FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: ANDREA VILLA

Andrea Villa

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Andrea Villa.

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Andrea, e benvenuto nel mio blog. Vuoi parlarmi un po’ di te? 

Con piacere.

Il mio nome è Andrea Villa e sono un giovane scrittore esordiente attualmente residente ad Arcore, nella provincia di Monza, la piccola cittadina dove sono cresciuto e a cui appartiene il mio cuore.

La città ha una piccola biblioteca, del quale sono assiduo frequentatore e dove mi piace recarmi, in determinati giorni, per scrivere i miei libri ed è qui che è iniziato il mio “amore” per la Letteratura.

Le prime storie che ricordo di avere scritto erano brevi fanfiction, che scrivevo da solo o assieme ad altri scrittori maggiormente esperti.

Spesso tali fanfiction erano storie senza capo né coda, e la gente di Internet non aveva paura di dirmelo in faccia. Col tempo però, a furia di accumulare esperienza, ho iniziato a scrivere storie più lunghe e dettagliate, che con il tempo mi hanno aiutato a raccogliere pareri maggiormente positivi.

Tuttavia, non avevo ancora raggiunto uno scopo per la mia scrittura: scrivevo quando mi andava, senza disciplina e senza ritmo di lavoro, senza un obbiettivo su cui focalizzarmi.

Poi venne Tharax.

Parlami del tuo libro.

Il mio primo libro (pubblicato con la casa editrice Maratta Edizioni di Roma) è un fantasy decostruttivo, ossia un racconto a tematica umoristica-parodistica in cui mi diverto a prendere i più classici cliché e stereotipi tipici della letteratura fantasy e a sovvertirli, mostrando al lettore un punto di vista totalmente nuovo sul mondo medievale-fiabesco tipico dei fantasy.

In esso, abbiamo dei cattivi che sono stufi di fare i cattivi, dei buoni meno buoni di quanto essi stessi credono, innocenti che tanto innocenti non sono e anche la classica compagnia di eroi, ma mostrata da un punto di vista realista, che illustra in pieno i motivi per cui quattro tipi messi assieme alla bene e meglio, difficilmente potrebbero salvare il mondo solo perché portano un’oggetto magico.

A dire il vero, questo è solo uno dei libri che sto scrivendo.

Altri romanzi che, al momento sono impegnato a scrivere sono il seguito di questo (voglio fare almeno una trilogia), un’opera letteraria ispirata a un famoso fumetto giapponese che pubblico online in lingua inglese, e un romanzo di carattere storico-ucronico-fantascientifico, che spero possa essere il mio capolavoro.

A cosa ti sei ispirato?

Per il mio romanzo di carattere fantasy, mi sono ispirato alla letteratura fantasy in generale, parodiandone alcune trame più comuni e personaggi più ricorrenti.

Alcune ovvie citazioni sono Tolkien, Lewis (l’autore delle cronache di Narnia), Kathryn Lasky, ma è difficile tenere conto di tutte le mie citazioni in quanto il mio romanzo parodia, sotto numerosi aspetti, l’intero universo del fantasy. 

Si riferisce a fatti o episodi personali che ti hanno colpito?

No, il mio romanzo si riferisce principalmente a lezioni che ho appreso oppure osservato.

Vi sono alcuni eventi legati ad episodi della mia vita personale, ma non ritengo che la mia influenza al loro interno sia tale da giustificare una citazione.

Perché hai scelto questo titolo?

Ho scelto questo titolo dopo un trip di film a tema fantasy che ho studiato alla ricerca di cliché e stereotipi da demolire.

Dopo aver visto l’intera saga del Signore degli Anelli, stavo scrivendo alcuni appunti quando mi accorsi che il nome degli Ent (I pastori degli Alberi di Tolkien), associato al nome della dea romana Talassa (che corrisponde al mare) creava il neologismo Entalassa.

Mi piacque e decisi di utilizzarlo.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Assolutamente sì.

Ho fatto ricerche molto approfondite sui cliché e gli stereotipi fantasy più comuni (e più odiati), ho studiato e analizzato molti film fantasy (non solo i più famosi), letto moltissimi libri fantasy e fatto studi comparati sulle differenze tra la vita in un mondo fantasy e com’era la vita nel vero medioevo.

È stato un lavoro lungo ed estenuante, ma necessario per scrivere un’opera del genere.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Per i personaggi mi sono ispirato ai personaggi classici e agli archetipi tipici del fantasy: la dolce principessa, il principe azzurro, l’orco cattivo, ecc…

Per alcuni personaggi mi sono ispirato a personaggi di altri libri, o di film e videogiochi, altri sono completamente originali.

Tutti però condividono il fatto di essere parodie di classici personaggi base tipici del fantasy. 

Quanto c’è, di te, nel libro?

Molto.

Sebbene non abbia inserito fatti o episodi particolari della mia vita, in questo mio libro (e così in quelli che sto scrivendo) ho messo moltissimi insegnamenti e lezioni di vita che ho ritenuto particolarmente importanti, così come molte tematiche che mi stanno particolarmente a cuore.

Tra esse, spicca una mia forte convinzione personale e cioè che la vera risorsa del nostro mondo, sono  coloro che pensano in modo diverso e che hanno il coraggio di mettere in pratica i loro sogni.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Cosa ne penso?

Penso che sia un casino, detta in poche lettere: le grandi case editrici, per rimanere “grandi” e non perdere pubblico, si limitano a riproporre autori già conosciuti e di sicuro successo, snobbando gli esordienti.

Le piccole case editrici puntano invece molto sugli esordienti, ma hanno poco spazio di manovra per crescere e diffondersi.

Molti scrittori inviano i propri libri a destra e a manca, senza controllare se una determinata casa editrice pubblichi o no certi generi, con un risaltante intasamento dei canali di pubblicazione, e in tutto questo bailamme trovano terreno fertile le case editrici a pagamento, veri e propri stampatori che si spacciano per editori con il solo scopo di guadagnare sulla pelle degli esordienti che ancora coltivano sogni.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Inizialmente, dopo aver fatto una prima opera di editing e di correzione del mio libro, lo pubblicai come self su IlMioLibro.

Tuttavia, scoprii subito che su IlMioLibro non mi trovavo a mio agio, sia perché dovevo occuparmi personalmente di cose che non sapevo come gestire (ad esempio la copertina o la promozione) sia perché le possibilità di essere notati erano molto scarse.

Il colpo di grazia avvenne quando un hater-troll, che aveva travisato la trama del libro, senza neanche leggerlo, lasciò commenti negativi aggredendo verbalmente me e tutti coloro che ne avevano acquistato una copia. 

Dopo questo spiacevole evento, presi la decisione di ritirare il mio libro e di impegnarmi a migliorarne l’editing e lo stile di scrittura.

Per fare questo ho deciso di frequentare il corso triennale di Storytelling alla Scuola Mohole di Milano Lambrate, dove ho appreso le migliori tecniche di scrittura e le strategie per affrontare le difficoltà tipiche di uno scrittore alle prima armi.

Durante questo lasso di tempo, accantonata l’idea di pubblicare il mio libro in self, ho preso la decisione di rivolgermi a un editore che potesse aiutarmi e supportarmi nella promozione del mio libro.

Credo di averlo inviato ad oltre cento case editrici nella sola Italia, e quasi sempre la risposta era una sola…. Il silenzio o nella migliore delle ipotesi il classico “il suo libro non corrisponde al nostro piano editoriale” frase che ogni scrittore ha imparato ad odiare.

Finché, grazie ad un amico, non sono venuto a conoscenza della Maratta Edizioni, che all’epoca era appena nata e non aveva pubblicato ancora nulla.

Ho così inviato ancora una volta il libro, aspettandomi l’ennesimo silenzio o rifiuto, e invece, immagina la mia sorpresa quando aprendo un giorno la mail ho letto la loro risposta positiva!

Credi è stato uno dei più bei giorni della mia vita!

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico, per convincerlo a comprare il tuo libro?

Uno slogan che mi piacerebbe usare è sicuramente “Il fantasy che rompe le regole”.

Per i libri che ho invece in corso, non ci ho ancora pensato molto…

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Un messaggio che ci terrei moltissimo a condividere con gli utenti di questo blog è di non lasciarsi mai andare alle apparenze e non lasciarsi trarre in inganno dalla nostra realtà soggettiva.

Ma soprattutto, non bisogna mai smettere di credere in sé stessi: solo noi decidiamo con quali note sarà composta la musica della nostra vita.

Dove possiamo contattarti?

Potete contattarm, oppure al mio profilo personale Facebook. Se mi lasciate un messaggio sarò lieto di rispondervi appena possibile. Altrimenti, se preferite le mail, questo è il mio indirizzo mail.

E con questo salutiamo Andrea Villa, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.