FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: FEDERICA CAPPELLI

Federica Cappelli

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi è Federica Cappelli.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Federica, e benvenuta nel mio blog. Parlami di te.

Ciao!

Mi chiamo Federica Cappelli, ho ventitré anni e sono di Brindisi, città in cui ho frequentato il liceo classico Benedetto Marzolla.

Dopo essermi diplomata nel 2014, mi sono iscritta alla facoltà di Lettere e Beni Culturali di Bologna conseguendo la laurea in lettere classiche. Ho deciso di proseguire gli studi iscrivendomi al corso magistrale in Scienze Storiche.

Le mie più grandi passioni solo leggere e scrivere, sono infatti le uniche attività che porto avanti con costanza sin dall’infanzia: ho cominciato scrivendo diari segreti che poi, crescendo, si sono trasformati in taccuini sui quali annoto ogni “moto dell’anima”. 

Perfetto, adesso parlami del tuo libro.

Alla fine di dicembre 2018 ho pubblicato il mio primo libro intitolato “Volti senza nome”.

È composto da una serie di racconti brevi indipendenti tra loro, l’unico fil rouge è la mancanza del criterio identificativo secondo me fondamentale per l’essere umano: il nome.

Il mio intento era quello di creare una narrazione che non portasse il lettore ad affezionarsi eccessivamente al personaggio; la mancanza del nome dunque assolve a questo compito rendendo più difficile immedesimarsi, in quanto viene a mancare ciò che di solito è il primo dato che si acquisisce quando si incontra qualcuno.

Il mio proposito era quello di creare un mondo verosimile in cui ogni esperienza possa essere vista come esperienza collettiva, pur tuttavia frazionandola e astraendola dal semplice meccanismo di immedesimazione tra il lettore e il personaggio in vicenda. 

A cosa ti sei ispirata?

Non credo di poter identificare un autore o uno stile preciso al quale mi sono consciamente ispirata.

Sono del parere che ogni autore si formi come tale non solo in base alle sue personali esperienze, ma anche in base ai libri che ha letto durante la sua vita, dei quali non si assorbe banalmente solo il contenuto, ma anche le modalità di trattare la materia narrata.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpita?

Non ci sono effettive corrispondenze tra ciò che ho trattato nei racconti e episodi particolari della mia vita.

Non posso però negare che, a prescindere dalla mia consapevolezza di ciò, essi sono sicuramente presenti, frantumati e sparpagliati a tal punto da non essere riconoscibili.

A mio parere è impossibile che il nostro vissuto non influenzi, seppur in minima parte, ciò che facciamo, soprattutto quando si tratta di esprimersi artisticamente.

Perché hai scelto questo titolo?

Ho scelto questo titolo perché credo esprima a pieno il senso di questa raccolta.

Non essendo mai stata brava a dare i titoli, ho deciso di comunicare con i lettori nella modalità più diretta e sincera possibile, in un certo senso avvertendoli già di che cosa troveranno all’interno del libro. 

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Direi che non ho avuto bisogno di approfondimenti o particolari ricerche.

I racconti sono nati in anni diversi coprendo un arco temporale abbastanza ampio.

Quando finalmente ho avuto il coraggio di pubblicare, ho dovuto solo fare un Labor limae e assemblarli.

Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Alcuni personaggi sono nati mentre scrivevo, si sono fatti da sé, in un certo senso; altri invece sono nati come “abitanti”, ossia  protagonisti degli stralci e dei pensieri che scrivo sui taccuini.

Sicuramente sono il frutto della mia fantasia e con questo intendo che nella moltitudine di questi abitanti sono racchiuse non solo caratteristiche attribuibili a me, ma anche alle persone che mi sono più care. 

Quanto c’è, di te, nel libro?

A mio parere è impossibile compiere delle azioni senza rivelare noi stessi, senza far trapelare ciò che ci caratterizza come individui.

In ogni cosa che facciamo o impresa in cui ci cimentiamo, esprimiamo le nostre personali scelte estetiche, tendenze caratteriali, modi di pensare e agire.

Per citare Chuck Palahniuk, uno degli scrittori che mi ha accompagnato durante tutta l’adolescenza: “Sei condannato ad essere te stesso. La calligrafia. Il modo di camminare. Il motivo decorativo delle porcellane che scegli. Sei sempre tu che ti tradisci. Ogni cosa che fai rivela la tua mano. Ogni cosa è un autoritratto”. 

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Direi che se la cava.

Credo però che non venga dato abbastanza supporto agli autori emergenti, ho l’impressione che manchi un “orientamento” che permetta agli autori inesperti di capire quale sia la casa editrice più adatta alle loro esigenze.

Inoltre gli autori emergenti si trovano a lavorare con case editrici molto piccole, che non dispongono di denaro sufficiente per portare avanti un’adeguata campagna promozionale; oppure con case editrici che pongono restrizioni piuttosto severe sull’opera vincolandola permanentemente e appropriandosene.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Ho pubblicato “Volti senza nome” con la casa editrice Abrabooks e posso dire di essermi trovata abbastanza bene, ma è anche vero che non ho altre esperienze dirette di editoria con cui fare un confronto.

Credo però che in futuro potrei valutare l’idea del self publishing, anche nella speranza di far fronte a spese più contenute.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comparare il tuo libro?

“Prenditi un attimo per veder vivere qualcun altro”.

Non sono brava con gli slogan ma credo che questo si adatti bene alla natura del libro.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Grazie a tutti coloro che hanno dedicato un momento della loro giornata per conoscere me e il mio libro.

Spero di essere stata una gradevole pausa dagli impegni quotidiani e di non aver annoiato nessuno. 

È stata una bella esperienza poter esprimere le mie opinioni su un argomento che mi sta così a cuore, rivolgendomi ad una comunità di persone con i miei stessi interessi e passioni.

È stato un po’ come confidarsi con la certezza che ci sarà sempre qualcuno, magari anche solo uno, che condivide ciò che pensi.

Dove possiamo contattarti?

Facebook:  https://www.facebook.com/joe.f.cappelli?ref=bookmarks 

Instagram:  https://www.instagram.com/joebohemien/

       Per chi fosse interessato al libro: https://www.abrabooks.it/prodotto/federica-cappelli-volti-senza-nome/ (sito della casa editrice, ma è venduto anche da IBS).

E con questo, salutiamo Federica Cappelli, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

 

3 pensieri riguardo “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: FEDERICA CAPPELLI

  1. Ciao Federica,
    complimenti.
    condivido quanto hai scritto:

    Non credo di poter identificare un autore o uno stile preciso al quale mi sono consciamente ispirata.
    Sono del parere che ogni autore si formi come tale non solo in base alle sue personali esperienze, ma anche in base ai libri che ha letto durante la sua vita, dei quali non si assorbe banalmente solo il contenuto, ma anche le modalità di trattare la materia narrata.

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