FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: DANIELA QUADRI

Daniela Quadri

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, è Daniela Quadri.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Daniela, e benvenuta nel mio blog. Parlami di te.

Buongiorno Filippo,

sono nata a Monza un tot di primavere fa (tot è un termine che mi piace molto, vago il giusto e soprattutto non impegnativo, almeno nel senso che non mi costringe a dire quante con precisione ☺), e a Monza sono felicemente cresciuta e vivo tuttora.

Insomma, sono una Monzese e, in termini più allargati, una brianzola doc da almeno tre generazioni sicure.

Da questa terra di lavoratori cocciuti e di poche parole, ho preso senza ombra di dubbio la perseveranza e la caparbietà. 

Quando mi pongo un obiettivo, non demordo alle prime difficoltà, anzi mi ci metto ancora più d’impegno, per me diventa una questione di puntiglio; mettermi alla prova, anche se mi emoziona e mi spaventa sempre – ansia è il mio secondo nome! – è una sfida alla quale non rinuncio mai. 

Penso che questo atteggiamento, a parte una questione di carattere, sia anche il frutto della cultura e degli insegnamenti che ho ricevuto fin dall’infanzia: niente arriva senza sforzo e, se si vuole ottenere qualcosa, bisogna darsi da fare.

Ecco, la Brianza mi ha plasmata e, se devo essere sincera fino in fondo, amo la mia città e sono orgogliosa delle mie radici, come è normale e giusto che ognuno di noi lo sia delle proprie.

E, dopo aver descritto questo mio mai rescisso cordone ombelicale con Monza, di me posso aggiungere che, da brava Gemelli, sono un’introversa emotivamente espansiva, una solitaria follemente innamorata delle risate e della buona compagnia. In pratica sono un mix vivente di contraddizioni e, a mia discolpa, confesso un unico difetto: scrivere.

Sì, perché scrivere per me è una droga di cui non posso e non voglio fare a meno, è stato e continua a essere il modo più vero e diretto che ho per mettere nero su bianco i miei sentimenti, le mie emozioni, brutte o belle che siano, più profonde. 

E per condividere tutto questo con i miei lettori.

Perfetto. Adesso parlami dei tuoi libri.

Questa necessità di scrivere che ho sempre avuto, ha finalmente trovato la via della pubblicazione nel 2011, anno in cui uscì “Spicchi di cuore”, la mia prima raccolta di racconti sul tema degli incontri sentimentali nati in chat, seguita nel 2013 da “Istantanee di un destino”, una seconda raccolta in cui il tema dell’amore viene fotografato a 360° gradi attraverso le diverse esperienze dei vari personaggi. 

Del 2015 è il mio primo romanzo “Le stelle di Srebrenica”  edito da Project, Leucotea: una storia corale al femminile, in cui il protagonismo rosa prende spunto dalle terribili vicende della guerra di Bosnia ed Erzegovina.

Ma è del mio secondo romanzo “Ovunque sei” (2017, Project, Leucotea) che vorrei parlare in questa intervista.     

Bene. A cosa ti sei ispirata?

“Ovunque sei” è il naturale proseguo de “Le stelle di Srebrenica” del quale chiude il finale aperto ma, anche se alcuni personaggi e vicende sono presenti in entrambi i romanzi, Ovunque sei è del tutto indipendente.

Per le vicende narrate mi sono ispirata a fatti di cronaca, naturalmente romanzati, e a drammi familiari di attualità quali il rapimento e la violenza sui minori.

Il romanzo, un genere di thriller psicologico che è stato definito glocal (un connubio tra tematiche universali e un’ambientazione nostrana, in quanto ambientato a Monza e in Brianza), intreccia storie personali a crimini malavitosi e a vicende di eroine della seconda guerra mondiale.

Insomma mille sfumature di emozioni a cui lasciarsi andare.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpita?

Direi, più che a episodi reali, a una domanda che io stessa mi sono posta più volte, alla luce di certe notizie di cronaca.

E la domanda è questa: ma è proprio vero che tutte le donne nascono con un istinto materno?

Qual è il meccanismo che deve scattare per poter dire che una donna è madre, al di là dell’ovvio fattore biologico?

Ecco, in “Ovunque sei” ho cercato di sviluppare il tema della maternità da molteplici angolature: la maternità cercata, negata, rubata, imposta, e l’ho fatto attraverso personaggi femminili positivi e negativi.

Perché un tema così complesso e articolato necessitava un approccio a 360°.  

Sono d’accordo. Perché hai scelto questo titolo?

Il titolo riprende una frase del diario di guerra di zia Paolina, uno dei personaggi femminili di “Ovunque sei”, ed è la frase con cui si rivolge al fidanzato partito per la guerra sul fronte orientali nei Balcani e del quale non ha più notizie.

Ovunque sei, noi siamo.

Un messaggio d’amore tra una donna e il suo uomo, una madre e suo figlio.

Un messaggio universale che lega tutti noi.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Sì, in particolare per scrivere il diario di guerra di cui parlavo prima, mi sono documentata leggendo quelli scritti da donne italiane durante il secondo conflitto mondiale: donne coinvolte attraverso le vicende dei propri mariti, fidanzati, fratelli, ma soprattutto direttamente come staffette partigiane.

Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

I personaggi sono frutto della mia fantasia ma, come sempre, attingono alcune delle loro caratteristiche fisiche o psicologiche da persone che ho realmente incontrato o conosciuto.

Sono convinta che uno scrittore debba romanzare le vicende che narra, coinvolgendo e facendo immedesimare il lettore in maniera credibile, ma anche che, per riuscire a farlo, debba trasmettere emozioni vere che lui stesso ha provato e vissuto.

Insomma un mix vincente di fantasia e realtà.

Quanto c’è, di te, nel libro?

C’è molto di me in tutti i miei libri: alcuni tratti della mia personalità, molte emozioni scaturite da episodi che mi hanno colpita direttamente o attraverso persone a me vicine, sogni, passioni e desideri.

A volte, quando rileggo alcuni brani dei miei libri, mi sorprendo di come certe sensazioni si siano materializzate sulla carta e mi sembra di riviverle ancora con la stessa intensità.

Lo stesso mi succede quando sono i lettori a condividere con me le emozioni che la lettura dei miei libri ha dato loro; scopro modi diversi di vivere uno stesso accadimento, sfaccettature della mia scrittura che non avrei mai immaginato.

Anche questa è la magia dello scrivere.  

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Credo che la situazione editoriale italiana sia in una fase critica e decisiva al tempo stesso. Critica perché, nonostante il numero crescente di nuove case editrici che si propongono sul mercato e di quello esponenziale di autori esordienti, il numero di lettori è in diminuzione. A tale proposito non devono trarre in inganno alcuni dati sul fatturato in crescita delle case editrici negli ultimi anni: questo è dovuto fondamentalmente all’aumento del prezzo dei libri.

Decisiva perché una situazione del genere non è più sostenibile, e il mondo editoriale dovrà al più presto prendere delle decisioni cruciali che io spero andranno a favore della cultura più che degli interessi economici. 

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

In questo senso devo dirmi fortunata perché ho incontrato, fin dalla prima pubblicazione, solo editori non a pagamento. Piccoli, e con i limiti derivanti da questa condizione strutturale, ma appassionati e disposti a dare spazio anche a nomi sconosciuti, purché in grado di produrre opere di valore.

Penso che questo sia un elemento fondamentale per tutti coloro che stanno cercando un editore, non bisogna fermarsi alla facilità o velocità della pubblicazione – la fretta è una cattiva consigliera -, ma piuttosto valutare l’onestà della proposta che ci viene fatta.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

Il mio slogan è semplice e spero diretto: se leggete per emozionarvi, allora “Ovunque sei” è il romanzo che fa per voi!

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Agli utenti del blog, Filippo, vorrei consigliare di leggere sempre, di non soffermarsi sullo stesso genere letterario ma di sperimentarne diversi, di essere proattivi nella scelta delle proprie letture, di non seguire cioè le mode dettate dai grandi editori, ma di addentrarsi in quel mondo meraviglioso che è l’editoria indipendente.  

Dove possiamo contattarti?

Spero davvero che qualcuno, dopo aver letto questa intervista, voglia contattarmi e, nel caso, potrà farlo sul mio profilo Facebook, sulle pagine dedicate a “Le stelle di Srebrenica” e a “Ovunque sei” sempre su Facebook e sul mio blog personale “Le cose di Dani” (https://dq305.blogspot.com)

Grazie, Filippo, per lo spazio che mi hai dedicato e grazie a tutti coloro che hanno letto i miei romanzi o che lo faranno!

E con questo, salutiamo Daniela Quadri, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

 

 

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