioco.

Non intendo colpevolizzare nessuno, né muovere critiche, solo creare un passatempo divertente, anche perchè non  possiamo pretendere che tutte le persone che frequentiamo siano lettori abituali, o appassionati di libri.

Quindi?

Cominciamo.

QUANTO COSTANO I MIEI LIBRI?

 

Si parte da qui.

I miei libri oscillano da un minimo di 2,99 euro a un massimo di 4,99, ma in questo post mi concentrò solo su Ti guarderò morire, un libro che sta avendo molto successo, e sul quale ho dati abbastanza certi.

Costa 3,99 euro.

Insomma, stiamo parlando di spiccioli.

Qualche caffè, o al massimo una colazione al bar.

Eppure, per qualcuno, questa cifra deve sembrare insostenibile.

 

COLLEGHI 

 

È la categoria che giustifico più di tutti.

Che ci piaccia o no, siamo costretti a lavorare gomito a gomito con persone che magari conosciamo poco, ma con le quali dobbiamo condividere forzatamente intere giornate.

Quindi non posso biasimarli, se non comprano il mio libro. Non siamo legati da parentele o vincoli affettivi, solo dal nome della stessa azienda.

Venendo a noi:

lavoro in una multinazionale con una lista impressionante di dipendenti, e se dovessi stimare un numero di colleghi con cui, più affettuosamente, condivido le giornate, direi una ventina, più o meno.

Ecco: di questa ventina, che io sappia, solo in tre hanno acquistato il mio libro.

Capisco che i caffè alle macchinette automatiche rappresentino una tentazione irresistibile, quindi non riesco a condannarli se hanno deciso di mettere da parte qualche spicciolo, sottraendolo all’acquisto del mio ebook.

Però, dopo aver fornito una copia gratuita in alcuni uffici, tutti si sono precipitati a leggerlo, con un sacco di apprezzamenti.

Come direbbe il buon Adam Kadmon:

 

AMICI

 

Ahia.

Qui entriamo un po’ nel vivo della questione, perchè se posso contare venti colleghi, di amici potrei contarne almeno il triplo.

Eppure, rispondendo a una bizzarra legge inversamente proporzionale (che stento a comprendere), sembra che all’aumentare del numero di conoscenti, corrisponda una drastica diminuzione delle vendite.

Sto parlando di una copia. Sissignori.

Della quale peraltro non ho netta conferma, solo una frase buttata là, che mi ha fatto ipotizzare l’acquisto del libro.

Non mendico attenzioni, non mi interessano, non andrò mai a chiedere spontaneamente se qualcuno ha letto i miei libri, ma da un amico mi aspetterei sostegno incondizionato.

“Compro il tuo libro nel nome di quella volta che ci siamo sbronzati assieme, e ci siamo vomitati addosso”.

Bello, dai.

“Vabbè, lo compro perchè ti devo un favore”.

Ok, siamo pari.

“Dai, lo compro perchè ho ancora qualche spicciolo nella ricaricabile, e non so come spenderlo”.

La mia giornata fortunata!

Ecco.

Sarebbe andata bene qualunque scusa.

Vabbè, amico mio che non leggi i miei libri, sappi che la nostra amicizia continuerà, nonostante i tuoi tentativi di evitare i miei ebook come la peste.

Però qualcosa mi sfugge, quando ti vedo acquistare libri di altri autori.

Tu, Adam?

Non penserai che anche stavolta…

 

PARENTI

 

Qui arriviamo al piatto forte.

Se un collega può essere un semi sconosciuto, e un amico un compagno di sbronze, un parente ha (o dovrebbe avere) un legame affettivo particolare con noi.

Di sangue.

Questo non significa nulla, intendiamoci, ma dal punto di vista di sostegno e appoggio, nell’immaginario collettivo, dovrebbe rappresentare una boa di salvataggio in mezzo al mare. Un appiglio nei momenti difficili.

Un’ancora.

Nell’immaginario collettivo, appunto.

E l’ancora è più facile prenderla in testa.

Non appartengo a una famiglia che si è moltiplicata per generazioni, invadendo regioni o stati limitrofi, però al giorno d’oggi posso vantare una trentina di parenti sparsi, omettendo volutamente quelli acquisiti.

Ebbene, solo in tre, hanno acquistato il mio libro, e sul terzo non ho piena conferma.

Non faccio altre considerazioni perchè non servirebbero a niente, tranne una:

io, nei loro panni, lo avrei fatto.

Anche se avesse significato acquistare un prodotto inutile, o che detesto. Magari l’avrei comprato e poi buttato, ma non avrei mancanto quel gesto.

E di nuovo, chiedo al buon Adam se è un caso che alcuni parenti si facciano vivi solo davanti agli insuccessi, per poi volatilizzarsi davanti ai successi.

 

MA ALLORA CHI LEGGE I MIEI LIBRI?

 

La quarta categoria.

Quella che davvero conta e fa la differenza, sia in numero di vendite che in prestigio:

la categoria degli sconosciuti.

Quei meraviglioso lettori che, senza secondi fini, senza sapere nulla di me e della mia vita, hanno acquistato e continuano ad acquistare i miei libri, per semplice curiosità, voglia di leggere, passatempo, gusto personale.

Stima verso l’autore. Perchè no?

A queste persone va il mio più sincero e riconoscente grazie.

A coloro che hanno letto, commentato e giudicato i miei libri, va il mio apprezzamento e la mia gratitudine, per avermi permesso di arrivare fino a loro, e lasciare qualcosa nei loro cuori.

Dopotutto è risaputo che essere amati dai conoscenti è fin troppo facile. Il problema diventa farsi amare dagli sconosciuti.

Quindi, alla fine della fiera, su tutta questa storia, sapete che vi dico?

Chi se ne frega!

 

CONCLUSIONI

 

Sintetizzando, sembra che io venga letto sostanzialmente da chi non mi conosce.

Forse è il caso che inizi a farmi qualche domanda

Se lo conosci… lo eviti?

Vabbè, così esageriamo però.

Scherzi a parte, mi piacerebbe sapere se anche voi siete rimasti vittima dei grandi assenti, come me, e come vi siete comportati al riguardo.

Per il resto, non ho risposte da dare ai mille interrogativi che si affollano nella mia mente, perchè sarebbero troppo contorte o, al contrario, spaventosamente facili.

Tu, Adam, hai altro da dire, riguardo a questa strategia del complotto messa in atto contro di me?

 

 

 

10 pensieri riguardo “CHI NON LEGGE I NOSTRI LIBRI?

  1. Hai toccato proprio un tasto dolente! Complimenti Filippo, con eleganza e ironia hai saputo affrontare un argomento che molti nascondono. A Napoli diciamo “e parient so comm e’ scarp, cchiù so strett e cchiù te fann mal” (i parenti sono come le scarpe, più sono strette e più ti fanno male). Parenti, amici, colleghi alla fine sono solo conoscenti, sono legati a noi solo perché messi in categorie come hai fatto tu; un gesto d’affetto te lo ostenta più uno sconosciuto che uno che fa parte dei tuoi giorni. L’esperienza mi ha insegnato che quando inciampi, in molti casi, la mano ti viene tesa da un passante e no dall’amico o dal cugino o dal fratello che hai accanto. Io non ho ancora avuto la gioia di essere pubblicata, adesso ho intrapreso seriamente questa strada (uno molto bravo mi sta dando delle dritte giuste), ma sicuramente mi ritroverai nella stessa situazione.
    Tu continua così che sei bravo e nun penzà a nisciun. Le soddisfazioni arrivano sempre, col ritardo, ma arrivano.

    1. Grazie per le tue parole, e comunque è vero: se ogni volta mi fossi fermato a riflettere su queste grandi Assenze, a quest’ora non sarei qui, con cinque libri pubblicati.

  2. Mah onestamente non mi ci ritrovo, sarà che si trattava dell’esordio e forse ha beneficiato dell’effetto sorpresa ma io credo che nelle tre categorie incriminate ho almeno 100-150 lettori verificati. Certo sono una (per fortuna) piccola percentuale del totale ma a livello motivazionale hanno decisamente avuto un ruolo importante!

    1. Beato te! Io, se aspettavo loro, per la spinta motivazionale, a quest’ora potevo essere a lavorare in miniera.

  3. Bellissimo post. Anche io ho avuto più soddisfazioni da estranei che da conosciuti. Diciamo che i miei colleghi lettori mi hanno dato soddisfazione. È vero che alcuni lo hanno preso e nemmeno sfogliato, ma altri lo hanno letto donandomi la loro opinione. Parenti…lasciamo perdere. Sconosciuti diventati conosciuti… beh, li tanti e anche tanto stimati colleghi. Alla fine meglio darci una mano tra di noi, che poi risultiamo i più sinceri e i più critici.

  4. Ti é piaciuto? Ho chiesto a miamadre, di un mio libro pubblicato da Einaudi. Risposta: mah, io non lo comprerei.

  5. Ma ritrovo nella tua esperienza. Strano il fatto che chi ti è più vicino e dovrebbe supportarti per mille motivi poi non lo fa. Anche io ho avuto grandi, grandissime assenze ma non ho perso motivazione e ora sono al sesto libro pubblicato, con altri due di prossima uscita.
    Nel mentre, c’è chi alla fine colto da entusiasmo ha iniziato a capire che facevo sul serio e ha iniziato a seguirmi e leggermi, amici ritrovati, stima espressa e lettori sinceri che mi apprezzano per il mio lavoro, loro sono il motore di tutto.

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