FACCIA A FACCIA CON L’AUTORE: MARCO ARCANGELI

Marco Arcangeli

 

LARGO AGLI EMERGENTI

 

Ospite di “Faccia a faccia con l’autore” oggi è Marco Arcangeli. 

L’ho intervistato per saperne di più su di lui, le sue passioni, i suoi libri.

Andiamo a conoscerlo meglio.

Ciao Marco, e benvenuto nel mio blog. Parlami di te.

Sono una persona che parla poco, forse è per questo che scrivo.

Lo faccio sin da bambino, anche se nella vita lavorativa ho intrapreso una carriera tecnico scientifica.

Ho 32 anni e sono un ingegnere dal 2016, laureato al Politecnico di Torino, trasferito a Parma da poco meno di due anni e lavoro nell’ambito Cloud Automation.

Oltre alla scrittura pratico da sempre anche lo sport, ho fatto un po’ di tutto, nuoto, pallacanestro (il mio preferito), calcio no a parte le partite di calcetto con gli amici, qualcosa di pallavolo e baseball.

Partecipo una volta al mese un po’ in tutta Italia alle mezze maratone cittadine, e una volta all’anno corro una maratona. Ho iniziato da poco sui 42 chilometri, per ora ne ho corse solo due, a Torino e a Roma.

Mi piace molto la natura, appena posso fuggo dalla città.

Perfetto. Ora parlami del tuo libro.

È il mio unico libro pubblicato, e spero che possa essere il primo di una lunga serie.

È un libro introspettivo, che descrive un punto di vista molto particolare dettato da un inconsueto protagonista. Ho usato “inconsueto” appositamente, in quanto il soggetto non è una persona.

Si svolge sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, ma non è un libro che parla di guerra, né tantomeno storico.

Ognuno, a seconda della sua lotta personale, può riconoscersi nel protagonista, che fa di tutto per non essere travolto dalla disperazione in un momento drammatico come può essere il palcoscenico della guerra e cerca di trovare soluzioni ai vari problemi che si presentano durante la storia.

Ovviamente verrà aiutato, nessuno può farcela da solo, ma non voglio dire di più.

A cosa ti sei ispirato?

A mio nonno materno, diretto “proprietario” del protagonista.

Può sembrare strano e poco esplicativa questa spiegazione, ma non vorrei anticipare troppo.

Si riferisce a fatti o episodi personali, che ti hanno colpito?

È, in parte, una metafora di una mia vicenda personale, accaduta un po’ di anni addietro.

Come detto, tuttavia, è una storia a sé stante, nelle lotte del protagonista ognuno si può immedesimare e rivivere le emozioni che possono aver provato in un momento di sconforto, come ho passato io.

Perché hai scelto questo titolo?

È il nome del protagonista, dato da mio nonno materno.

Se qualcuno se lo fosse chiesto, non c’entra niente con il periodo di quarantena in cui siamo stati giustamente costretti a rimanere chiusi in casa.

Per scriverlo hai avuto bisogno di approfondimenti?

Solo un paio d’informazioni, tra cui, come “accudire” il mio protagonista, quali fossero le sue abitudini, e la scoperta dei neutroni lenti di Enrico Fermi, ma tranquilli, non parlo mai di scienza nel libro.

Per i personaggi ti sei ispirato a qualcuno di reale, o sono frutto di fantasia?

Come già detto è una metafora, per cui mi sono ispirato a molte persone conosciute.

Uno tra tutti, mio nonno materno, ma penso che questo si fosse già capito.

Quanto c’è, di te, nel libro?

In ogni libro scritto c’è parte dello scrittore, e questo non è da meno.

C’è un bel po’ di me.

Situazioni che ho superato ma che ricordo con tristezza, nonostante tutti questi anni.

Cosa ne pensi della situazione editoriale italiana?

Sinceramente ne so poco, mi sono avvicinato tardi a questo mondo, ma una breve occhiata mi è bastata per capire quanto sia estremamente complicata.

Oggi, per uno scrittore in erba, come può essere il sottoscritto, non è facile emergere e l’accesso alle grandi case editrici è quasi un miraggio.

Ovviamente si deve guadagnare tale privilegio, per cui ci sarà da faticare e lavorare molto, ma sono cose che non mi hanno mai spaventato.

Quali sono le tue esperienze con l’editoria?

Come già anticipato sono poche, questo è il mio primo libro, anche se ne ho in bozza molti altri, sto preparando una raccolta di mini-racconti e filastrocche, e man mano che mi intrufolo di soppiatto in questo mondo scopro a poco a poco qualcosa di utile.

L’esperienza a mio avviso conta molto.

Con quale slogan ti rivolgeresti al pubblico per convincerlo ad acquistare il tuo libro?

“Isolato” è il simbolo di ognuno di noi, che lotta ogni giorno per andare avanti a sperare, nonostante il Mondo gli dica a gran voce il contrario.

Lascia un messaggio agli utenti del blog.

Di comprare il mio libro 😊 .

Scherzi a parte, la lettura è un piacere, e se questa intervista vi ha incuriosito, sarei più che onorato avere come lettore ognuno di voi.

Dove possiamo contattarti?

Dove fa più comodo a voi, io non ho preferenze, quindi vi lascio tutte le informazioni del caso:

E con questo salutiamo Marco Arcangeli, augurandogli di continuare floridamente la sua carriera di scrittore.

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