FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: RAFFAELE FIORILLO

Raffaele Fiorillo

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Raffaele Fiorillo. 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Raffaele, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Ciao! Mi chiamo Raffaele, ho 31 anni e vivo in provincia di Napoli sotto l’ombra del Vesuvio, dove sono nato e cresciuto.

Dopo il diploma scientifico e la facoltà di lingue e letterature straniere sono finito a lavorare nel campo della ristorazione ma da sempre sono un appassionato di cinema, libri, fumetti e qualsiasi forma d’arte coinvolga lo story-telling.

Perfetto. Ora parlami del tuo libro. 

“Essi vennero” è il mio primo romanzo ed è auto-pubblicato su Amazon in formato digitale e cartaceo, gratis con KU.

Si tratta di un romanzo breve, è una storia di fantascienza che parla di un Primo Contatto tra umani ed extraterrestri totalmente ambientato in Italia e nella mia città, Napoli.

A cosa ti sei ispirato?

Il primo contatto è un concetto che in fantascienza è abusato sin dagli albori e mi ha sempre affascinato molto: guardando “The Arrival” al cinema, capolavoro nel suo genere, ho apprezzato l’arte con la quale hanno trattato questa tematica in maniera originale e molto suggestiva.

Insomma, non c’è bisogno del pew pew di astronavi per parlare di fantascienze e alieni, eh eh.

Nel mio piccolo quindi è nata l’esigenza di parlare di un primo contatto ambientandolo nella mia città e nel mio Paese, la mia personale visione, sperando possa piacere.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

Non mi riferisco a nulla che sia davvero accaduto essendo l’intera storia del tutto fantastica.

Perché hai scelto questo titolo?

Il titolo mi è balzato alla mente in inglese: “They came”.

È successo mentre riguardavo “Essi vivono” di Carpenter, in modo molto naturale.

Poi però ho preferito tradurlo in italiano, essendo il romanzo in italiano.

Anche se continuo a pensare che sarebbe stato meglio tenerlo in inglese, ma ho spesso ricevuto critiche da molte persone che sono ostiche agli inglesismi.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Sì, diciamo che in generale la fantascienza richiede un minimo di passione circa la scienza vera, su questo non c’è dubbio.

Ho fatto ricerche, letto articoli e riviste che parlavano di SETI e di teorie scientifiche circa possibili primi contatti (nulla di complottista) ma molte cose le conoscevo già dato che è una cosa che adoro sin da piccolo.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

I personaggi sono totalmente frutto della mia fantasia, ma ad ognuno di loro ho associato una foto e almeno una caratteristica di una persona che conosco nella vita vera.

È un trucco che uso sempre per prendere in giro me stesso e rendere ai miei occhi quei personaggi veri.

Quanto c’è, di te, nel tuo libro?

Direi tantissimo.

Non credo esista autore che non metta niente di sé all’interno di quello che scrive e leggendo il mio romanzo sicuramente il pubblico potrà conoscere gran parte di me.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Che è una giungla ed è difficile districarsi tra le tante CE esistenti, le loro proposte e le loro condizioni a volte assurde.

A mio parere molte dovrebbero aggiornarsi, non hanno la minima idea di cosa sia Internet e di come sfruttarlo per ottenere risultati.

In questo credo sia normale che si sia infilata egregiamente la possibilità del self publishing, che ha comunque tanti limiti e difetti.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Onestamente ho avuto poca esperienza con l’editoria classica: ho deciso di intraprendere la strada del self come sfida personale ma ho avuto modo di interfacciarmi con un paio di CE che rientrano nel mio genere e probabilmente un giorno mi affiderò a loro, chissà.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

Se ti piace la fantascienza e vuoi leggere qualcosa di unico, sei nel posto giusto.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Almeno per 30 o 60 minuti al giorno spegnete il cellulare, prendete un buon libro e leggete.

Non importa il genere, non importa dove, ma fatelo: nutritevi di parole e lasciatevi trasportare.

Dove possiamo contattarti?

Alla mia pagina facebook, dove sono molto attivo: https://www.facebook.com/raffaelefiorilloautore 

E con questo salutiamo Raffaele Fiorillo, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

 

 

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