FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ALBERTO ALESSI

Alberto Alessi

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Alberto Alessi.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Alessio, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Scrivo da quando ho 16 anni, dai tempi del liceo.

A quell’età ho cominciato anche a suonare la chitarra, a leggere, a farmi domande sul mondo, sulla vita, sulle cose.

Mi  ritengo ancora un adolescente, nonostante gli anni passino, perché non ho ancora rinunciato a fare la guerra al mondo, contro le sue ingiustizie, contro le autorità.

Mi definisco “un ragazzo morto” come lo intende Davide Toffolo dei “Tre allegri ragazzi morti”, il quale compare nel mio ultimo romanzo

Adesso parlami del tuo libro.

“Come sciacalli senza cuore” è un romanzo su una casa editrice fondata a Castelfranco Veneto, il giorno della morte di Kurt Cobain (5 aprile 1994), da cinque persone prive di alcuna capacità editoriale.

Gli altri personaggi sono otto autori pubblicati da questa casa editrice, e la trama è un continuo alternarsi di lettere di presentazione, recensioni, interviste, stralci di opere, verbali di polizia e altro materiale relativo ai libri degli otto autori.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

L’idea nasce dal mio astio verso gli editori a pagamento, astio ideologico ancor prima di essere dettato dalla fastidiosa insistenza con cui alcuni di questi insistevano per farmi cadere nella loro trappola o per giustificare il loro modo di lavorare, ai tempi del mio esordio letterario.

Questi contatti li ho avuti quando ero in cerca di un editore per il mio primo libro, “Due novelle rock’n’roll”, in quanto, da inesperto qual ero, spedivo il mio manoscritto senza controllare se gli editori a cui mi rivolgevo erano editori onesti o “stampatori” che chiedono soldi agli autori abbagliandoli con iperboliche promesse di successo, fama e gloria.

Perché hai scelto questo titolo?

Il titolo provvisorio era “Non cresce più poesia”, che è il verso di una canzone dei Verdena.

Poi, in accordo con l’editore, ho scelto una frase presente nel romanzo, dando continuità ai titoli dei miei romanzi precedenti, i quali a loro volta sono stati presi dai testi.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Ho riletto alcune mail che mi erano arrivate quattro o cinque anni fa da alcuni editori a pagamento che volevano sfruttarmi e raggirarmi.

Poi ho cercato in rete alcuni verbali di polizia e di pronto intervento.

Fondamentale è stato anche rileggermi alcuni libri di Isabella Santacroce, Antonio Tabucchi, Edgar Allan Poe, per non dimenticare “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, di Calvino, e “La scomparsa di Patò”, di Camilleri.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Per dare sostanza e rendere vivi i miei personaggi ho sempre bisogno di figurarmeli in testa con le sembianze e il carattere di persone reali.

I personaggi di questo libro sono riconoscibili dai loro nomi: tutti i nomi dei personaggi infatti sono anagrammi di poeti rock (Manue Agnelli degli Afterhours e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, per dirne un paio) e di scrittori.

Questa correlazione comunque vale solo per l’aspetto fisico per quanto riguarda i membri della casa editrice, mentre per l’altro gruppo di personaggi, ovvero gli scrittori, mi sono ispirato al loro stile di scrittura o a qualche particolare aspetto della loro produzione artistica.

Quanto c’è, di te, nel libro?

Tutto, a livello di idee, di introspezione, di interpretazione della realtà, e credo che questo sia un discorso valido per qualsiasi scrittore, più in generale per qualsiasi artista.

Su un piano concreto, invece, preferisco non parlare mai di eventi che mi sono realmente successi, perché non ho l’arroganza di credere che ai miei lettori possa fregare qualcosa della mia vita privata.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

L’editoria italiana rispecchia la situazione intellettuale del nostro paese, ovvero una sterilità culturale senza precedenti, apparentemente senza via di ritorno, in nome di un capitalismo cannibale e onnipresente che pretende e produce prodotti, merce, oggetti da vendere e da comprare, soffocando l’arte e seppellendola sotto la necessità di conferire un valore economico a tutto.

Come dice Giorgio Canali, “Come quando ci interessa solo a quanto si può vendere”.

Nonostante questo pessimismo, sono contento di trovare ancora qualche “illuso” come me che vuole combattere e non si arrende a questo modo di fare.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Ottime per quanto riguarda gli editori con cui ho pubblicato, avendo sempre trovato gente onesta, trasparente e comprensiva delle mie esigenze in quanto scrittore.

Parlo di Roberto Incagnoli quand’era a Lettere Animate, Alberto Cola della Montag e Stefania Lovati della 0111 Edizioni, ai quali sarò sempre riconoscente per aver puntato su di me.

Cito loro tre, con cui ho avuto rapporti diretti, non certo per snobbare il loro staff.

Per il resto, l’editoria a pagamento è qualcosa di ripugnante e a cui ho sempre cercato di tenermi alla larga, se non per condannarla esplicitamente e spietatamente come ho fatto in “Come sciacalli senza cuore”.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

Agli slogan preferisco le citazioni, e qui mi sento di chiamare in causa il grande Edward Bunker, il quale sosteneva che leggere libri è fondamentale per la crescita intellettuale dell’individuo.

Ovvio che il mio desiderio è che la gente legga i miei romanzi, ma il mio augurio è che le persone riscoprano il piacere, forse la necessità, della lettura in generale.

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Un saluto a tutti gli appassionati del mondo dei libri, mi auguro possiate trovare interessanti ed emozionanti i miei romanzi.

Dove possiamo contattarti?

Potete trovare informazioni su di me e sui miei libri, e contatti diretti con me, al mio sito: https://albertoalessi1984.wixsite.com/albertoalessi,

o alla mia pagina social: https://www.facebook.com/LibriDiAlbertoAlessi/.

E con questo, salutiamo Alberto Alessi, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI.

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