FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: DAVIDE BALLOCCO

Davide Ballocco

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Davide Ballocco

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Davide, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Sono nato sul finire degli anni settanta e vivo sulle Alpi.

Adoro le montagne e non riesco a starci lontano, mi dicono che divento antipatico se non le vedo almeno all’orizzonte.

Ho conseguito una laurea in Agraria ma è rimasta una passione mai tramutata in occupazione, che mi ha aiutato a vedere con occhi consapevoli la natura intorno a me… e a coltivare un orto in modo decente.

Ho la passione della lettura, adoro scrivere, leggo Stephen King come se fosse la Bibbia, e nel poco tempo libero che mi avanza (lavoro anche) sparo con una carabina in calibro .223 Rem.

In un poligono, non dal balcone.

Ottimo! Ora parlami del tuo libro.

“Nemesi” è la mia prima creatura.

La prima versione risale a tanti anni fa, ma è così diversa dall’attuale da sembrare un’altra storia.

È un libro nato da un pensiero, un what if?: Il destino è davvero cieco? Cosa succederebbe se qualcuno potesse cambiarlo? Per quali intenti lo farebbe, e soprattutto, perché? E… sarebbe davvero una sua decisione?

Un lettore mi ha fatto notare una grossa metafora che racchiude l’intera storia, quella di un ragazzo che si avvia verso l’età adulta.

Non me n’ero nemmeno accorto, ma è proprio quello che mi è successo…

Finita la storia mi è venuta la curiosità di sapere come sarebbe continuata, così ho di nuovo liberato i miei personaggi e sono stato a guardare.

Hanno dato vita a un secondo libro… il titolo provvisorio è “GENESI” ma sono convinto che cambierà.

Il libro invece è quasi pronto, e porterà il totale della storia di Romeo oltre le seicento pagine.

Ma sono convinto che abbia ancora qualcosa da dire. 

A cosa ti sei ispirato?

A Stephen King per le storie, a Hemingway per la semplicità della prosa.

Non sono riuscito nemmeno ad avvicinarmi a nessuno dei due, pazienza.

La storia e la trama sono nate da sole, a partire dal what if di cui parlavo prima.

Sono pensieri che chiunque abbia un animo profondo ha fatto almeno una volta, e chiunque abbia preso tanti ceffoni dalla vita, e soprattutto dalla morte, ha fatto ben più di una volta.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Oh, direi di sì.

Ma li ho romanzati, fino a lasciare nelle pagine una storia inventata.

Perché hai scelto questo titolo?

Credo che sia appropriato: Nemesi è una dea greca, e significa distribuzione del Fato, intesa come Giustizia Compensatrice o Riparatrice, o è interpretata come Giustizia Divina.  

L’idea che soggiace a questo termine è di un mondo che risponde a una legge di armonia, per cui il bene deve essere compensato dal male in egual misura. (fonte: Wikipedia).

Se leggerete il mio libro non potrete che essere d’accordo con me…

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Per “Nemesi” non molto, non più di quello che si può trovare con una veloce ricerca su internet, per il suo seguito le ricerche mi hanno portato via quasi lo stesso tempo che per scriverlo.

Ogni teoria e aspetto scientifico o pseudo-scientifico sono basati su studi e ricerche molto approfondite.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Sono tutti assolutamente inventati. 

Quanto c’è, di te, nel libro?

A livello di storia molto poco, escludendo la fantasia, a livello di impegno tutto me stesso.

E anche di altri, che mi hanno aiutato e consigliato.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

L’uno per cento degli autori ricevono il novanta per cento della promozione editoriale…

È un comportamento comprensibile: non siamo un popolo di lettori e da un punto di vista imprenditoriale è molto più semplice avere un ritorno economico da un autore affermato che da un emergente.

Credo che il passaparola tra i lettori sia ancora alla base del successo.

Non vedo vie d’uscita, ma i miracoli ogni tanto avvengono.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Molti anni fa inviai la prima versione di “Nemesi” a molti editori: sicuramente lo feci nel modo sbagliato e sto ancora aspettando le risposte.

Mi risposero solo gli editori a pagamento e cascai in una di quelle trappole, cosa che oggi non farei.

Ora pubblico con Amazon KDP: nessun costo, libertà assoluta di modifiche in qualunque momento, gli sforzi profusi a cercare un editore li dedico a cercare lettori, il libro è disponibile da tutti e ovunque in pochi giorni… e almeno sono sicuro che gli sforzi promozionali ricadono su di me.

E se voglio spendere dei soldi in promozione lo faccio andando a pubblicizzarlo proprio a chi sta cercando un libro del genere.

Il motivo di questa scelta non è la convinzione tipica di chi non sa scrivere che bisogna “conoscere” per farsi notare, ma il self-publishing è una nuova strada che offre riscontri immediati, e volevo tentarla.

Tornerò a infastidire le redazioni prima o poi, ne sono sicuro.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Il destino è davvero cieco, o gli uomini hanno sempre scambiato per cecità la sua eterna lungimiranza?

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Un messaggio tratto da… un cartone animato per bambini!

Ma sfido qualunque bambino a comprenderlo a fondo, è difficile anche per gli adulti: ieri è storia, domani un mistero. Ma oggi è un dono, per questo si chiama presente.

L’avete riconosciuto? Allora probabilmente avete dei figli!

Date loro un bacio, sono la nostra immortalità.

Dove possiamo contattarti?

devo@libero.it

davide.ballocco su Instagram

E con questo salutiamo Davide Ballocco, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

 

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