FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: RICCARDO QUATTRINI

Riccardo Quattrini

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi, è Riccardo Quattrini.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Riccardo, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

La passione, perché è di passione che si deve parlare, nacque all’età di sette-otto anni quando scrissi la mia prima poesia.

Poi, sempre a quell’età, comincia a provare a scrivere delle storie gialle, gialle perché mio padre leggeva i famosi Gialli Mondadori.

Allora prendevo un quaderno, facevo una riga divisoria ad ogni pagina e a mano scrivevo. Naturalmente non ne portai a termine nessuna. Ma le poesie sì, quelle le continuai a scrivere.

Ed eccoci attorno ai vent’anni.

Durante il servizio militare cominciai con impegno a scrivere qualche racconto, che battevo a macchina facendo molta attenzione a non fare errori di battitura, li odiai fin da allora. La pagina, da sempre, doveva essere perfetta, come quelle dei libri.

Più maturo, cominciai a scrivere il primo romanzo che misi, per ragioni di tempo, in un cassetto. E poi seguì il secondo. I romanzi non erano solo delle tracce, c’era la storia ben chiara, i personaggi, il luogo.

Per alcuni anche diversi capitoli. 

D’accordo, adesso parlami dei tuoi libri.

Non c’è stata nessuna “scintilla” riguardo il primo romanzo, che poi “primo” non era, in quanto il primo è ancora ancora nel cassetto.

Nacque da una scelta.

Avevo scritto tre possibili storie e ne feci scegliere una a mia moglie. Così nacque “Il copista” che venne pubblicato qualche anno più tardi.

Riguardo il secondo romanzo, lì la “scintilla” fu un articolo che lessi sul Corriere dove si parlava del trasferimento, durante il fascismo, di Cinecittà da Roma a Venezia.

È da lì che partì tutta la storia di “Ombre nere sulla laguna”.

Il terzo “Un delitto semplice” è stato pubblicato dalla casa editrice Lettere Animate. 

A cosa ti sei ispirato?

Per “Il copista” ho pensato ad un uomo che ruba un manoscritto ad una scrittrice e lo pubblica a sua nome.

Poi, non soddisfatto, relegandola in una tetra prigione, la costringe a scriverne altri.

Questo era il canovaccio.

In seguito c’è stata tutta la stesura. 

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Assolutamente no.

Mi piace inventarle le storie, e poi la mia intimità amo difenderla. 

Perché hai scelto questo titolo?

Era calzante con la storia.

Il copista. La copisteria dove la protagonista si reca per la prima volta, in quanto, non vedente, doveva far riscrivere il suo manoscritto da braille a un testo normale.  

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Sì, ho dovuto fare ricerche per trovare il giusto luogo (ora si dice location) dove collocare una vecchia porcilaia.

Inoltre le procedure di indagine sia dei Carabinieri che della polizia.

Loro sono stati molto gentili e collaborativi, anche se, un giorno sono stato convocato dal maresciallo dei carabinieri. Voleva capire, ed informare il Comando, per quale ragione desideravo certe informazioni.   

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Pura fantasia.

Una volta immaginati compilo una scheda per ciascuno di loro dove c’è scritto tutto.

Devo sapere ogni cosa di loro.

Inoltre, sempre sulle schede, a grandi linee, scrivo cosa c’è in quel capitolo. I personaggi che si incontrano.  

Quanto c’è, di te, nel libro?

Non c’è nulla di me.

È solo creatività, immaginazione. 

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Gli italiani leggono sempre meno.

E il paradosso è che si sfornano sempre più libri che rimangono sui banchi delle librerie qualche settimana, poi via, ne giungono altri.

Il lettore rimane così confuso e disorientato. Per gli esordienti è un calvario.

“Non cerco il guadagno, cerco il lettore”, è il mio motto.

È per questo che tutti i miei racconti si possono leggere gratis su tutti i principali store.  

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Ho pubblicato tre romanzi, di cui uno con una casa editrice che non mi ha chiesto soldi per la pubblicazione, anche se gli editing che ho commissionato per i romanzi li ho sempre sostenuti a mie spese.

È in questo ambito che ho incontrato figure poco professionali che si spacciano invece per grandi esperti del settore.

Un autore sconosciuto deve puntare a un solo obiettivo, ad una sola soddisfazione per la sua fatica: l’essere letto il più possibile.

Dico letto, tralasciando di proposito il guadagno, perché non ci sarà mai. 

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

Trovare uno slogan per convincerli ad acquistare il tuo libro, è come trovare una parola magica.

Io, se devo acquistare un libro, mi lascio convincere dal titolo, dalla copertina, e dalla sinossi.

Se ho in mano il libro fisico, leggo il primo capitolo, poi, a caso, qualche altra pagina. Inoltre gioca molto il prezzo di copertina.

Per quelli noti si è disposti a spendere, anche se a volte si hanno delle vere delusioni.

Per i meno noti il prezzo deve essere bassissimo, quasi un regalo.  

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Non credete alle storie che dicono di me.

Siate curiosi, scopritele voi leggendo i miei romanzi o leggendo i miei numerosi racconti.

Non per ultimi i pezzi del mio blog.  

Dove possiamo contattarti?

Il mio blog è: https://www.inchiostronero.it/  la mail: amm@inchiostronero.it  

Facebook: https://www.facebook.com/riccardo.a.quattrini

E con questo, salutiamo Riccardo Quattrini, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

 

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