FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: NUNZIA CARICCHIO

Nunzia Caricchio

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore”, oggi è Nunzia Caricchio.

L’ho intervistata per saperne di più su di lei, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerla meglio.

Ciao Nunzia, e benvenuta nel mio blog. Parlami di te.

Figlia di uno dei quartieri più degradati di Napoli, il Rione Sanità, sono diventata donna quando ancora il tempo delle bambole non era finito.

Andavo a scuola e lavoravo; di notte, scrivevo.

Diplomata in Beni Culturali, sono Scrittrice e Multitasking di scrittura, ovvero Editor, Correttore di bozze, copywriter, Ghostwriter, e addetto Ufficio Stampa.

Faccio parte dell’Associazione Culturale “Non me ne vado”.

Ho vinto diversi Premi Letterari, e ricevuto Menzioni d’Onore. Ho collaborato con alcune riviste e testate giornalistiche.

Alcuni miei racconti, tra cui “Sono mia”, sono stati premiati e inseriti in diverse Antologie.

Sono compratrice compulsiva di libri.

Ottimo, adesso parlami del tuo libro.

“L’Ammazzafavole”, uscito lo scorso giugno in ebook con Delos Digital, poi cartaceo in settembre con Alcheringa Edizioni, scritto a quattro mani con Sara Ossi, racconta la storia di Lucilla e del suo riscatto di donna abusata.

Ragazzina napoletana timida e introversa, approfitta del conseguimento del diploma per poter scappare di casa, e rifugiarsi a Ferrara dalla sua migliore amica Elena.

Tenterà di ricostruirsi una vita, ma l’ombra del passato tornerà ad avvolgerla ancora, quando Lucilla scoprirà che la sua sorellina subisce la stessa sorte.

Solo allora riuscirà a trovare la forza di intraprendere un viaggio, giuridico e psicologico, che la porterà alla rinascita. 

A cosa ti sei ispirata?

Nonostante l’idea di base sia nata durante un corso di scrittura creativa, ho proseguito ispirandomi a tutte quelle donne che soffrono in silenzio, timorose del loro presente.

Siamo nel 2020, ma molte di noi subiscono ancora lo schema UOMO/PADRONE DONNA/SOTTOMESSA, e questo viene sepolto, fin troppo spesso, sotto a un tappeto fatto di indifferenza ed egoismo.

Può sembrare assurdo, ma ancora oggi diversi uomini vivono con la convinzione, ferma per giunta, che le donne siano soltanto oggetti, organizzatrici di vita, magari; e non si rendono conto che c’è più di quanto si possa immaginare dentro a quel corpo maculato dalle loro lividure, soprattutto dentro la testa, dove le ecchimosi fanno ancor più male.

Si riferisce a fatti o episodi particolari della tua vita, che ti hanno colpita?

Non in particolare.

Perché hai scelto questo titolo?

Il titolo porta con sé un messaggio ben preciso: tutti, nella vita, abbiamo avuto qualcuno che ci ha ammazzato le favole.

L’importante è saperle riscrivere, sempre; e svegliarsi senza paura. 

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Sì, moltissimi.

Da nozioni giuridiche a informazioni inerenti ai servizi sociali, per finire sui vari concetti psicologici. 

Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno di reale o sono frutto di fantasia?

Entrambe le opzioni.

Quanto c’è, di te, nel libro?

Chi scrive sa che in ogni singola riga c’è più di quanto si possa credere.

Tra le pagine del mio libro, c’è una parte di me che ha permesso all’altra, quella che vive fuori, di riprendersi ciò che le spettava.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Siamo in quarantena, e sono costretta a rispondere nel modo più scettico che esista: l’editoria italiana è in completa rovina.

Ma anche prima dell’isolamento domestico non brillava poi così tanto.

La gente legge poco e scrive molto. Niente è più come una volta.

Il progresso che avanza trascina con sé solo alcuni stralci della vecchia editoria, e l’adattamento è sempre più difficile.

Però nutro delle aspettative forti, e una grande speranza.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Non ne ho avute molte.

Ho lottato davvero per arrivare sin qui, e sono solo agli inizi.

Ho preso i risultati negativi e li ho voltati, guardandoli da un’altra prospettiva, per poterli trasformare in positivi.

Sono cresciuta molto professionalmente.

Nella vita niente è facile. Bisogna farsi falsi amici e veri nemici, se si vuole realizzare i propri sogni.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Ho dato vita a un brand: Sono mia. Siamo donne. Siamo nostre. Non oggetti da possedere.

Chiunque si riveda in queste parole, avrà la certezza di ritrovarle nel mio libro.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Non abbiate paura, ragazzi, di inseguire i vostri sogni.

Lottate, vi prego, fatelo per voi stessi, e non badate a ciò che pensano gli altri di voi, non pensate alle conseguenze.

La scrittura è istinto. Non sopprimetelo.

Dove possiamo contattarti?

Tramite i principali social.

Facebook: Pagina Nunzia Caricchio Scrittrice.

Instagram: nunziacaricchio.

Email: nunzia.caricchio@gmail.com . 

E con questo, salutiamo Nunzia Caricchio, augurandole di continuare floridamente la sua carriera di scrittrice.

 

4 pensieri riguardo “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: NUNZIA CARICCHIO

  1. Ciao Nunzia.
    Ho notato un grande entusiasmo in quello che dici.
    Il mio augurio è che tu sia sempre accompagnata da te stessa in una fusione di vera vita.

  2. Ciao, Marco.
    Ti ringrazio per le belle parole che hai speso per me. Sono napoletana, e in seguito al tuo augurio non posso fare a meno di rispondere: Ammmen, ammmen, ammmen.
    In questo modo, il tuo auspicio mi accompagnerà ogni giorno. Grazie.☺️
    Ho lottato davvero tanto per arrivare sin qui. Oltre all’ entusiamo, credo ci sia anche tanta e tanta e tanta voglia di non arrendersi.
    Grazie, davvero?

    1. Carissima Nunzia.
      Sei molto giovane e come si usa dire ” Hai tutta la vita innanzi a te”….
      E’ veramente bello come ti proponi per un tuo futuro, e aver scoperto con intelligenza la propria strada nel faticoso mondo della scrittura, ti fa onore.
      A volte non é necessario conoscere fisicamente le persone, può essere invece più veritiero conoscerle attraverso quello che scrivono di se. Ti rinnovo i complimenti per tutto.
      Marco

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