FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: FRANCESCO COPPOLA

Francesco Coppola

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Francesco Coppola

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Francesco, e benvenuto nel mio blog. Parlami un po’ di te.

Sono nato a Roma, ma vivo a Cassino.

Sono avvocato, e sono convinto che tra questa attività e quella di scrittore ci siano molte attinenze.

Con la differenza che per fare l’avvocato occorre molta più immaginazione: se ti trovi a difendere un cliente che ha palesemente torto, devi fare ricorso a tutta la tue doti immaginifiche! 

Parlami del tuo libro, “Incandescente”.

Volevo raccontare il disagio mentale da un punto di vista assolutamente inedito e un po’ misterioso, e credo di esserci riuscito.

Poi il romanzo non è solo questo.

La vicenda si svolge a Cassino, dove vivo e dove non accade mai nulla.

Quindi un posto perfetto per ambientarci una storia. 

A cosa ti sei ispirato?

In realtà l’idea mi è venuta rivedendo “A beautiful mind”, il film di Ron Howard.

Ho pensato: e se invece…

Si riferisce a fatti o episodi personali che ti hanno colpito?

Si riferisce alla vita.

Ogni storia raccontata, per quanto assurda o improbabile, ne è un frammento.

Perché hai scelto questo titolo?

L’aggettivo che dà il titolo al romanzo compare in un passaggio decisivo nel finale del libro.

Mi piaceva il suono della parola e mi pareva che sintetizzasse bene il grumo di emozioni e di pensieri sempre “al limite” che attraversano la mente del protagonista. 

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Sì, soprattutto per quanto concerne le tematiche relative al disagio psichico che fa da sfondo a tutta la vicenda, e ne faccio menzione nella nota in chiusura.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Sono frutto di fantasia, ma qualunque scrittore, credo, si porta nel proprio subconscio una mole di spunti, di suggestioni, di percezioni, che finisce per sfruttare, magari senza rendersene conto, nel momento in cui si accinge a delineare il carattere dei suoi personaggi.

Quanto c’è, di te, nel libro?

Ti rispondo con le parole del regista e sceneggiatore Joss Whedon:

“Scrivo per darmi forza. Scrivo per essere i personaggi che non sono. Scrivo per esplorare tutte le cose di cui ho paura.”

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

L’avvento del digitale ha parcellizzato l’offerta editoriale.

Siamo, credo, in una fase di trasformazione molto caotica, tra pirateria dilagante e autori improvvisati che spuntano come funghi.

Per la maggior parte insipidi, più che velenosi. 

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Conosco l’editoria da lettore più che da autore.

Se compito degli editori dovrebbe essere quello di saper selezionare tra chi sa scrivere, magari bene, e chi ha talento per scrivere, direi che pochi sanno esserne all’altezza. 

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo a comprare il tuo libro?

Con “Incandescente” propongo una storia da rileggere alla fine in una chiave completamente capovolta.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Parafrasando certi politici preoccupati per l’astensionismo alla vigilia delle elezioni, leggete quello che vi pare, ma leggete.

E aggiungo: a lungo andare finirete anche per imparare a scegliere le letture giuste.   

Dove possiamo contattarti?

Sul mio sito personale: www.francescocoppola.net.

E con questo salutiamo Francesco Coppola, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

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