FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: GIANLUCA GRILLO

Gianluca Grillo

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Gianluca Grillo.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Gianluca, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Salve a tutti, io sono Gianluca Grillo e ho 39 anni.

Sono nato a Crotone ma vivo attualmente a San Donà di Piave e sono un consulente finanziario. Nei giorni in cui non lavoro però mi dedico tempo pieno alla scrittura.

Ho provato diversi generi come il thriller ma la fantascienza mi ha conquistato in pieno, seguo infatti approfondimenti sia su internet, tv o  stampa.

Quello che mi piace della fantascienza è che all’interno di essa si possono riversare filoni e temi anche molto diversi fra loro, come psicologia, scienza, medicina, arte, azione, dramma e molto altro, amalgamandoli e plasmandoli in combinazioni pressoché infinite.

Parlami del tuo libro.

Questa “Space-Opera” di fantascienza, raccontata in terza persona, è ambientata nel 2060, in un prossimo futuro dove l’innovazione tecnologica e scientifica contrasta continuamente con la mentalità dell’uomo del  ventesimo secolo. Il libro presenta l’inizio di un’epopea spaziale scaturita da vicende umane e drammi dei personaggi:

Il protagonista principale è Henry  Mitchell, un ragazzo di 21 anni molto arrogante all’apparenza ma sa quello che vuole della vita. Ha conosciuto il carcere insieme al suo compagno Prince per sbarcare il lunario a causa di una rapina in una banca finita male. Non ha avuto una famiglia in grado di badare alla sua istruzione ma è molto consapevole del fatto che nella vita ci sono molte cose da imparare.

Henry vuole dare un senso alla sua vita, lasciare un segno o un’impronta ed in quella degli altri, dimostrando che anche un buono a nulla come si ritiene possa fare qualcosa di importante.

Inizialmente costretto ad arruolarsi nella milizia coloniale perché non c’erano molte possibilità con per quelli come lui, l’esercito lo vede soprattutto come un’opportunità per alcuni traffici organizzati insieme al suo grosso “amico”, ma poi capisce che in gioco ci sono sia le sue sorti che quelle dell’umanità.

Henry si è sempre attenuto ad una semplice regola da quand’era sulle strade: “mai esitare e salvare sempre la pelle”.

Definito opportunista nel suo quadro psicologico, in realtà la sua; “spietatezza” è solo una facciata

del suo dramma esistenziale che cela all’interno di sé. Un episodio familiare che lo ha segnato per sempre. Suo padre ha abusato di lui in tenera età e lui ha sempre creduto che fosse colpa sua. Pensava di provocare l’ira del padre. Solo la psichiatra Williams dell’ “Arcturus” , definita la sua nuova casa, al prezzo di rivivere gravi traumi riuscirà a fargli comprendere che quello che ha subito non è normale.

In un importante vertice fra militari e federazioni governative tenuto nell’area più segreta della terra: L’area 51, si discute su strani fatti accaduti (documentati da testimoni spaventati) su Marte, che l’umanità ha ormai colonizzato.

Si decide quindi di reclutare in tempi celeri una squadra di militari composta in parte anche da reclute inesperte con lo scopo di intervenire d’urgenza. Anche Henry e Prince dapprima riluttanti si convincono che sulla terra ci sono poche opportunità per loro, perciò s’imbarcano anche loro  sulla sofisticatissima nave interstellare “Arcturus” per viaggiare nel cosmo allo scopo di  cercare tutti i frammenti  di quello che sembra una mappa galattica.

Fra i componenti dell’equipaggio, spicca per equilibrio ed ironia l’Ammiraglio Barrett.

L’ammiraglio comandante dell’Arcturus, è molto autoritario quando dà ordini

in campo militare, ma è anche una persona molto comprensiva e studiosa della psicologia umana.

Il suo cruccio più grande è di non aver potuto assistere sua moglie durante la sua malattia, è assistito dal Generale Pillon, suo consigliere e dalla mentalità più rigida e militarista.

Una volta su Marte, L’equipaggio si mette in contatto in particolar con l’ enigmatico Pavius Brennon, il presidente delle colonie marziane. La prima missione vera che porta i soldati in una caverna sotterranea in cerca di indizi per la spedizione scientifica porta Michell al salvataggio di alcuni compagni. Ritrovano il primo frammento nel complesso dei reattori energetici.

Qui scoprono però che la maggior parte dei minatori sono stati trasformati in mostruosi mutanti e che quell’apparente cordialità del presidente era in  realtà un terrificante inganno il quale diventa irreperibile.

Pian piano si scopre che Brennon  è ex militare decorato, ed è in realtà in accordo con il capo di una banda di pirati spaziali.

Per Pàvius Brennon la compagine militare dei sistemi uniti terrestri è troppo burocratica e inadeguata per i suoi piani di un dominio globale. Si rivela nei suoi numerosi attentati molto scaltro e manipolatore.

Il suo obiettivo principale è creare il suo impero personale espandendosi nell’universo.

Ha solo un difetto nella sua crudeltà: non fa nessun prigioniero, quindi non ha molti alleati dalla sua parte.

Il generale Pillon svela all’ammiraglio di conoscere già Pàvius per la sua crudeltà e brama di potere in seguito ad una missione  dieci anni prima.

Continuano le indagini su altri pianeti per gli altri frammenti e scontri con le unità di Pàvius unito ai pirati spaziali, sia in cielo che  sui pianeti.

Un’altra figura fra i componenti dell’equipaggio è quella di Mick Van Bolen, l’ambiguo comandante in seconda del generale Pillon dell’equipaggio dell’Arcturus.

Molto formale e servizievole con il suo diretto superiore, commette diversi errori di coordinamento della sua squadra e viene degradato dall’ammiraglio Barrett, perciò  organizza in segreto insieme ai suoi fedelissimi un ammutinamento a causa di alcune decisioni dell’ammiraglio, come il sacrificio continuo di decine di soldati per la sua caccia a Brennon per lo spazio o la sua alleanza con una razza di aliena di psichici comandati dalla sacerdotessa Arkana. Questo profondo strappo con parte dell’equipaggio mina a monte tutto quello per cui l’ammiraglio aveva lavorato: il senso di giustizia e di pace fra l’umanità e le altre razze aliene. I colpevoli vengono sconfitti grazie all’aiuto del sergente Gilbert trasformata e diventata un ibrido xeniano, catturata dai mutanti durante un cruento scontro sul pianeta.

Dopo molti scontri a fuoco e vittime, a causa delle orribili creature create  nel laboratorio di Pàvius Brennon anch’esso distrutto, attraverso il rapimento di numerosi coloni, si organizza l’assalto finale  alla nuova base di Pàvius sul pianeta Xenon. Qui ci si avvale anche del supporto di Finch, un hacker rinnegato a servizio inizialmente di Brennon che in realtà vuole far crescere il suo gruppo di anarchici tecnologici: i figli dell’Eden. Riescono a penetrare così nella fortezza di Brennon, e sconfiggere il suo esercito di fantocci da laboratorio e mercenari spaziali rimasti. Numerose perdite anche da parte degli uomini di Barrett che li contempla in in diverse riflessioni e in un discorso funebre.

Conclusione:

L’umanità è riuscita ad acquisire nuove conoscenze rivoluzionarie come l’Eco-spazio attraverso l’utilizzo di un propellente universale chiamato “elemento c” acquisito sul pianeta Xenon, il quale permette di viaggiare a velocità oltre l’iperspazio.

Sulla terra l’Ammiraglio Barrett  è portato davanti la corte marziale per alcune decisioni discutibili come l’alleanza con i figli dell’Eden e il non aver osservato l’ordine principale di catturare il presidente Brennon invece di ucciderlo.

Lo stile della storia è asciutto e dinamico; la narrazione aiuta il  lettore a seguire gli eventi in modo lineare e con una struttura colloquiale, senza voli pindarici né ricercatezze superflue.

La narrazione, corredata talvolta da alcuni elaborati di studi scientifici, è immediata e il linguaggio è comprensibile e comunicativo. La trama e le sinergie tra i personaggi sono ben delineati e aiutano a comprendere il dramma del “sacrificio estremo” vissuto dai protagonisti che perpetuano, a loro volta, una catena infinita di ferite esistenziali. 

Il pregio dell’opera è quello di aver saputo trattare la tematica dell’esplorazione spaziale e degli intrighi senza pregiudizi, facendo convivere emozioni e sentimenti anche molto contrastanti, che per essere vissuti non hanno bisogno di alcuna retorica. 

L’obiettivo di questo libro è quello di scandagliare le diverse sfumature del dolore e dell’animo umano, giungendo a concludere che ogni essere umano non è una semplice somma di emozioni e sentimenti ma ognuno di essi è immerso nell’altro, quello che invece cambia sono le diverse intensità che ci fanno apparire sempre differenti da un istante all’altro. 

Le ambiguità, le ombre di un essere umano sono infatti a mio parere personale intensità differenti di emozioni già definite, come odio, amore, speranza, vendetta, che vengono trasformate in sentimenti in seguito alla nostra consapevolezza di quello che sta accadendo.

I nostri errori sono  inevitabili, non possiamo infatti prevedere né gli eventi che accadranno, né tanto meno le emozioni che ci raggiungeranno, quindi la nostra consapevolezza sarà continuamente messa alla prova in situazioni nuove, il difficile è fidarsi di essa in ogni momento.

A cosa ti sei ispirato?

Ho cercato di bilanciare le scene e le ambientazioni tipiche per questo genere di romanzi, coadiuvando la descrizione dell’ambiente e della situazione con quella dei personaggi, dando molto importanza alle sequenze d’azione ma sposandole al loro modo di pensare e di agire. 

Il lettori molto attenti ai particolari e soprattutto i cultori della fantascienza non potranno fare a meno di notare i r rifermenti ad alcuni cliché della cultura Americana presenti su film e serie di successo, così come l’ambientazione iniziale nella base militare  sul deserto dell’Arizona o la classica area 51, sede dei più grandi misteri che l’uomo vuole ancora celare al mondo.

Per i nomi dell’equipaggio ho cercato di variare un po’ fra i vari paesi del mondo, sono infatti presenti americani, russi, ispanici, italiani, tedeschi ecc. L’America  la farà ancora da padrone per un po’ di tempo ma già dal prossimo romanzo di questa serie darò maggiore  spazio alla cultura e a modi pensare di persone di altri paesi.

Si riferisce a fatti o episodi personali che ti hanno colpito?

Nella psicologia e ad i modi di pensare dei personaggi chiave del libro c’è anche una parte di me, infatti i pensieri e le impressioni dei personaggi di “Galaxyan Supremacy” esprimono in concreto tutto quello che mi sarebbe passato per la testa nelle situazioni  le quali i personaggi hanno vissuto.

Ad esempio c’è molto di me nelle digressioni dell’ammiraglio Barrett e nei suoi discorsi molto pragmatici, ma c’è anche una parte di me in Henry quando avrebbe voglia di prendere a pugni il mondo cedendo all’impulsività, ma c’è anche molto di me quando mi immedesimo alla filosofia pacifista dell’Aliena psichica Arkana quando parla degli umani, ma c’è anche una parte di me nell’ambiguità di Pàvius Brennon, l’antagonista del romanzo che non è a mio avviso solamente un cattivo bramoso di potere che ha un suo ideale di progresso scientifico spinto al limite delle conseguenze, e volutamente estremizzato nel libro, ma è una connotazione umana molto attuale e veritiera direi.

Perché hai scelto questo titolo?

Per questa serie ho scelto il titolo “Galaxyan Supremacy” soprattutto per la ragione che ora l’umanità ha scelto la sua direzione, la colonizzazione spaziale è inevitabile, tutto è partito da quel lontano 1969 con l’approdo sulla Luna, fra un decennio toccherà a Marte e verrà costruito un primo avamposto che poi diverrà una vera e propria colonia.

Cosa succederà però quando ci cimenteremo con le prime razze aliene che incontreremo, perché adesso la vera domanda non è se gli alieni esistono, ma quando avverrà un contatto diretto, siamo pronti a questo?

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Gli studi scientifici sull’antropologia umana ed extraterrestre mi hanno sempre affascinato e l’idea di una studiosa dedita e raffinata come la Dott.ssa Hawkins a questa materia mi è piaciuta fin dall’inizio.

In fase di terza stesura mi sono dovuto quindi dedicare per semplificare più possibile i sunti degli estratti scientifici come quello su sull’organizzazione adatta al contatto con gli extraterrestri o la descrizione stessa del pianeta Xenon.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

I personaggi sono frutto della mia fantasia ma questi personaggi rappresentano in buona parte modelli già esistenti di persone, o strutture di pensiero di noi tutti.

Il mio lavoro è stato solo quello di dare a questi modelli una voce e una forma.

Quanto c’è, di te, nel libro?

Come ho già fatto notare in questo libro c’è molto di me sia nella connotazione dei personaggi che nella mia idea di fantascienza, non è indispensabile inventarsi concetti al limite del fantasy poco spiegabili, per fare della buona fantascienza.

Al contrario, è tutto all’interno dell’animo umano, basta farlo reagire con l’ambiente che ci circonda e possono accadere sia cose terribili che meravigliose.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Non conosco molto la situazione editoriale italiana, ma mi sembra lasciata in balia dei flutti (ora sto facendo parlare soltanto i miei pensieri), grossi editori la fanno da padrone e pubblicano soltanto opere dei soliti noti o di personaggi tv seppur deprecabili, ma non faccio nomi in questa sede.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Ho pubblicato già qualche saggio come: “La scelta”, e romanzi come “La violinista” e la miniserie “Società altamente evolute”.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per invogliarlo a comprare il tuo libro?

Da tutte le mie riflessioni già affrontate, a parer mio uno slogan che può riassumerle è:

“Cerchiamo di disinteressarci dell’universo intorno a noi perché ci sembra troppo immenso, ma ne esiste un altro all’interno di noi che lo è ancora di più.”

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Un messaggio che voglio lasciare agli utenti del blog è: Visitate la mia pagina: 

https://gianlukatal.wixsite.com/galaxysupremacy

per visionare alcuni video e scaricare musica gratuita in tema di fantascienza in attesa del videotrailer ufficiale per l’uscita del libro. Dalla stessa pagina potete anche iscrivervi alla newsletter gratuita. 

Dove possiamo contattarti?

Potete anche contattarmi via email e richiedere un estratto del primo capitolo del libro su: gianlukatal@gmail.com o scrivermi sulla mia pagina facebook: https://www.facebook.com/Galaxyansupremacy/ 

E con questo, salutiamo Gianluca Grillo, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

VI RICORDO…

 

… che chi fosse interessato a “Faccia a faccia con l’autore”, può contattarmi direttamente QUI

 

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