FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MARTINA PENTASUGLIA

 

Martina Pentasuglia

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, è Martina Pentasuglia.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Martina, e benvenuta nel mio blog. Parlami di te.

Mi chiamo Martina Pentasuglia, sono nata il 21 ottobre del 1997 e tra i molteplici eventi accaduti in quell’anno come la morte di Lady Diana e Gianni Versace, il successo delle Spice Girls e della serie tv “Buffy”, l’inizio dell’era di “Harry Potter” e la nascita sebbene con altro scopo di “Netflix” nascevo io, nell’ospedale di Ponte S. Pietro nella provincia di Bergamo. 

Ho dimostrato un fascino e un’attrazione particolare verso il mondo della scrittura sin da quando ero piccola, ricordo molto bene mia mamma che mi incaricava di scrivere i biglietti di auguri di Natale per tutta la famiglia quasi sapesse già quale fosse il mio destino. 

La passione vera e propria è nata con le gite scolastiche delle scuole elementari, quando una volta tornata a casa prendevo un po’ di fogli da stampante e iniziavo a raccontare e ad illustrare la mia giornata, quasi stessi per pubblicare il mio primo best seller. In quinta elementare tentai anche la stesura di un romanzo perso poi, ahimè, con il rispristino del mio primo computer.

Quello che però veramente tirò fuori tutto ciò che avevo da “scrivere” furono i primi episodi di bullismo, in qualche modo scrivere mi faceva credere di non essere così sola, in quel momento il mio computer e i miei diari diventavano i miei fedeli ascoltatori e da lì non riuscì più a farne a meno.

A distanza di anni amo definirmi una cacciatrice di ispirazioni, forse anche grazie al liceo artistico presso il quale mi sono diplomata, una scuola che è riuscita a tirar fuori tutta la mia passione e la mia voglia di fare e sperimentare.

Ora sono al terzo anno della facoltà di lettere presso l’Università degli studi di Bergamo e ho ancora tanto, troppo da scrivere. 

Benissimo. Allora parlami dei tuoi libri.

I miei libri per me sono come dei figli, delle creature generate da me e pronte ad essere protagoniste autonome di questo mondo.

Il primo è arrivato il 13 Aprile del 2017, si intitola “Fai sogni d’oro. Che cosa pensano le persone prima di dormire?” e altro non è se non una semplice raccolta di interviste fatte a persone comuni, normali, dal bambino all’anziano, su quale fosse il loro ultimo pensiero prima di addormentarsi.

Lo scopo era quello di poter mettere tutti sullo stesso livello, unire tutti sotto uno stesso cielo fatto di ansie, gioie, paure ecc.

Un attore e prima di tutto grande amico di nome Stefano Mangolini ha presentato il mio libro con queste parole “Ci siamo mai chiesti perchè ci auguriamo la buonanotte? La buonanotte, a volte, è quella carezza che non puoi dare con la tua mano… è, a mio avviso, un forte abbraccio, un ti voglio bene velatamente nascosto…
Da piccoli ci insegnavano che i mostri negli armadi non esistono, eppure leggendo queste pagine, io di mostri ne ho visti: paura, angoscia, tristezza…
Ecco perchè ci diamo la buonanotte… Per augurarci che i mostri di chi amiamo, almeno per questa notte, stiano lì, zitti dal loro sordo frastuono.”

Fu un vero peccato averlo pubblicato con la casa editrice Aletheia Editore la quale, a mio avviso, non ha saputo valorizzarlo come merita, ne tantomeno credo ci abbia mai dato importanza. 

Il secondo è arrivato poco fa, precisamente il 22 febbraio 2018 e si intitola “Dove sei? Un viaggio alla scoperta di me stessa” ed è un viaggio all’interno delle tematiche più ricorrenti in questo mondo, violenza, bullismo, razzismo, paura ecc. tutto attraverso la poesia.

Credo che i libri, la poesia, l’arte e la letteratura siano i pochi mezzi restanti per vivere d’amore, di passione e di sogni. Credo siano la giusta via per guardare il mondo con occhi diversi e unici, con occhi che solo chi ama può capire, chi ama la bellezza.

Per questo motivo è nato il mio secondo libro, e per questi motivi continuo a portarlo avanti, con la stessa passione e volontà dei primi giorni.

Ciò che si legge non è un capolavoro, sono semplicemente io che in un’epoca in cui tutto è condiviso ho deciso di “share me and share my feelings”.

A cosa ti sei ispirata?

L’ispirazione per entrambi nasce da me, da quello che i miei occhi ogni giorno sono costretti a vedere.

Spesso ho paura di non reggere tutto quello che il mondo ci dà, mi guardo attorno e vedo paure, stress, falsità, morte o semplicemente tanta, troppa realtà.

Mi piace pensare che ci sia del bello in ogni cosa, mi piace pensare di trasmettere del bello e di donarlo a chi ha occhi pieni di finzione ed illusioni. 

Si riferiscono a fatti o episodi personali, che ti hanno colpita?

Eccome, credo che in tutti i libri ci sia un po’ dello scrittore, nel mio caso ci sono molti riferimenti al bullismo, alla solitudine, alla sensazione di incapacità e inutilità, tutte cose provate da me e che mi hanno segnata. 

Nell’epoca in cui viviamo un talento tende quasi ad essere una vergogna, ed è questo che per molto, troppo tempo ho vissuto con questa costante sensazione.

Ora però ho vinto, ho vinto su me stessa e su loro e sono pronta a non farmi più calpestare i piedi da nessuno! 

Perché hai scelto questi titoli?

Nel primo libro volevo un titolo dolce ma allo stesso tempo che spiegasse lo scopo del libro.

Mentre nel secondo perché ogni volta che mi rileggo scopro in me qualcosa di nuovo, come a conoscere una nuova persona che mi spinge a scrivere ancora e ancora e ogni volta ho qualcosa di nuovo da dire. 

Per scriverli hai avuto bisogno di approfondimenti?

Non particolarmente, l’unica cosa su cui mi sono informata durante la stesura del secondo è stato se potessi o no citare il nome di un artista, Ludovico Einaudi. 

Come scrivo nella prima pagina è grazie alla sua musica se quelle poesie sono uscite così chiare e pulite dalla mia penna. 

Ha partecipato qualcun altro, alla stesura dei tuoi libri?

Chi mi conosce sa che amo collaborare e quindi sì, nel secondo libro hanno partecipato molte persone:

Mia sorella Camilla ha realizzato le illustrazioni, Il mio fidanzato Angelo e il mio carissimo amico Stefano hanno scritto le introduzioni, la conduttrice televisiva Valentina Fumagalli e la scrittrice Anna Luisa Faleschini hanno scritto entrambe un breve intervento sul concetto di “Donna”, i poeti Jody Zuliani e Gigi Medolago con i quali ho collaborato per la stesura di un carme su un tema importante e scomodo del nostro piccolo paese, Boltiere. 

Ma soprattutto ci tengo a ricordare la presenza di una poesia composta da tante donne diverse che con gioia hanno completato la frase “La donna in realtà è…” riuscendo a creare una poesia unica e importante.

Quanto c’è, di te, nei tuoi libri?

Tanto, troppo. 

I miei libri sono il riflesso di me. 

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Dopo la mia prima pessima esperienza credo che sia davvero dura per un giovane coltivare la sua passione con fine lavorativo, siamo circondati di pseudo case editrici pronte a spillarti soldi e sogni senza pietà.

Scrivere sembra ormai solo un mezzo per illudere noi giovani autori e questa cosa è veramente deludente. 

Questo spinge a pubblicare tutto in self-publishing anche se questo comporta il dover fare tutto da soli, non avere un appoggio, qualcuno più esperto di te pronto a consigliarti e a sostenerti… 

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Terribili, sono caduta nelle grinfie di un mostro che altro non voleva se non i miei soldi. 

Truffa? Forse, tuttavia è triste che sia concesso a certe case editrici (se così si possono chiamare) di esistere. 

Il mio primo libro non ha avuto le attenzioni che meritava, è stato stampato su del cartoncino slavato con dei fogli A4, senza codice ISBN e pagato la profumata somma di 10 euro per copia. Follia.

Per non parlare della numerosa serie di ricatti, minacce e pressioni da terrorismo psicologico inflitti durante tutta la durata della pubblicazione e che persistono ogni qualvolta cerco informazioni da questi pseudo impiegati.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Questo non è un capolavoro e nemmeno un’opera da 10 e lode, sono solo io che in un mondo di condivisioni ho deciso di condividere la mia passione e non la mia vita! 

SHARE YOUR PASSION, NOT YOUR LIFE. 

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Non smettete mai di crederci, le soddisfazioni per chi lotta arrivano sempre. 

Non perdete nemmeno una sola delle vostre idee, custoditele come tesori preziosi e donatele solo quando avrete la certezza di affidarle a mani sicure. 

Dove possiamo contattarti?

Mi trovate su facebook alla pagina “La penna di Martina” 

https://www.facebook.com/lapennadimartina/?fb_dtsg_ag=Adw4en3yjV0J5hwKohnyUfCpvYxTKisp7jbkWGYOWhOmiA%3AAdzFxH8lYek1Oqllf0onHMUM4oJQOabXrtprUB97dd5wqQ

Sul mio blog: https://lapennadimartina.blogspot.com/

Via mail a : maimimart@gmail.com e sul mio cellulare al 3314797855 

Grazie!

E con questo, salutiamo Martina Pentasuglia, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

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