È COSÌ CHE SI UCCIDE

È così che si uccide

LA RECENSIONE DI OGGI

 

Titolo: È così che si uccide.

Autore: Mirko Zilahy.

Genere: thriller.

Tipologia: romanzo.

Versione: cartacea – ebook.

 

Ecco finalmente un grande libro, di un grande autore, che ha saputo smuovere corde che da tempo nessuno riusciva a toccare. 

Quando una storia mischia drammi interiori, tensione, una giusta dose di sangue, e soprattutto un’ambientazione che più italiana non si può, ha già i giusti requisiti per scatenare il mio interesse, e catturare l’attenzione.

Un serial killer si aggira per le strade di una Roma piovosa e periferica; siamo lontani dalla “grande bellezza” della capitale, siamo ai margini della vita e delle luci abbaglianti della mondanità. La vicenda si snoda all’interno di edifici abbandonati e fatiscenti, tra sporcizia e residui di un passato industriale ormai superato. E un’ombra, anzi, l’Ombra si muove tra le mura di questi luoghi, sfila invisibile, seminando morte e paura. 

I suoi omicidi sembrano rispondere a un macabro rituale senza senso, forse guidato da un’unica logica: quella della follia. L’Ombra è inarrestabile. Peggio: è introvabile. 

Il commissario Mancini, uomo duramente provato dalla perdita della moglie, si troverà, suo malgrado, ad affrontare il male e guardarlo negli occhi, se vorrà mettere fine all’orrenda catena di omicidi.

Con questa premessa, l’autore ci presenta il suo libro, un’opera davvero magistrale, nella quale si possono riconosce gli elementi più sani e contemporanei del thriller moderno: l’indagine, il ritmo serrato, la minaccia ignota e tangibile, che a ogni pagina sembra alitarci sul collo. Ma è attraverso il personaggio principale che il libro fa breccia, riuscendo a trasportarci in una dimensione di disagio e impotenza, che a tratti paralizza. Perché il dramma di Enrico Mancini, potrebbe benissimo essere il nostro. E quando un uomo ormai a terra, viene caricato di un fardello ancora più pesante, non possiamo far altro che stringerci a lui, e tentare di seguirlo nel compimento della sua missione.

La paura e l’inquietudine aumentano con lo scorrere delle pagine; siamo portati a ipotizzare, pensare, azzardare l’identità del killer, l’ombra che appare e scompare senza lasciare tracce, se non una scia di sangue. 

Il dipanarsi della vicenda è sapientemente sviluppato; si entra in contatto con altri personaggi interessanti, che fanno da cornice alla storia, e in qualche modo la alimentano. L’intreccio della trama è costruito ad arte, ogni tassello è al punto giusto, come i gradini di una scala che, passo dopo passo, ci conducono in fondo, nelle tenebre, davanti a un finale potente, che lascia il segno.

Eppure, nonostante le efferatezze compiute dal killer, ho provato per lui una sorta di empatia, quando il movente che l’ha spinto a tanta crudeltà si è fatto via via più chiaro e definito, come a ricordare che siamo umani, siamo deboli e corruttibili, e siamo vittime, prima di tutto, nessuno escluso. Compresi i mostri.

Concludendo, ne consiglio la lettura a tutti gli amanti del brivido e del thriller in generale, che in questo libro troveranno pane per i loro denti, oltre a restare ammaliati da una scrittura magnetica e visiva, che difficilmente potranno dimenticare. 

 

   

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