COME PUBBLICARE CON I GRANDI EDITORI

Grandi editori

IMPOSSIBILE? VEDIAMO…

 

Qualche anno fa ho scritto uno dei post più apprezzati e condivisi del blog, intitolato Ma i grandi editori pubblicano esordienti?

La risposta, in fondo, la conosciamo tutti, anche se difficile da credere: sì.

Potrei citare nomi di esordienti scovati da case editrici di un certo calibro, e diventati successi senza precedenti, ma non lo farò; basterà una breve ricerca su internet per farsi un’idea.

Al contrario, con questo post vorrei invece raccontare la mia esperienza personale al riguardo.

 

AMMETTIAMOLO!

 

Quante volte, davanti all’ennesimo rifiuto (o silenzio) del grande editore di turno, ci siamo consolati con questa frase?

“Tempo sprecato, tanto se non sei famoso non ti pubblicano!”.

Decine, scommetto.

Come volpi incapaci di raggiungere l’uva, abbiamo preferito aggrapparci a questa certezza, l’abbiamo resa reale, così che la delusione riuscisse a pesarci un po’ di meno.

Resto sempre dell’idea che dietro a certe pubblicazioni di livello prevalgano accordi e vantaggi, scelte non sempre in sintonia con qualità, decisioni più adatte a far quadrare bilanci che a lanciare scrittori in erba, ma talvolta è vero anche il contrario.

Ovvero, può capitare che una casa editrice importante investa sullo scouting di giovani autori, e ne scelga qualcuno.

Insomma, può capitare che un editore torni a esercitare davvero la sua reale funzione, dimenticando per una volta gli uggiosi equilibri tra costi e ricavi.

Vi racconto quello che è successo a me.

 

PRIMAVERA 2018

 

Tutto comincia da .

Un pomeriggio afoso come molti altri, il condizionatore acceso in ufficio, un paio di pratiche da sbrigare; una controllata alla posta elettronica in pausa caffè, ed ecco spuntare una mail capace di sorprendermi.

Arrivava da Newton Compton Editori.

Non avendoli mai contattati di persona, ma essendo loro accanito lettore da decenni, immaginai una Newsletter con sconti e offerte.

Mi sbagliavo.

Si trattava di un editor, il cui nome oggi è in testa a quello dei Santi sul mio calendario, che mi contattava per saperne di più su “Ti guarderò morire”, un ebook targato Delos Digital che ho pubblicato un paio d’anni fa. Spiegava di esserne rimasto incuriosito, al punto di voler conoscere l’opera.

Dopo aver vinto lo scetticismo iniziale, scartato l’ipotesi hacker, essermi dato un pizzicotto e aver chiesto a mia moglie di rileggere il messaggio al posto mio, mi sforzai di ricordare se avessi bevuto vino a pranzo, ma no, ero sobrio.

E allora dove stava il trucco?

Semplice: non c’era.

Risposi con riluttanza, ma il Santo non era un fake, era reale, in carne e ossa.

Seguì un breve scambio di mail, finché nei giorni successivi ci sentimmo al telefono, e stabilimmo un primo contatto.

Di lui ricordo la gentilezza, il lodevole rispetto di un professionista che si approcciava con cautela, per non farmi percepire la sua superiorità.

Fu così che due giorni dopo inviai il file dell’opera al mio Santo, dopo averlo riletto con attenzione.

Ma come nelle migliori storie, il diavolo ci mise lo zampino.

 

I MESI DEL SILENZIO

 

Cinque all’inizio, almeno finché in ottobre non decisi di farmi vivo io.

Chiamai il Santo, solo per scoprire che aveva abbandonato Newton Compton per migrare in RAI.

La domanda nacque spontanea: e il mio romanzo? Che fine aveva fatto?

Dentro di me iniziarono a serpeggiare gli incubi peggiori: temevo che la causa dell’allontanamento del Santo fosse proprio il mio libro, ritenuto così impresentabile da dover cacciare anche colui che aveva tentato di dargli una chance.

A parte una nuova invasione di Visitors dallo spazio profondo, ipotizzai praticamente di tutto.

Quel giorno assaggiai lo sconforto in tutta la sua amarezza.

La signorina con cui parlai mi liquidò con la maledetta frase che negli anni ho imparato a odiare:

“Se c’è qualcosa, le faremo sapere”.

Che nel mio gergo equivaleva a:

“Bye bye, baby”.

Incassai la sconfitta, e me ne tornai a casa con la coda tra le gambe, pronto a dimenticare Newton Compton e l’opportunità che per un soffio avevo mancato.

In un modo che non saprei spiegare, riuscii davvero a buttarmi tutto dietro le spalle.

Almeno fino allo scorso maggio.

 

PRIMAVERA 2019

 

Di nuovo un pomeriggio afoso.

Di nuovo le solite quattro mura dell’ufficio, la pausa caffè, la stessa posta elettronica controllata di sfuggita, tra un impegno e l’altro. Poi una mail, da parte di un mittente che avevo rimosso:

Newton Compton.

Lessi con un groppo in gola il contratto che mi offrivano, le royalties, il fatto che il mio romanzo aveva trovato posto nelle loro collane, e che sarebbe stato pubblicato anche in cartaceo, stavolta.

Lessi.

E compresi che quello era il lieto fine in cui non credevo più.

Il Santo, finito chissà dove, aveva realizzato il suo miracolo.

E il mio.

 

IL CONTRATTO

 

Tra le clausole del contratto che ho firmato, ce n’è una specifica che mi vieta di parlare del contratto.

Ecco perché, anche volendo condividere con voi qualche utile informazione, mi trovo a non poterlo fare.

Pazienza.

Mi limiterò a spiegare che le condizioni applicate rientrano nella media dello standard nazionale, e sono molto vincolanti soprattutto per le opere future. 

Non chiedono contributi di alcun tipo (ovvio), e neppure particolare impegno nella promozione; semplicemente, pretendono serietà e dedizione.

D’altronde la forza di un grande editore si misura anche dalla sua capacità di vendere al di là degli sforzi dell’autore. Ciò non toglie che anch’io dovrò fare la mia parte, e che il mio impegno sarà ai massimi livelli, sia sul web che nelle librerie.

Mi aspetteranno mesi molto intensi.

Ma in fondo è il minimo che devo al mio Santo.

 

CONSIGLI PRATICI

 

Arrivati fin qua, vorrei condividere qualche strategia adottata per promuovere il mio ebook, che in qualche modo è risultata utile a raggiungere l’interesse del grande editore.

Semplici punti chiave che, sommati a una buona dose di fortuna, potranno aiutarci a ottenere una possibilità:

  • Scrivere un’opera di qualità: sembrerà banale, ma tutto parte da qui. Un testo di scarso valore non arriverà mai da nessuna parte. Tuttavia, come comprendere le reali potenzialità del nostro romanzo? La risposta sta nel punto successivo.
  • Ottenere consenso dai lettori: se un libro piacerà, verrà apprezzato, altrimenti verrà demolito. Punto. In una realtà come la nostra, fatta di followers e haters scatenati, pronti a spartirsi un pezzo delle nostre vite, sarà abbastanza semplice capire cosa ne penserà il pubblico. La nostra astuzia dovrà essere quella di coinvolgere il maggior numero di lettori possibili, e spingerli a parlare bene del nostro libro. Sempre se meritevole.
  • Richiedere recensioni, interviste, segnalazioni a blog e siti di settore: forse non lo sapete, ma alcune grandi case editrici seguono i blog più interessanti, e quando qualcuno di loro sforna un’ottima recensione su un libro che potrebbe essere di loro gradimento, state sicuri che ci metteranno gli occhi sopra.
  • Sfruttare i Social Network: postiamo con attenzione materiale, copertina, incipit, stralci di capitoli, tutto quello che riteniamo interessante del nostro libro. Servirà ad aumentarne la visibilità e coinvolgere più pubblico possibile. Attenzione però: il tutto va gestito con equilibrio, senza sconfinare nello spam, altrimenti rischieremo di innescare l’effetto inverso (e avverso). Molto utile, per non dire vitale, divulgare post all’interno dei gruppi FB dedicati a scrittori e libri.
  • Tenere d’occhio le classifiche dei maggiori store on line: piattaforme come Amazon (in primis), Kobo, IBS, Google Play, consentono di monitorare l’andamento delle vendite e fornire un feedback abbastanza calibrato. Quando il libro raggiungerà la classifica, postiamo la notizia e facciamola girare. In questo modo stimoleremo la curiosità di chi ancora non l’ha letto, e lo invoglieremo a farlo.
  • Creare una pagina autore o un blog personale: più un autore dimostrerà di essere seguito e apprezzato, di vantare un pubblico già collaudato, più sarà facile per un editore credere in lui, e dargli una possibilità. Questo è un aspetto che, tra gli altri ben più importanti, verrà sempre analizzato durante la ricerca di sconosciuti da pubblicare.

“E le presentazioni in libreria?” obietterete voi.

Certo, anche quelle sono utili e fondamentali, ma resto dell’idea che il veicolo più veloce (ed economico) per raggiungere migliaia di persone senza alzarsi dalla sedia, sia il web.

Sarà difficile incontrare un grande editore in libreria, a presenziare al firma copie di un autore qualunque.

Al contrario, sarà più facile trovarlo in rete, a sbirciare tra recensioni e classifiche, sotto mentite spoglie.

Come loro hanno fatto con me.

 

CONCLUSIONI

 

Con questo post spero di avervi iniettato un po’ di fiducia.

In una realtà in cui Fabrizio Corona scrive libri (lo so, viene da ridere anche a me), esistono ancora grandi editori in cerca di autori promettenti. In cerca di noi.

Difficile arrivare a loro? Certamente .

Per quel che ne so, Newton Compton non accetta manoscritti se non attraverso un’agente, per esempio, e così faranno molti altri.

Tuttavia i miracoli esistono, e se smettiamo di crederci, avremo già perso prima di cominciare.

Esistono i miracoli, ed esistono i Santi, nascosti da qualche parte, lontani o magari vicinissimi.

Spetta a noi lasciarci trovare.

 

 

13 pensieri riguardo “COME PUBBLICARE CON I GRANDI EDITORI

  1. Grazie per aver condiviso questa bella esperienza! Ogni tanto un’iniezione di fiducia ci vuole, credo che i disfattisti talvolta siano peggio di quelli che li hanno resi così!

  2. Grazie. Un articolo molto istruttivo. Ne faro` tesoro.
    Complimenti per il tuo percorso. Ti auguro grandi soddisfazioni.

  3. Sono felice per te mio caro Filippo.
    Non smettere mai di crederci e crederci fino in fondo.
    Questo slogan è anche il mio.
    Io procedo con le mie forze e nel piccolo che mi circonda mi sta soddisfacendo.
    Se avrò vita , la contornero’ continuamente.
    Un abbraccio. Marco.

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