FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: VINCENZO PETRONE

Vincenzo Petrone

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Vincenzo Petrone.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Vincenzo, e benvenuto nel mio blog. Parlami un po’ di te.

Sono nato a Napoli, al momento ho 28 anni, sono il primo dei tre figli di Antonio e Assunta, vivo a Casoria, in provincia di Napoli.

Mi sono da poco laureato alla magistrale di Architettura (con procedura online!) ed ho una marea di hobby e passioni (ma, giuro, non sono un accumulatore seriale!).

Scrivo, per l’appunto, disegno, dipingo, suono 3 strumenti, costruisco cose e parlo qualche lingua oltre l’italiano e il napoletano.

Durante gli ultimi anni, praticamente dal liceo ad ora, ho fatto i lavori più svariati nei campi più diversi, tra nord e sud Italia, in Europa, fino in Cina, insomma, sono un calderone di cose.

Ma un punto fermo, una abitudine, un vizio, è sempre stata la scrittura, ho iniziato quando avevo 17 anni circa e non si è più fermata.

Ottimo, allora vuoi parlarmi del tuo libro? 

Ho (auto)pubblicato il mio primo libro, “Diario di un meteoropatico”, questo 24 Aprile (quindi è fresco fresco) dopo varie guerre interiori e vari ripensamenti, per via delle case editrici che sebbene ritenessero il libro meritevole di pubblicazione, pensavano (male) pure che io fossi milionario!

Riguardo il libro: Filippo, parti dal fatto che non so scrivere racconti, non so raccontare, perché va a finire che cado in ex cursus e sproloqui senza fine dimenticando il punto di partenza e arrivo.

Non ci riesco proprio. Ma – c’è un ma – ma avevo il bisogno di esternare, appunto raccontare, quello che mi bolliva nella testa, quello che penso e pensavo, il perché stave accadendo, quando, dove e cosa sentissi in quel preciso istante. Era più forte di me.

Prima di pubblicare “Diario di un meteoropatico”, ho scritto già quasi 4 libri di poesie, in 10 anni, ma mai pubblicati (per fortuna, per certi versi) perché trattasi di opere immature e quindi di poco spessore, eppure tra queste citate c’erano alcune che mi ispiravano particolarmente e sono contenute all’interno del libro.

“Diario di un meteoropatico” è una raccolta di pensieri, immagini, idee, fotografie, odori, sapori, sensazioni tattili, congetture e scatti di luoghi vissuti, cose sfregate coi polpastrelli e persone conosciute abbastanza bene, terreni, talvolta, inesplorati, contenuti nella mia scatola cranica, come una sorta di lista della spesa, un elenco di riflessioni, un report, nato dalla relazione sensoriale che c’è tra l’esterno e le impressioni che mi si formano dentro.

Come tante piccole polaroid di quei precisi momenti. Ecco.

Come dicevo, attualmente il libro è autoprodotto e distribuito da Amazon, sia in formato cartaceo che in formato ebook per dispositivi Kindle, sono 52 pagine, in italiano, il layout di pagina, l’editing, la copertina, le figure (i tre quadri all’interno del libro), e naturalmente, gli scritti sono tutti prodotti da me.

A cosa ti sei ispirato?

A nulla nello specifico – detta così suona malissimo – ma il mondo è il mio ispiratore, ciò che mi circonda, tutto, le persone che conosco, gli amici, i posti che ho visitato, i dettagli nelle piccole cose, gli odori, i gusti che mi riportano indietro nel tempo o altrove.

La particolarità del libro non è il tema, ma il come sono espressi i vari temi: fai finta di aprire la mia scatola cranica e di metterti al comando, con tutti i pro e i contro emotivi del caso, con tutti i filtri, i pensieri e le idee che scarabocchio su di un fatto, un posto, un argomento, cosa o persona.

Questo libro nasce come una raccolta di poesie in versi sciolti, non ci sono rime, come pensieri di una persona che pensa di pensare troppo (questa è una ripetizione voluta), idea che si conferma leggendo il libro: le tematiche sono le più varie: famiglia, amici, amore, la meteoropatia come sfondo, collante e ombra, vita quotidiana, le descrizioni sono spesso legate alla sfera sensoriale,perché mi piace che il lettore si metta nei miei sensi e senta le scene in maniera del tutto naturale, un involontario immaginare indotto dalla lettura.

Perché hai scelto questo titolo?

Perché mi rispecchia molto, la meteoropatia è una parola che indica un insieme di disturbi psicofisici che si verificano durante determinate condizioni e variazioni del tempo meteorologico o in specifiche condizioni climatiche stagionali.

Ecco.

Questo mi accade in determinati periodi dell’anno, qualche anno fa in maniera più pesante, talvolta invalidante, oggi in maniera più controllata, tanto controllata da poter essere incalanata in qualcosa di produttivo e positivo: la pittura ad esempio, e naturalmente mai come in questo caso, la scrittura.

Questa attitudine, per me, è un amplificatore emotivo, aumenta la mia, già spinta (purtroppo e per fortuna) sensibilità diventando così carburante rinnovabile e motore automatico, autonomo, per scrivere. 

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Approfondimenti è la parola giusta, sì perché, per scrivere devo sprofondare dentro di me, quindi si, l’unico approfondimento che ho dovuto fare, talvolta è stato più un approdo – ecco, un approdo ed un approfondimento in me e in quello che sento.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Tutto è reale, è tutto quello che veramente esiste, ed è esistito.

La mia famiglia, gli amici, i luoghi, l’amore, i sentimenti, tutto reale, ma visto da dentro.

Quanto c’è, di te, nel libro?

Tutto, tanto, troppo, dall’ultimo bulbo pilifero presente sulla mia testa, fino alla punta dei piedi, attraversando, vene, arterie e sinapsi, con l’utilizzo dei polpastrelli, rètina, olfatto, gusto e padiglioni auricolari.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Conosco molto poco della situazione attuale dell’editoria e confesso di non essere un grandissimo lettore, mi piacerebbe esserlo e per certi versi “invidio” chi legge tanto, è come se facesse una trasfusione di conoscenza, di qualcosa da raccontare, di modi di raccontare, di apertura mentale, ma soprattutto, un’iniezione di tempo per sè.

Ti dirò, Filippo, ho cercato più volte di far conoscere il mio libro a case editrici: il punto è che mi hanno solo chiesto enormi budget in cambio di servizi talvolta fantascientifici, gonfiati e del tutto inutili ai fini della vendita (che per me, ora, è un fattore secondario) ma soprattutto ai fini della promozione, è così, un’ottima pubblicità, una buona promozione aiuta tantissimo, più di tanti altri servizi periferici che servono a gonfiare il prezzo finale.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Non sono molto bravo con gli slogan, ma ci provo:

“Diario di un meteoropatico”, poesie dipinte con tutti e sei sensi. 

A me è successo così.

Spero vi piaccia.

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Non so sinceramente cosa dire e non voglio sembrare come il santone che dice la cosa saggia da prendere in considerazione, anzi, col mio libro cerco di affiancarmi, mettermi accanto, a chi mi legge e viceversa, ma dalle mie esperienze in questi anni posso sicuramente dire che se avete pensieri, idee nascoste, anche malsane (magari su queste pensateci un po’ di più e contate fino a 1000), esprimetele, fatene arte, siate liberi, sembra banale dirlo, ma quello che intendo dire è che la vita è troppo breve per non essere veramente se stessi e l’arte, il fare arte, ma anche il guardare, sentire, annusare arte, che sia scrittura, pittura, musica, la qualunque, può davvero cambiare il modo di vedere le cose, il mondo e la propria vita.

A me è successo così, a me l’arte cambia le giornate

Dove possiamo contattarti?

Ho due profili Instagram, uno mio personale, uno dove ci sono i quadri che ho dipinto e poi una mail.

Mi piacerebbe sapere, nel caso qualcuno mi legga, cosa pensi del libro, non se è bello o brutto o similia, ma se si è messo/a accanto e si è rivisto in qualcosa.

I miei contatti sono: Instagram:

@vincenzo__petrone  

@vincenzo_petrone_art

Mail: vincenzo.petrone1@gmail.com

E con questo salutiamo Vincenzo Petrone, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

4 pensieri riguardo “FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: VINCENZO PETRONE

  1. Complimenti Vincenzo sei stato sempre un bambino ed un ragazzo molto intelligente e deciso ed è questo che ti ha portato a laurearti a dipingere e soprattutto a scrivere realizzando il tuo sogno
    Quindi nn mi resta che augurarti un grosso in bocca al lupo per il tuo avvenire ricco di soddisfazioni
    Ancora complimenti Vincenzo😘😘

    1. zia, mi conosci da prima di nascere e mi conosci dal di fuori, questo è il mio modo di aprirmi e far vedere cosa c’è dentro.

      grazie mille mille e che il lupo stia sempre bene!

  2. Bella questa intervista. Ho “visto” il progetto della “trasfusione” e mi piace. Riassume lo scopo dell arte, di tutte le arti. In bocca al lupo.

    1. è vero, l’arte serve a questo, è un mezzo, una maniera per lasciare un segno, è un modo per dire “ci sono e sono così dentro” io cerco di esternare il più possibile, è importantissimo, cambia la vita a chi lo fa e a chi lo vede, legge, ascolta.

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